Captain Tsubasa: Rise of New Champions – Recensione

Captain Tsubasa: Rise of New Champions - Recensione 1

Anche se il nome originale del manga e della derivativa serie anime è Captain Tsubasa, in Italia siamo abituati a conoscere l’opera come Holly e Benji.

Fresco di revitalizzante remake, quest’anime è stato un caposaldo della cultura pop per tutti i ragazzi cresciuti tra gli anni ’90 e 2000. Una fabbrica di personaggi iconici che hanno fatto innamorare appassionati di calcio e non.

Mark Lenders, Julian Ross e ovviamente Benjamin Price e Oliver Hutton imparerete ora a conoscerli attraverso i loro nomi originali, mantenuti tali in questo videogioco che punta a gamba tesa agli appassionati.

Lo scopo di Captain Tsubasa: Rise of New Champions sembra essere una via di mezzo tra la sponsorizzazione del recente remake della serie e un omaggio per i vecchi appassionati.

E’ riuscito questo nuovo gioco distribuito da Bandai Namco nel proprio obiettivo?

Captain Tsubasa: Rise of New Champions - Recensione 2
Captain Tsubasa entra in campo con la Nankatsu

Captain Tsubasa: Rise of New Champions – Recensione

Per giudicare questo gioco con occhio critico è necessario porsi nelle giuste prospettive. Come quasi tutti i titoli di ispirazione anime distribuiti da Bandai Namco, ciò che si ricerca maggiormente è rivivere le emozioni del media televisivo in prima persona attraverso il gioco.

Non si tratta dunque di prodotti hardcore, come Dark Souls, o competitivi come l’eccezionale Dragon Ball Fighterz. Kakarot, Pirate Warriors o Shinobi Striker vogliono porre il giocatore nei panni dei beniamini appartenenti rispettivamente al mondo di Dragon Ball, One Piece e Naruto.

Captain Tsubasa fa lo stesso ed il fatto che le vicende si svolgano in un campo da calcio non rende questo prodotto un gioco sportivo a pieno titolo.

Non ci si deve dunque aspettare le meccaniche di gioco riscontrate nei tripla A Pes e Fifa, nè uno spirito che renda omaggio al calcio. Ciò a cui si vuole rendere omaggio è Yoichi Takahashi (autore di Captain Tsubasa) e la sua opera.

In Rise of New Champions le regole del pallone vengono malleate, così da porre in risalto al spettacolarità ed il carisma dei personaggi. Non esiste il fallo, i tempi sono ridotti, la formazione è superflua e la costruzione del gioco è totalmente in secondo piano.

Ispirato da un qualsiasi picchiaduro, lo scopo primario è quello di indebolire il portiere avversario a colpi di Tiro della Tigre e Catapulta Infernale, per poi infilare la stoccata finale e portarsi a casa il gol.

Segnare è un’azione subordinata ad un attacco incessante che ha lo scopo di ridurre la barra dello spirito dell’estremo difensore. A quel punto un tiro ben caricato assicura la rete.

Tiri, scivolate e altre tecniche

Il gameplay si basa sulla messa in scena delle tecniche dei personaggi. Queste tecniche appartengono a diverse categorie, le quali si declinano in: tiri, passaggi, contrasti, dribbling, parate, difese, super tiri, tiri combinati e altre secondarie.

Per ciascuna categoria esistono decine di tecniche diverse che possono essere assegnate al comando richiesto. Ogni personaggio può scegliere di equipaggiare una tra le disponibili, perfettamente in linea con le capacità del medesimo nella serie manga e anime.

Il sopracitato meccanismo ricorda il recente Dragon Ball Z: Kakarot ed i suoi elementi ruolistici. Se si rivanga la memoria si riporta alla luce la più datata serie Budokai, che vedeva in Budokai 3 la massima manifestazione di tutto ciò.

Le tecniche, come le squadre giocabili, non sono disponibili fin da subito, ma vengono sbloccate giocando alla modalità ” Il Viaggio“, campagna di Captain Tsubasa: Rise of New Champions.

Captain Tsubasa: Rise of New Champions - Recensione 3

Il Viaggio – La modalità storia

La modalità storia dei questa creatura targata Tamsoft è divisa in due sezioni. La prima, che funge da tutorial, rivive le partite salienti di Tsubasa (Holly) e compagni durante il terzo torneo delle medie.

In poco più di un’ora si affrontano i campioni che abbiamo amato da ragazzi, imparando nel frattempo le meccaniche base del gioco tra una partita e l’altra.

Il gioco si fa serio nella seconda parte del viaggio, in cui dopo aver creato un personaggio ed averlo assegnato ad una delle tre squadre disponibili (Toho, Musashi e Furano) si inizia la corsa alla vittoria del mondiale.

Dopo aver partecipato al torneo delle medie la Nazionale Giapponese viene messa a dura prova dalle squadre di tutto il mondo, che mettono in bella mostra i propri campioni.

In questa sezione de “Il Viaggio”, denominata New Hero, l’esperienza ruolistica è in primo piano, esaltata da un sistema più complesso del previsto.

E’ necessario scegliere dei giocatori dell’anime a cui il personaggio creato, attraverso un editor soddisfacente, debba ispirarsi. Alimentando l’amicizia con queste stelle si possono apprendere le loro tecniche e quindi modellare le abilità del giocatore.

Al termine della campagna e del parallelo allenamento, il giocatore viene registrato e potrà essere utilizzato anche in modalità Versus.

L’editor è buono sia per quanto riguarda la creazione di nuovi calciatori sia per la creazione di squadre personalizzabili nel logo, nella divisa e nella formazione.

Questo elemento dona un’inaspettata rigiocabilità alla seconda campagna, da rivivere più e più volte se si vogliono scoprire tutti gli sbloccabili. In totale la longevità di questa sezione si assesta tra le 3 e le 4 ore.

Proseguendo nella storia di Captain Tsubasa: Rise of New Champions, si approfondisce la trama narrata nell’anime remake, si allenano i giocatori creati e si sbloccano tecniche e squadre nazionali.

Un’esperienza non da tutti, ma emozionante

Se la parola d’ordine di questo videogioco è fan-service, il pubblico adatto diviene quello costituito dai fan della serie.

Un semplice appassionato di calcio troverà le animazioni rigide, la mancanza di tattica ed i super tiri elementi a tratti insopportabili.

L’entusiasmo per un fan di Mark Lenders nel vedere il tiro della tigre prendere vita, diventa frustrazione per chi cerca competizione.

Ogni qualvolta si riesce nell’intento di mettere in piedi una tecnica, il gioco viene interrotto da un’animazione di qualche secondo che funge da palcoscenico per la messa in scena di un tiro devastante, una parata prodigiosa o un blocco difensivo.

L’attenzione messa dagli sviluppatori nella riproduzione di queste tecniche iconiche non si riscontra anche dal lato tecnico e del gameplay. I modelli dei personaggi risultano marmorei ed i loro movimenti a tratti innaturali.

La sensazione è quella di guardare un anime, appunto, e non quella di giocarsi la finale dei mondiali.

La meccanica del dribbling è interessante, ma probabilmente indigesta per molti. Esistono due tipologie di dribbling, assegnate a due diversi tasti. Specularmente esistono due tipologie di contrasti. Qualora dribbling e contrasto combacino, il difensore ha la meglio, in caso contrario è l’attaccante a spuntarla.

L’animazione del personaggio suggerisce quale tasto egli abbia premuto, ma la velocità con cui essa si esaurisce è talmente rapida che lascia poco spazio per la reazione. Ogni contrasto, pertanto, si trasforma in una roulette, in cui la spuntano i riflessi miglio, raramente, oppure il più fortunato, quasi sempre.

Il lato competitivo, seppur alimentato dalle partite online, crolla inesorabilmente, rendendo il prodotto un qualcosa di apprezzabile ma alla lunga nauseante per il giocatore medio.

Seppur esistano centinaia di tecniche diverse e l’interesse nel sbloccarle e viverle tutte sia enorme, una volta sgretolata la novità, Captain Tsubasa incontrerà quasi inevitabilmente lo scaffale.

Tuttavia rimane un ever-green da condividere con amici appassionati anche in momenti rapidi, poichè le partite sono brevi, ricche di emozione ed estremamente spettacolari.

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Captain Tsubasa come mai prima d’ora

Nella storia dei videogiochi Captain Tsubasa ha visto degli omaggi, ma mai così visivamente appaganti. Le animazioni delle tecniche sono esaltanti e drammatiche. In partite concitate potrebbero risultare ingombranti, ma anche all’ennesima visione regalano un brivido.

La moltitudine di queste, divise per numerose categorie, può essere un ostacolo sia per l’apprendimento che per la messa in atto.

La storica Catapulta Infernale dei gemelli Derrick (Tachibana) è tanto devastante quanto complessa da attuare. Tuttavia questo livello di sfida è sicuramente un pregio, che innesca la voglia di apprendere ogni minimo dettaglio dell’opera.

Se siete fan della serie e sognavate di distruggere la rete con qualche tiro di Oliver Hutton (Tsubasa) o Mark Lenders (Hyuuga), Rise of The New Champions è ciò che stavate aspettando.

Dai un’occhiata anche alla nostra recensione di Battletoads.

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Captain Tsubasa: Rise of New Champions - Recensione 5
Captain Tsubasa: Rise of New Champions – Recensione
In Conclusione
Captain Tsubasa: Rise of The New Champions è un fiore all'occhiello per chiunque cerchi un videogioco celebrativo di Holly & Benji. FInalmente Il Tiro della Tigre prende vita in un contesto visivamente mozzafiato. La spettacolarità prende piede a discapito del gameplay, poco fluido, e della competitività, quasi totalmente assente.
Punteggio dei lettori0 Votes
0
Pro
Must-have per i fan di Holly e Benji
Fedeltà all'opera prima ed esaltazione dei suoi punti cardine
Altamente rigiocabile
Un'infinità di tecniche spettacolari...
Contro
.. che risultano complesse da memorizzare e mettere in atto
Competitività ai minimi storici
Campagna breve (4-5 ore)
8
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