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The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me, Recensione – Il ritorno del diavolo

La saga di The Dark Pictures Anthology continua a espandersi con l’uscita del quarto capitolo: The Devil in Me

The dark pictures anthology: the devil in me, recensione – il ritorno del diavolo
The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me, Recensione – Il ritorno del diavolo

The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me è il quarto ed ultimo capitolo della prima stagione della serie horror sviluppata da Supermassive Games e pubblicata da Bandai Namco. Il titolo è stato rilasciato il 18 novembre su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Serie X/S e PC, e prende il nome dalla nota citazione di H.H. Holmes

I was born with the devil in me

La genesi di un serial killer

Nel prologo, ambientato nel 1893, di questo nuovo capitolo vestiremo i panni della coppia di neo sposi, Marie e Jeffrey, appena arrivata a Chicago per festeggiare la luna di miele durante la tanto attesa Fiera Colombiana. Rintanandosi nel World’s Fair Hotel faranno conoscenza, a loro insaputa, con uno dei più noti serial killer americani: Henry Howard Holmes. Sebbene il prologo abbia lo scopo di fare da tutorial e da introduzione alla storia, al giocatore viene concessa una possibilità seppur effimera di salvare i due protagonisti da morte certa; purtroppo, risulterà impossibile in quanto Holmes alla fine avrà sempre la meglio su entrambi.

Alla fine del prologo di The Devil In Me faremo visita al Curatore, intento a darci una breve introduzione della storia che andremo a giocare.

Parola d’ordine: Ottimismo

La troupe televisiva Lonnitt Entertainment, composta da Charlie (regista del documentario Architects of Murder e fondatore della compagnia), Kate (giornalista investigativa e presentatrice), Mark (cameraman e fotografo), Erin (ingegnere del suono) e Jamie (macchinista), riceve una telefonata da un certo signor Du’Met, offrendo alla squadra un weekend per visitare una replica del Castello di Holmes. Charlie, speranzoso e ottimista nel poter filmare così uno dei migliori documentari mai realizzati sul primo serial killer americano, accetta senza pensarci due volte.

The Devil In Me: il gameplay

Il gameplay è basato sulla presenza di eventi rapidi, tra cui quello di premere i pulsanti mostrati, mirare o rispondere ai vari dialoghi presenti. È inoltre possibile giocare in modalità cooperativa online o in modalità cinema, che permette fino a cinque giocatori di scegliere un personaggio e di passarsi il controller ad ogni proprio turno.

Con l’introduzione di nuove azioni si può notare una notevole quantità di elementi survival, tra cui quella del potersi nascondere o, meglio ancora, quella di utilizzare i diversi oggetti presenti nell’inventario di ciascun personaggio, tra cui il biglietto da visita di Charlie che gli permetterà di aprire alcuni tipi di serrature.

All’interno della villa sarà quindi fondamentale puntare sulle loro singole forze ed abilità per poter sfuggire alle numerose trappole mortali, preparate da quello che sembra essere la reincarnazione dello stesso H.H. Holmes. Quest’ultimo non si farà infatti nessuno scrupolo a tentar di uccidere la troupe a ogni buona occasione, con lo stesso reparto sonoro puntato ad avere momenti di suspense intrisi da quel senso di mistero che avvolge il Castello e l’omicida.

Il titolo può essere giocato in tre difficoltà, rendendolo così adattabile alle esigenze di ciascun giocatore. La difficoltà ”normale” (chiamata Impegnativa) è abbastanza equilibrata, se non la scelta migliore se si ha già dimestichezza con la saga.

Come di consueto nella saga horror videoludica, saranno le nostre scelte a plasmare tutte le sfumature che porteranno al finale. Inoltre, in The Devil in Me sono stati introdotti gli oboli, ossia delle monete da trovare e collezionare per sbloccare i modelli di personaggi e di alcune scene presenti nel gioco.

A differenza degli altri titoli però, The Devil in Me punta ad essere molto più complicato e quasi frustrante a causa delle scelte che si dovranno compiere ricordando che i finali saranno influenzati da quest’ultime; in questo caso saranno diversi in base ai membri della troupe sopravvissuti.

The devil in me

A livello grafico il titolo continua a seguire le ombre dei suoi precedessori senza puntare troppo in alto, tuttavia, quello che salta subito all’occhio del giocatore sono alcuni glitch facciali nei protagonisti, già abbastanza presenti nel prologo. È un fattore di cui gli stessi sviluppatori sono sempre stati al corrente ma, per qualche motivo, hanno sempre cercato di migliorare con scarsi risultati. Nonostante ciò, la visuale in terza persona riesce a prevalere all’interno del Castello, dando quasi la sensazione di essere all’interno del vero hotel di Holmes.

Non è tutto oro quello che luccica

The Devil in Me riesce da subito a coinvolgere a pieno il giocatore con una trama in linea con quelle delle migliori serie true crime del momento. Tuttavia la presenza di bug e di altre problematiche sono state una vera e propria spina nel fianco, rendendo così l’esperienza di gioco meno immersiva del solito. Questo fa pensare che il titolo sia stato in realtà rilasciato in fretta dagli sviluppatori, che non hanno dato particolare importanza ai vari test effettuati.

Nonostante ciò, The Devil in Me offre una longevità che supera facilmente le otto ore; è infatti uno dei capitoli della saga più lunghi finora. Un’altra problematica riscontrata riguarda il doppiaggio italiano e i suoi sottotitoli, anche solo considerando che molte delle frasi non sono state doppiate, forse finite nel dimenticatoio. In ogni caso, questa problematica non esiste se giocate il gioco totalmente in lingua originale (sottotitoli inclusi).

The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me, Recensione – Il ritorno del diavolo
9
Eccellente

The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me, Recensione – Il ritorno del diavolo

Versione Testata
PC

Conclusione

Nonostante il titolo offra una storia coinvolgente e un repertorio di novità, i difetti presenti sono al dir poco lampanti e ingiustificabili, rendendo così The Devil in Me uno dei capitoli più ''quasi perfetti'' dell'intera saga.

Pro

Buona longevità
Storia coinvolgente e adatta ad ogni appassionato di true crime

Contro

Alcuni bug presenti rovinano l'esperienza di gioco
Scene clou che non sempre rendono a causa di glitch facciali
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