Streets of Rage 4 – Recensione

I nuovi anni '90

Streets of Rage 4 - Recensione 1

Quando persone come me, classe ’79, parlano dei giochi della loro infanzia, le nuove generazioni rimangono sempre un po’ perplesse… negli anni ’90 c’era un diverso modo di concepire i giochi ed erano diverse le aspettative dei videogiocatori. Oggi vi parlo di un titolo che potrebbe essere l’anello di congiunzione tra due generazioni normalmente distanti: Streets of Rage 4!

Da dove viene Streets of Rage 4?

Siamo negli anni ’90, epoca di sale giochi piene di cabinati, luci al neon e ragazzini con le tasche piene di spiccioli. Ci bastava poco, qualche criminale da prendere a pugni, una Ferrari fatta di qualche pixel che correva per le strade assolate della California… In quel periodo nascono alcuni dei titoli più iconici del mondo dei picchiaduro a scorrimento come ad esempio Double Dragon (Taito, 1987) o Final Fight (Capcom, 1990). Proprio in risposta a questo titolo SEGA produce Streets of Rage (Bare Knuckle in originale): era il 1991.

Streets Of Rage fu un titolo interessante, immerso un un’atmosfera Synthwave. Metropoli notturne, neon accecanti e musica elettronica come mai si era sentita al tempo. Protagonisti del gioco erano tre poliziotti: Adam Hunter, Blaze Fielding e Axel Stone il cui scopo era quello di farsi largo tra orde di criminali per sconfiggere il misterioso Mr X e la sua organizzazione.

SEGA però non si accontenta. Solo un anno dopo esce Streets of Rage 2 considerato, dalla maggior parte degli appassionati, il miglior titolo della saga. A differenza del primo capitolo, che non era riuscito a spodestare l’avversario edito da Capcom, il secondo era nettamente superiore.

SEGA era infatti riuscita a migliorare tutti gli aspetti del gioco: il gameplay fu perfezionato, il gioco divenne più fluido, sprite più grandi e con dettagli molto più definiti. Anche la colonna sonora fu considerata una delle migliori tanto che gli autori, Motohiro Kawashima e Koshiro, tennero, negli anni successivi, diversi concerti in club di tutto il mondo. Ed è proprio grazie a Streets of Rage 2 che la saga entra nella storia dei videogiochi.

Due anni dopo la SEGA ci riprova con Streets Of Rage 3 il quale però non sembra essere che una riproposizione del 2. Poche le novità, sperimentale e caotica la colonna sonora… insomma, il gioco non convince e segna la fine della saga.

Ben ventiquattro anni dopo però, e per la precisione ad Agosto 2018, spunta un trailer: Streets of Rage 4.

Quando è ambientato Streets of Rage 4?

I fatti si svolgono 10 anni dopo gli avvenimenti narrati nel terzo capitolo, periodo nel quale una nuova minaccia incombe sulla pace della città. Quattro i personaggi “base” che il giocatore può scegliere di giocare: Axel Stone che sfoggia una folta barba un po’ inusuale per il suo design, una sempre bellissima Blaze Fielding che non sembra sentire lo scorrere del tempo, Cherry Hunter (figlia di Adam hunter) e Floyid Iraia, discepolo del Dr. Gilbert Zan (introdotto nel terzo capitolo della saga).

Su Streets of Rage 4, ogni personaggio ha caratteristiche di combattimento specifiche. Si parte da Axel che è il più versatile e giocabile in ogni situazione per passare dalla tecnica e la rapidità di Blaze fino alla velocità di Cherry, forse la meno giocabile (ndr.) per approdare poi a Floyd, umano con braccia robotiche che è sicuramente il più lento ma anche il più capace di portare colpi devastanti ai nemici.

Quello che subito colpisce di Streets of Rage 4 è il comparto grafico. Ottima la scelta di disegnare a mano tutte le animazioni che hanno un look davvero “stiloso” grazie anche al sistema di illuminazione dinamico che dona profondità agli sprite 2D rendendoli davvero accattivanti. Le luci e i riflessi sui personaggi sono infatti sempre adeguati agli ambienti circostanti ed è incredibile la fluidità con cui si adattano alla loro posizione sullo schermo.

Streets of Rage 4 - Recensione

Musiche dallo stile inconfondibile

Streets of Rage 4 non delude neanche sul lato “musiche” che, con quel sound tipico degli anni ’90, fanno da perfetto contorno alle ambientazioni. Interessante, per i nostalgici, l’opportunità di scegliere la musica retrò che, sebbene non coinvolgente come quella “originale” del gioco, rafforza quella sensazione di anni ’90.

Streets of Rage 4 può inoltre vantare un incredibile cast musicale: oltre ai due compositori originali della saga (Koshiro e Kawashima), si sono aggiunti altri nomi noti come Yoko Shimomura (Kingdom Hearts, Street Fighter 2), Keiji Yamagishi (Ninja Gaiden), Harumi Fujita (Strider, Ghosts ‘n Goblins, Final Fight), che hanno lavorato sotto la guida del compositore principale, Olivier Deriviere.

Giocabilità

Una delle caratteristiche principali dei vecchi picchiaduro a scorrimento era quella di essere enormemente ripetitivi. Per evitare che questo accadesse, gli sviluppatori di Streets of Rage 4, hanno utilizzato diverse soluzioni. Come già spiegato prima, la scelta del personaggio fa già una bella differenza nelle strategie che il giocatore dovrà utilizzare per superare i vari livelli.

Buona anche la varietà dei nemici che, come i personaggi, hanno caratteristiche molto diverse tra loro: alcuni combattono solo sferrando calci, altri afferrano al volo le armi quando gliele tirate, altri ancora hanno colpi “imparabili”. Quattro diverse difficoltà di gioco (più una quinta sbloccabile dopo aver finito la storia la prima volta) garantiscono al giocatore, indipendentemente dalle sue capacità, un’esperienza di gioco sfidante che non è il semplice “vai avanti e premi bottoni a caso”.

Un voto alla fine di ogni stage dirà al giocatore qual è stato il livello della sua “prestazione”. Questo invoglia i perfezionisti a ottenere voti migliori rigiocando i livelli che possono essere scelti individualmente attraverso la modalità “Selezione Fase”. Ma se questo non bastasse a solleticare la vostra voglia di perfezione, Streets of Rage 4, una volta completata la storia principale la prima volta, metterà a vostra disposizione la modalità “ARCADE”. In questa modalità, proprio come quando da bambini andavamo a giocare in sala giochi, avremo un solo credito per completare l’intera storia in una sola volta, senza poter salvare la partita.

C’è poi la modalità “Assalto al boss” in cui ci troveremo a combattere in un’arena i vari boss incontrati uno ad uno per finire poi con una modalità “Battaglia” in cui potremo sfidare i nostri amici sia in locale che online.

In questo momento, Streets of Rage 4 è disponibile gratuitamente per tutto coloro che possiedono l’Xbox Game Pass, abbonamento che può essere attivato sia per pc, che per xbox sul sito ufficiale di Microsoft. Generalmente, il primo mese di abbonamento è sempre in offerta a 1€ o simili.

Sei interessato ad altre recensioni? Non perdere la nostra recensione su Daymare 1998

Streets of Rage 4 - Recensione 6
Streets of Rage 4 – Recensione
In Conclusione
Streets of Rage 4 riesce nell'arduo compito di rappresentare il meglio del genere cui appartiene. Gli sviluppatori hanno avuto la capacità di innovare questo genere senza trasformarlo in altro. La storia si può completare in circa 3/4 ore ma una volta finita, la voglia di rigiocarla con un altro personaggio è davvero tanta.
Punteggio dei lettori5 Votes
8.7
PRO
Alta giocabilità
Diverse modalità di combattimento semplici da apprendere
Possibilità di rendere il gioco molto sfidante grazie ai vari livelli di difficoltà
Coop online
Contro
Coop Online solo in 2 contro i 4 del locale
La modalità Battaglia, forse, si addice poco a questo genere di titoli
8

Scopri di più
shawn_layden_next_gen
Shawn Layden “Giochi più brevi per la Next Gen”