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Stephen King: i 5 migliori adattamenti cinematografici

Stephen King: i 5 migliori adattamenti cinematografici

Con l’uscita nelle sale di The Boogeyman ci pare doveroso elencare una serie di film tratti dai romanzi del re dell’orrore, Stephen King. Lo scrittore, incredibilmente prolifico, ha pubblicato lungo l’arco della sua vita più di 80 libri e sembra non volersi fermare.

Sono stati girati tantissimi film che prendono spunto dalle sue opere, anche se non tutti eccellenti... difatti, servirebbe una lista a parte dal titolo "I peggiori film tratti dallo scrittore". Oggi, però, ci dedichiamo ai migliori adattamenti cinematografici tratti dalle sue opere.

Il miglio verde (1999)

il miglio verde

Stephen King è conosciuto in assoluto per essere il re dell’horror, ma non scrive solo opere del genere: altri romanzi o racconti sono tutt'altro, storie di vita normale o comunque non puramente horror. Sembra un controsenso ma molti dei film in questa lista, infatti, non sono horror. Un esempio è Il miglio verde.

Film del 1999 prodotto, scritto e diretto da Frank Darabont e con protagonista Tom Hanks, racconta di una prigione, in particolare della sezione del braccio della morte. Il protagonista, interpretato da Tom Hanks, ricorda il caso più incredibile della sua vita, ovvero l’incontro con un prigioniero John Coffey (Micael Clark Dunkan), un enorme uomo di colore accusato di avere ucciso due ragazzine.

Il film è stato talmente ben accolto da ottenere vari premi tra cui il Miglior film d'azione/di avventura/thriller e il Miglior attore non protagonista a Michael Clarke Duncan ai Saturn Award del 2000.

Le ali della libertà (1994)

le ali della libertà

Torniamo in una prigione e torniamo al regista Frank Darabont con Le ali della libertà (The Shawshank Redemption). Il regista ungherese ci sa fare con i racconti di Stephen King, non ci sono dubbi: la storia fa parte della raccolta di racconti Stagioni diverse.

Protagonista qui è Tim Robbins nel ruolo di Andy, un uomo accusato ingiustamente dell'assassinio della moglie, che deve scontare una pena ingiusta in una prigione profondamente corrotta dal suo direttore. A fargli compagnia negli anni c'è Morgan Freeman.

Il film, profondo ed introspettivo, scava negli animi dei prigionieri ricordandoci il loro lato umano. La pellicola fu, dopo la sua uscita nelle sale, acclamata dalla critica. Sul sito Rotten Tomatoes riporta un punteggio del 91% sulla base di 77 recensioni. Il film valse la vittoria di Miglior attore protagonista a Morgan Freeman al premio per produzioni indipendenti, il Chlotrudis Award.

Misery non deve morire (1990)

Misery

Eccolo, un horror finalmente... e che horror! Il film ha fatto vincere, non solo l'Oscar a Kathy Bates come Miglior attrice protagonista, ma anche il Golden Globe per la stessa categoria. L'attrice interpreta Annie, la fan sfegatata dello scrittore Paul Sheldon (James Caan). Tratto dal romanzo Misery del 1987, racconta di Annie che rapisce lo scrittore e lo tiene rinchiuso a casa sua finché non farà tornare in vita la sua eroina e personaggio preferito della serie di libri Misery.

Il film è straziante, un'angoscia continua, mentre il povero scrittore cercherà in tutti i modi di scampare alla sua aguzzina. Ah... ci teniamo a precisare che alcune scene del film, come quella dello spezzare le gambe, sono molto più edulcorate rispetto al romanzo!

Shining (1980)

shining

Ecco il film per eccellenza, il capolavoro di Stanley Kubrick: Shining. Tutti conosciamo la storia, anche solo per sentito dire: una famiglia si trasferisce all'Overlook Hotel, in Colorado, perché il padre, Jack, deve fare da guardiano e svolgere le attività di manutenzione necessarie.

Un capolavoro assoluto del mondo del cinema. Il film ha vinto il Saturn Award per il Miglior attore non protagonista a Scatman Crothers e Miglior colonna sonora a Krzysztof Penderecki, ma fu anche candidato per il Razzie Award a Stenley Kubrick come peggior regista.

Bisogna dire che la pellicola ha rovinato la carriera dell'attrice co-protagonista, Shelley Duvall, che aveva il ruolo della moglie di Jack, Wendy. Il comportamento di Kubrick ha talmente traumatizzato l'attrice che non ha più lavorato dopo Shining.

Capolavoro della storia del cinema, sì, ma il film comunque non piacque a Stephen King per il suo snaturare il romanzo, tanto che lo definì:

Una splendida Cadillac senza motore.

Stand by me (1986)

stand by me

Ecco un'altra pellicola non horror e tratta ancora dalla raccolta di racconti Stagioni diverse.

Diretto da Rob Rainer, Stand by me è tratto dal racconto Il corpo. I quattro protagonisti sentono in giro che c'è un cadavere dopo la ferrovia della loro città ed allora partono per cercarlo, in modo da poter avvertire le autorità e restituirlo ai familiari. Il film è identico al racconto di Stephen King e le interpretazioni dei quattro giovani attori, tra cui il defunto River Phoenix, sono magistrali.