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The Watchers, Recensione: la ricerca della propria umanità

Il primo film di Ishana Night Shyamalan, The Watchers, è la prova che il detto ” tale padre, tale figlia” non mente.

the watchers

Buon sangue non mente. Con The Watchers assistiamo al debutto alla regia di Ishana Night Shyamalan, figlia del famoso regista M. Night (Il sesto senso, Bussano alla porta) e possiamo sicuramente dire che la giovane ragazza, poco più che ventenne, ha preso le buone doti registiche e lo stile del padre.

7.5

The Watchers

The Watchers è un film lineare e ben strutturato, con ottimi attori ed uno stile tipico della ormai consolidata e talentuosa famiglia Shyamalan che, eccezion fatta per qualche raro caso, abbiamo imparato ad apprezzare. Ishana segue in modo egregio le orme del padre, regalandoci un horror elegante e poetico, che si rifà al folklore irlandese e ai mostri che celiamo dentro.

  • Scenografia

  • Regia solida

  • Finale non scontato

  • Plot twist "telefonato"

Dove vederlo:

The Watchers: la trama del film

La protagonista della storia, Mina (Dakota Fanning), si offre di portare una pregiata razza di pappagallino ad un acquirente. Comincia a viaggiare per le foreste Irlandesi, fino a che la sua macchina si ferma e la ragazza, sperduta nel bosco, incontra una donna, Madeline (Olwen Fouéré), che la invita a trascorrere la notte nel Coop, un contenitore, munito di uno specchio, dove dall'esterno qualcosa li osserva.

La ragazza trova nel Coop anche Ciara (Georgina Campbell) e un adolescente, Daniel (Oliver Finnegan). Mina scoprirà che ogni notte "Gli Osservatori", strane creature, vengono ad osservarli: è assolutamente vietato uscire di notte quando le creature escono. Durante il film, Mina e gli altri commetteranno degli errori che li costringeranno a dover trovare una via di uscita da quel luogo.

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Chi guarda chi?

The Watchers, come da titolo, ci presenta delle creature che osservano i nostri protagonisti ma, con il proseguire del film, ci rendiamo conto che anche gli umani osservavano le creature per studiarle, in una sorta di circolo vizioso. Lo scopo è più facile a dirsi che a farsi: cercare la propria umanità, o almeno provare a riprodurla.

Il film diventa così un'elegante parabola, quella di guardare dentro sé stessi ed accettarsi. Non a caso The Watchers è ambientato in una foresta, metafora della vita, dove i protagonisti devono affrontare non solo quei mostri che sono gli osservatori, ma anche quelli interiori.

Un viaggio nel folklore irlandese

In The Watchers, le creature presenti evocano alcune caratteristiche dei changeling del folklore irlandese, sebbene non in modo del tutto identico. Entrambe le entità condividono l'elemento del sotterraneo e l'interazione sinistra con il mondo umano. Nel folklore irlandese, i changeling sono descritti come esseri che rapiscono bambini umani, sostituendoli con creature fatate malate o inquietanti, spesso per motivi di invidia o necessità. Allo stesso modo, in The Watchers, le creature interagiscono con gli esseri umani in modi oscuri e inquietanti, creando un'atmosfera di tensione e mistero.

Questo parallelo tra le antiche leggende e la moderna narrazione horror in evidenzia come le paure e le credenze popolari possano essere ancora attuali, anche se reinterpretate in chiave moderna. Le creature del film non solo richiamano alla memoria le figure dei changeling, ma incarnano anche l'eterno timore dell'ignoto e del perturbante. Il loro legame con il sotterraneo simboleggia l'inconscio e il mistero nascosto sotto la superficie della vita quotidiana, mentre la loro interazione con gli umani riflette le antiche ansie legate alla perdita e alla sostituzione.

Inoltre, il film sfrutta abilmente questi elementi del folklore per costruire una narrazione che risuona con il pubblico contemporaneo, dimostrando come le storie tradizionali possano evolversi e adattarsi a nuovi contesti. Le creature di The Watchers non sono semplici mostri, ma rappresentazioni complesse di paure profonde e universali, che trovano radici nelle leggende antiche e continuano a influenzare l'immaginario collettivo. Così, The Watchers si inserisce in una lunga tradizione di racconti horror che attingono al folklore per esplorare le ombre dell'animo umano.

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Un velato plot twist in una pellicola poetica

Come poteva la figlia del Re dei plot twist non inserirne uno (anche se telefonato) in questa pellicola? La particolarità sta nel fatto, però, che questo non si trovi sul finale.

Il film, infatti, con una regia pulita ed una scenografia fiabesca ed onirica, complici un paio di scene veramente da lasciare a bocca aperta, si snoda in modo lineare, non mancando comunque di momento inquietanti e jumpscares calibrati. I personaggi sono interessanti e ben caratterizzati, grazie anche alle ottime interpretazioni degli attori, che coinvolgono pienamente lo spettatore fino alla fine.

Il finale, che risulta a dir poco poetico, non si conclude nel classico dei modi. Osservare per credere.

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