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Il simpatizzante 1×01, Recensione: i mille volti di Robert Downey Jr

Immaginate mettere insieme il regista di un capolavoro come Old Boy, un romanzo premio Putlizer ed il fresco vincitore dell’Oscar Robert Downey Jr. Aggiungeteci la guerra del Vietnam, uno dei conflitti più trattati a livello cinematografico, ma raccontato questa volta da una nuova prospettiva. Dovrebbero bastare queste premesse a stimolare la vostra curiosità. Se così […]

Il simpatizzante 1×01, Recensione: i mille volti di Robert Downey Jr

Immaginate mettere insieme il regista di un capolavoro come Old Boy, un romanzo premio Putlizer ed il fresco vincitore dell'Oscar Robert Downey Jr. Aggiungeteci la guerra del Vietnam, uno dei conflitti più trattati a livello cinematografico, ma raccontato questa volta da una nuova prospettiva.

Dovrebbero bastare queste premesse a stimolare la vostra curiosità. Se così non fosse, sarà sufficiente guardare la prima puntata della nuova miniserie Il Simpatizzante per capire di trovarsi di fronte ad uno dei più interessanti prodotti televisivi attualmente in onda.

Creata da Park Chan-wook (Old Boy, Decision to Leave) e Don McKellar, la serie targata HBO approda su Sky e Now. Il primo episodio è disponibile dal 20 maggio, mentre due nuove puntate saranno rilasciate ogni lunedì a cadenza settimanale.

Il simpatizzante
7.5

Il simpatizzante 1x01

Un inizio di serie eccellente per Il simpatizzante, in grado di conquistare subito per lo stile e per la direzione intrapresa da Park Chan-wook. A livello narrativo manca ancora qualcosa, ma il margine per fare di più c'è, dopo un primo episodio che è servito ad inquadrare il contesto storico e le contraddizioni di un protagonista che è il punto d'incontro tra mondi diversi.

La caduta di Saigon

Il simpatizzante a cui fa riferimento il titolo (anche del romanzo di Viet Thanh Nguyen) è quello che viene chiamato il Capitano. Non conosciamo il vero nome del protagonista, sappiamo però che si tratta di una spia del Vietnam del Nord infiltrata tra le fila dell'esercito sudvietnamita. Un simpatizzante, dunque, delle forze comuniste del Vietcong, la fazione contrapposta al Vietnam del Sud, appoggiato dagli americani.

La miniserie trae ispirazione dal libro anche per quanto concerne la struttura del racconto, un lungo flashback narrato dal protagonista. Si fa un passo indietro fino a qualche mese prima della caduta di Saigon, l'evento culminante del conflitto, che ha portato alla riunificazione del paese sotto la guida del Partito Comunista del Vietnam.

Il simpatizzante

La prima puntata di The Sympatizher segue il doppio gioco del Capitano nelle settimane, giorni e ore che precedono l'evento. Si interfaccia da un lato con Man, suo grande amico d'infanzia anch'esso vicino alle forze comuniste. Dall'altro con il suo superiore, il General Trọng, ma anche con l'americano Claude, suo mentore e agente della CIA, interpretato da Robert Downey Jr.

Effettivamente, in questo primo episodio, si tratta dell'unica veste in cui vediamo l'interprete di Iron Man e premio Oscar per Oppenheimer. Non lasciatevi però ingannare. Uno degli aspetti che più suscita interesse riguardo a Il simpatizzante, è che Robert Downey Jr interpreterà numerosi personaggi nel corso della serie. Dovrebbero essere quattro per la precisione. Quattro uomini statunitensi e sopra le righe, rappresentazione del ruolo degli Stati Uniti nel conflitto, quello che i vietnamiti preferivano chiamare "guerra statunitense".

Il simpatizzante: tra Oriente e Occidente

È un incipit di serie che mette in chiaro fin da subito la dualità del protagonista, un personaggio che è al tempo stesso unione e divisione. Lui stesso si definisce una sintesi di incompatibilità.

Figlio di madre vietnamita e padre francese, è l’incontro tra Oriente e Occidente. Tra Nord e Sud, in quanto presta comunque i suoi servizi all'esercito del Sud, pur agendo in realtà a favore del Nord. Si divide inoltre tra due amici d'infanzia, uno del suo stesso schieramento e l'altro anticomunista. Hoa Xuande è perfetto ad incarnare le contraddizioni e la scissione interiore del protagonista, fino ad ora la grande sorpresa di questo inizio di serie.

Non è una sorpresa invece la regia di Park Chan-wook, che regala una puntata tecnicamente strabiliante. Movimenti di camera che contribuiscono, insieme al montaggio, ad immergere lo spettatore in un'atmosfera che ricorda quella tipica dei film di spionaggio, pur essendo qualcosa di più. Vi sono poi alcune trovate memorabili, ad esempio la scena dell'interrogatorio all'interno di un teatro, sotto la luce dei riflettori.

Un primo episodio che a dire il vero resta impresso proprio per l'apparenza, per come è stata confezionata una storia che, fino ad ora, ha convinto ma senza spiccare il volo, perdendo anzi qualcosa nella parte finale. Sia chiaro che, narrativamente parlando, siamo comunque di fronte ad un'introduzione apprezzabile, ma l'impressione è che sia stata solo grattata la superficie. Un incipit che è servito ad inquadrare molto velocemente il contesto storico, sorvolando su aspetti importanti. Le potenzialità per fare qualcosa di più ci sono. Lo si vede dalle tematiche introdotte e anche banalmente dal fatto di raccontare la guerra del Vietnam da una prospettiva alla quale non siamo tanto abituati, ovvero non dal punto di vista di un americano.

Ciò non toglie che l'episodio pilota di Il simpatizzante è un grandissimo si. Per convincerci più a fondo basterà aspettare le prossime puntate, a partire dalla seconda e la terza in onda su Sky e Now dal 27 maggio. Nell'attesa, sapevate che Park Chan-wook è al lavoro su una serie su Old Boy?

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