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Fort Triumph – Recensione

Un grande potenziale inespresso

Fort Triumph - Recensione 1

Da appassionato di GdR strategici a Turni, il solo vedere gli screenshot di Fort Triumph, ha suscitato in me un certo entusiasmo. Anche perché, a livello grafico, si presenta davvero in modo molto piacevole.

Che cos’è Fort Triumph

Come tutti gli strategici a turni, Fort Triumph, può essere giocato in “modalità relax”, facendo una pausa tra un turno e l’altro per passare l’aspirapolvere e prepararsi uno spuntino o in modalità “full immersion”, studiando le mosse e le possibilità dell’avversario per pianificare, come in una partita di scacchi, le 24 mosse successive. Personalmente, giocando mentre sono in live su Twitch, tendo ad essere un po’ una via di mezzo fra questi due estremi (ndr). Vedere un gioco strategico con uno stile esplorativo chiaramente ispirato a Heroes of Might and Magic con scontri in stile X-Com mi ha fatto sedere davanti al pc con aspettative a mille.

Primo impatto

Ambientato in un mondo fantastico in classico stile GdR Fantasy, popolato di personaggi che si prendono poco sul serio, Fort Triumph ci mette subito al comando di un gruppo di avventurieri poco soddisfatti del loro lavoro e che decidono quindi di creare una loro compagnia per guadagnarsi il pane quotidiano. Un breve tutorial, che scopriremo poi essere non molto esaustivo, ci introduce all’interessantissima dinamica di combattimento del gioco.

Dinamiche di combattimento

La cosa che subito salta all’occhio è la possibilità di utilizzare l’ambiente a nostro vantaggio. Si perché su Fort Triumph, i nostri eroi, hanno la possibilità di abbattere alberi sulla testa dei nemici o di tirare loro enormi massi allo scopo non solo di danneggiarli ma anche di stordirli evitando così che questi possano attaccare nel turno successivo. Una dinamica questa che non si trova spesso in giochi di questo genere.

Fort Triumph - Combattimento
Una fase di combattimento durante il gioco

Fin qui tutto bello… ma quando si comincia a combattere arrivano i primi “problemi”. Per poter rendermi bene conto del funzionamento delle meccaniche di gioco ho provato Fort Triumph alle prime tre difficoltà (in tutto sono quattro) iniziando, visto la mia esperienza, dalla più difficile. Sin dai primi scontri però ho notato delle incongruenze. A parte la modalità di selezione del nemico da attaccare non propriamente precisa ma gestibile, ho notato uno sbilanciamento “netto” delle capacità offensive dei mostri rispetto a quelle dei nostri personaggi. Sbilanciamento che mi ha praticamente reso impossibile giocare in maniera fluida se non avessi fatto prima quello che la maggior parte dei videogiocatori odia: il noiosissimo “farming”.

Mi spiego meglio. Ogni volta che si seleziona uno dei nostri nemici, ci viene data quale, in base a tutta una serie di parametri, è la possibilità che abbiamo di far andare il colpo a segno. Ora, capisco bene che se la mia percentuale di colpire è del 60%, teoricamente, solo 6 colpi su 10 dovrebbero andare a segno… e se fosse così mi andrebbe bene. Quando però, con una certa frequenza, ti trovi a venire colpito diverse volte di seguito da nemici che hanno solo il 40% di colpire e allo stesso tempo ti trovi a mancare tre volte di seguito col 92% di possibilità di colpire, capisci che qualcosa, nei calcoli che il gioco effettua, non va proprio bene.

Questo crea una condizione davvero frustrante al giocatore: ogni volta che un personaggio muore, si può riacquistarlo solo spendendo denaro entro un certo lasso di tempo… e qui viene il dubbio amletico… spendo il mio denaro per ricomprare l’eroe caduto (che ho fatto crescere ed è quindi “potente”) o per potenziare il mio castello e dare bonus a tutti? Insomma… la realtà dei fatti è che non c’è via d’uscita… o si abbassa la difficoltà, o si inizia a girare per la mappa in modo da farmare denaro e risorse… cosa efficace si… ma noiosa a livelli cosmici.

Inoltre, mentre si farma, bisogna incrociare le dita e sperare che nessun gruppo di nemici in esplorazione arrivi ad attaccare il nostro castello. Perché se questo accade, saremo poi costretti, per accedere di nuovo a bonus e risorse, ad andarcelo a riprendere… e se non siamo abbastanza potenti, dovremo scontrarci di nuovo con quei miss al 92% e con quei colpi letali che “one-shottano” i nostri pg… e dopo aver fatto uno scontro 20 volte per riuscire a vincerlo senza perdere pg vi assicuro che la voglia di continuare con lo scontro successivo è superiore solo a quella di sbattere il mignolo del piede sullo spigolo del comodino.

La storia di Fort Triump

Purtroppo anche la storyline di questo titolo non è particolarmente brillante (considerate che giocando nella modalità più semplice si può finire il gioco in circa 4 ore). Non dico che sia brutta… ma è davvero molto semplice e lineare. Con dei “colpi di scena” che, non essendosi affezionati particolarmente ai personaggi, non colpiscono affatto.

E parlando di personaggi, fondamentalmente ne abbiamo solo quattro: Il mago, l’arciere, il paladino e il barbaro (nello loro versioni maschili e femminili).

Sistema di sviluppo

Per affrontare al meglio i combattimenti strategici, una cosa fondamentale, è costruire bene il proprio party, cercando di fare in modo che i personaggi abbiano abilità complementari. Creare un personaggio di supporto, uno capace di limitare le capacità degli avversari, e poi i classici “damage dealers” il cui solo scopo è generare il massimo del danno mentre i tank stanno in prima linea a prendere colpi.

Purtroppo, anche questo, non si può fare su Fort Triumph. Combattendo i personaggi acquisiscono esperienza che si trasforma in punti abilità ogni volta che raggiungono un nuovo livello. Con questi punti possiamo aumentare il livello delle abilità che già possediamo o (e qui è arrivato il mio grande disappunto) acquistare una nuova abilità che possiamo scegliere tra 3 che ci vengono proposte a random dal gioco.

Consiglierei Fort Triumph?

Ad essere onesto penso di no. A meno di trovarlo gratuito o ad un prezzo sotto i 3,00€ direi proprio di no. Forse sarò troppo duro, forse le mie aspettative verso questo titolo erano troppe ma, considerando il suo grande potenziale non sfruttato vorrei evitare ai più la frustrazione di aver speso soldi per farmare ore e ore in modo ripetitivo.

Se comunque foste interessati a tenere sott’occhio Fort Triumph ecco la sua Pagina Steam

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Fort Triumph - Recensione 2
Fort Triumph – Recensione
In Conclusione
Fort Triumph è un gioco da cui mi aspettavo davvero tanto, troppo. Un gioco che ha un potenziale enorme davvero poco sfruttato. Peccato perché con qualche accorgimento in più avrebbe potuto essere davvero una pietra miliare di questo genere.
Punteggio dei lettori3 Votes
6.1
Pro
Ottimo comparto grafico
Possibilità, via steam play, di giocare con un amico anche se questo non ha il gioco
Interessante sistema di combattimento sfruttando l'ambiente
Contro
Tutorial davvero poco esplicativo e inaccessibile
Impossibilità, ai livelli più alti, di crescere senza fermarsi ore a farmare soldi e risorse
Sistema di combattimento non bilanciato
Poca longevità
Sistema di crescita dei pg poco programmabile
5.5
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