Quella di Catherine O’Hara è una scomparsa che non si dimentica facilmente, specie se nel corso della sua ricca carriera cinematografica aveva contribuito a impersonare alcuni dei ruoli più iconici sul grande e piccolo schermo, arrivando a ottenere consensi da parte della critica e a ritagliarsi un posto speciale nel cuore del pubblico.
Ricordata per le sue performance in Campioni di razza (2000) girato in stile mockumentary e in commedie come Beetlejuice – Spiritello porcello (1988), l’attrice aveva dalla sua parte la verve giusta per interpretare figure eccentriche e bizzarre, come sostenuto in una sua intervista a Variety nel marzo 2025: “Ho interpretato alcuni personaggi un po' deliranti, ed è davvero divertente.
Penso che forse sia attratta da questo perché – è un dato di fatto – siamo tutti deliranti. Credo che mi piaccia attingere a questo: il modo in cui cerchiamo di controllarci.”
Tra i suoi ultimi crediti non si può non citare la serie comica The Studio nella quale ricopriva un ruolo ricorrente, progetto che la vedeva candidata in ben due categorie – rispettivamente miglior attrice in una serie commedia e miglior cast in una serie commedia – nei prossimi Actor Awards, la cui cerimonia si terrà il prossimo 1° marzo 2026.
In suo onore ripercorriamo alcuni dei ruoli più iconici durante la sua decennale carriera.
SCTV (1976-1979)
Catherine O'Hara vinse il suo primo Emmy nel 1982 per la sceneggiatura eccezionale grazie al suo lavoro in Second City Television, noto al pubblico come SCTV.
L’attrice è stata sia membro del cast che sceneggiatrice dello show canadese di sketch comici, uno spettacolo che parodiava il mondo della televisione per mezzo di scenette memorabili e parodie di film.

Beetlejuice - Spiritello porcello (1988)
Uno dei primi ruoli cinematografici di O’Hara risale al lontano 1988 per la regia di Tim Burton dove interpreta Delia Deetz, l’eccentrica matrigna di Lydia (una giovanissima Winona Ryder).
Considerata una delle migliori commedie americane di tutti i tempi, la storia vede una giovane coppia di coniugi morire improvvisamente a causa di un incidente e trasformarsi in fantasmi. Decisi a liberarsi dei nuovi inquilini che popolano la loro dimora, contattano il bio-esorcista Beetlejuice per spaventarli e mandarli via per sempre.
È proprio su questo set che l’attrice incontra il marito di lunga data, lo scenografo del film Bo Welch.
Un set, inoltre, che ha aperto a una profonda collaborazione con lo stesso Burton e che ha portato Catherine O'Hara a prendere parte ad altri suoi progetti, tra i quali il seguito del film Beetlejuice Beetlejuice del 2024 presentato in anteprima alla Mostra del cinema di Venezia.

Mamma, ho perso l'aereo (1990)
In questa commedia natalizia O’Hara interpreta Kate McAllister, la madre di Kevin (interpretato dall’attore Macaulay Culkin) per la regia di Chris Columbus. Diventato nel corso degli anni un vero e proprio cult movie capace di riscaldare il cuore durante il periodo invernale, la pellicola vede il personaggio di O’Hara compiere un lungo e insidioso viaggio di ritorno in aereo – dopo essere partita con la sua famiglia numerosa per le vacanze natalizie – nel momento in cui scopre di aver lasciato uno dei suoi figli a casa da solo.
Dato il successo dell’opera viene girato il sequel Mamma, ho riperso l’aereo – Mi sono smarrito a New York dove l’intero cast originale ritorna per un’ultima volta.

Nightmare Before Christmas (1993)
Catherine O'Hara non era famosa solo per il suo talento recitativo: all’interno della sua filmografia compaiono numerosi crediti anche come doppiatrice, portandola a prestare la sua voce in film d’animazione celebri.
Tra questi si cita il celeberrimo Nightmare Before Christmas per la regia di Henry Selick, una storia che nasce dalla mente geniale di Tim Burton. L’attrice ricopre il ruolo di Sally, una bambola di pezza vivente segretamente innamorata di Jack Skeletron.
Alcuni anni dopo O’Hara prenderà parte a un nuovo film d’animazione firmato questa volta da Burton, Frankenweenie, adattamento in stop motion dell’omonimo cortometraggio nella quale la performer presta la voce a tre personaggi femminili distinti (ossia Susan Frankenstein, l’insegnate di ginnastica e Stranella).

Campioni di razza (2000)
È proprio in questo lungometraggio che O’Hara apre a una delle tante collaborazioni con Christopher Guest, il quale l’ha diretta anche in altri film mockumentary quali For Your Consideration, Sognando Broadway e A Might Wind – Amici per la musica.
In Campioni di razza la performer recita insieme a Levy nel ruolo di Cookie Fleck, un personaggio iconico del film sul mondo delle esposizioni canine.

Schitt's Creek (2015-2020)
In questa commedia seriale O’Hara ha vinto un Emmy nel 2020 interpretando il ruolo di Moira Rose.
Ideata da Dan Levy e da suo padre Eugene (storico collaboratore dell’attrice), la serie racconta le vicissitudini della famiglia facoltosa Rose composta dal magnate Johnny, la moglie ed ex stella di soap opera Moira e i due figli viziati i quali, rimasti sul lastrico a causa di una truffa, si vedono costretti a trasferirsi nell’unica proprietà a loro rimasta ossia la piccola città di provincia, Schitt’s Creek, acquistata anni prima per puro gioco.

The Studio (2025)
Uno degli ultimi ruoli interpretati dall’attrice dove impersona Patty Leigh, The Studio è una serie televisiva Apple ideata da Seth Rogen (che ricopre anche il ruolo di protagonista) assieme a Evan Goldberg.
Una satira sul mondo hollywoodiano e, in special modo, una lunga prospettiva verso coloro che detengono il vero potere, gli executives, ossia personaggi che sovrintendono i processi di produzione e realizzazione dei progetti cinematografici. Una serie intelligente e arguta nella quale l’attrice lascia un’impronta, la sua ultima candidatura come miglior attrice agli Actor Awards.

