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Festa della Repubblica: 3 film per onorarla

la vita è bella

Il 2 giugno del 1946, con l’armistizio e la fine della Seconda Guerra Mondiale, l’Italia annunciò la fine della Monarchia e la nascita della Repubblica. Per celebrare la Festa della Repubblica e per rendergli omaggio, oggi vi consigliamo tre capolavori del cinema italiano inerenti.

La vita è bella (1997)

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Non possiamo iniziare a parlare della Festa della Repubblica e della fine del conflitto mondiale senza prima citare questa pellicola, che è valsa al regista ed attore Roberto Benigni l’Oscar come migliore film straniero. Una premiazione indimenticabile per i presenti, considerando anche che il regista toscano si è messo a camminare sulle poltrone per raggiungere Sofia Loren, la quale presentava la categoria.

Siamo ancora in pieno secondo conflitto e Benigni ed il figlioletto vengono portati in un campo di concentramento perché ebrei. Egli, per evitare al bambino inutili sofferenze, finge che tutto si tratti di un gioco: nascondino, acchiappino o quello che gli viene in mente. Anche se perderà la vita, il padre riuscirà a far sopravvivere il ragazzino fino all’arrivo degli alleati.  

Ci eravamo tanto amati (1974)

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Film diretto da Ettore Scola con Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefania Sandrelli, Stefano Satta Flores, Giovanna Ralli e Aldo Fabrizi, narra la storia di tre partigiani che, alla fine della Guerra, tornano a casa e cercano di riprendere in mano le proprie vite. Il film ha ottenuto un numero non irrilevante di riconoscimenti tra cui il Nastro d’Argento e il Globo D’oro.

Il professor Roy Menarini, importantissimo esponente del cinema italiano, scrisse sulla pellicola:

Il film possiede un'amarezza di fondo e una forza evocativa ancora oggi di grande effetto. È come se la commedia all'italiana, al canto del cigno, si piegasse a riguardare trent'anni di storia attraverso i suoi disillusi rappresentanti.

Ladri di biciclette (1948)

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La terza pellicola che vi consigliamo per la Festa della Repubblica è diretta e prodotta da Vittorio De Sica, Ladri di biciclette, che si basa dall'omonimo romanzo Ladri di biciclette (1946) di Luigi Bartolini. La storia straziante del protagonista, Antonio, che per cercare di lavorare come attacchino, ovvero colui che incolla i poster per strada, è costretto ad inseguire colui che gli ha rubato la bicicletta, senza la quale non può lavorare.

Nessuno gli presta aiuto e il finale amaro del film è lo spaccato di un’Italia povera, dove le persone non riescono ad andare avanti nonostante la fine della guerra. Il film è stato considerato il più grande film di tutti i tempi dalla rivista cinematografica britannica Sight & Sound.