Quell’estate con Irène, Recensione del film di Carlo Sironi

Quell’estate con Irène, il nuovo film di Carlo Sironi, è al cinema. Una pellicola che riesce a incantare e emozionare lo spettatore.

quell'estate con irène

Il film Quell'estate con Irène diretto da Carlo Sironi è da pochissimi giorni al cinema. Si tratta di una co-produzione Italia Francia realizzata con il supporto del MIC - CNC e che vede inoltre come produttori Kino produzioni con Rai Cinema e June Films.

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Quell'estate con Irène

Un film sensibile e puro, opera di un giovane regista che ancora una volta dimostra grande talento. Una storia che non dice tanto ma regala grandi emozioni allo spettatore anche grazie alle ottime attrici protagoniste.

Dove vederlo:

L'estate indimenticabile

Siamo nel 1997, Irène e Clara hanno concluso le cure contro il tumore e si incontrano per la prima volta in una gita organizzata proprio dall'ospedale che le tiene in cura. Durante questa gita le due ragazze, accomunate dalla lotta verso lo stesso male che le ha private degli anni della spensieratezza, stringono un legame quasi magico. Insieme riescono a sconfiggere il pensiero costante della malattia, che sembra essere stata sconfitta, ma che in verità è ancora ben presente nelle loro vite, e a prendere decisioni impulsive quanto coraggiose come quella di scappare insieme per andare in vacanza al mare.

Durante questa vacanza vivranno come mai hanno vissuto, senza paura e senza mai dire di no, riuscendo finalmente a fare quello che vedevano fare agli altri e del quale loro erano state private.

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Clara e Irène

Le due protagoniste sono il giorno e la notte. Clara (Camilla Brandeburg) è timida, non ama socializzare e infatti preferisce leggere. Irène (Noée Abita) è uno spirito libero, che solo la malattia può fermare, è sfacciata e non si tira mai indietro, anche quando il suo corpo glielo chiede chiaramente. Questo contrasto tra le due ragazze, chiaro in sceneggiatura e messo in scena egregiamente dalla performance delle due attrici, viene esaltato ancora di più dalla loro estetica in antitesi. Clara ha dei chiarissimi capelli biondi, mentre Irène va sui toni più scuri.

Come accennato il lavoro delle due attrici è stato ottimo. Risultano sempre vere e riescono a darci la sensazione di assistere a una serie di ricordi così come sono rimasti impressi nella loro mente: eliminando le informazioni inutili (come per esempio il come riescono a pagare per la vacanza, o come arrivano a trovare la casa dove alloggiano) e concentrandosi sull'avventura vissuta.

Il rischio nella loro interpretazione era quello di dare eccessivo peso alla malattia. In Quell'estate con Irène infatti il tumore è un'ombra che continua a esistere nella vita delle due ragazze, ma che, per quei giorni o per quelle settimane, verrà accantonato. Clara e Irène vivono la loro prima estate da ragazze normali con tutte le prime volte che non hanno mai avuto e che non pensavano di poter avere. Anche da questo punto di vista sceneggiatura e soprattutto interpreti sono riuscite al massimo nell'intento.

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L'estetica di Quell'estate con Irène

Si tratta di un film dallo stile ben preciso e identificato. Una pellicola elegante, delicata, sensibile e tranquilla (d’altronde abbiamo già detto che appare quasi come il ricordo dell'estate estrapolato dalla mente di Clara). Qui l'influenza del cinema francese è ben chiara e piacevole da scoprire.

Carlo Sironi riesce a trasportarci nell'isola con le ragazze portando in scena esclusivamente l'essenziale. Un film in cui il registra si mette a servizio della storia e soprattutto dell'emozione, senza fare sfoggio di tecnica inutile. Una narrazione in cui il mezzo cinematografico è uno strumento per mostrare dei ricordi esattamente come possono essere immagazzinati nella nostra testa. Ci si sofferma sul colore del mare, sul rumore generato dalle onde quando sbattono sugli scogli, sui primi piani delle ragazze mostrandocele quindi nel dettaglio, da vicino, come si vedono loro.

La fotografia di Quell'estate con Irène (curata da Gergely Poharnok) è perfetta per questo genere di film e aiuta ancora di più a entrare in questa dimensione a metà tra l'onirico e il fiabesco.

Un film che dice poco, ma dona tanto

Quell'estate con Irène non è un film che verrà ricordato per la trama avvincente, anzi. È uno di quei film che racconta una storia semplice, con il fine di emozionare e regalare qualcosa, e in questo caso ci riesce perfettamente. Sicuramente per questo motivo non risulta adatto a tutte quelle persone che hanno bisogno di una trama forte per riuscire a prestare attenzione allo schermo. Però nonostante questo riesce a coinvolgere lo spettatore in altro modo.

Certo, è un film che presenta anche dei difetti, come l'effetto della pioggia aggiunta in post produzione o il finale che un po' perde quella forza che si era riuscito a creare attraverso i minuti precedenti e che forse si sarebbe potuto concludere leggermente prima. Nonostante tutto resta un film da vedere e soprattutto da sostenere al cinema in questi giorni. In Italia abbiamo tanti registi giovani e talentosi come Carlo che vanno sostenuti in sala.