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Alice in Borderland: 5 curiosità sulla serie giapponese di Netflix

di Emidio Sciamanna

Pubblicato il 2022-12-21

Il 22 dicembre 2022 uscirà su Netflix la seconda stagione di Alice in Borderland. Riviviamo la prima stagione con cinque succose curiosità.

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Alice in Borderland ha fatto il suo debutto su Netflix ormai oltre due anni fa, il 10 dicembre del 2020, riscontrando subito un grande successo, tanto da essere rinnovata per una seconda stagione dopo appena due settimane dalla sua uscita.

Il 22 dicembre 2022 potremo finalmente apprezzare la seconda, attesissima parte della serie giapponese, che vedrà il giovane e scaltro protagonista Arisu Ryōhei (Yamazaki Kento), grande appassionato di videogiochi e rompicapi, alla ricerca di un modo per fuggire dalla realtà parallela nella quale è stato misteriosamente catapultato nella prima stagione.

In questi giorni di attesa, rivediamo cinque dettagli sulla serie che molti possono non aver notato.

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1. Alice in Borderland o Arisu in Wonderland?

Come appare evidente già dal titolo, la serie cita e omaggia in più di un’occasione Alice nel Paese delle Meraviglie, a partire dalla rappresentazione dei personaggi principali e secondari che compaiono nel corso della prima stagione. Molte delle figure presenti nel libro di Lewis Carroll -e, successivamente, nei più recenti adattamenti cinematografici- trovano un proprio corrispettivo in Alice in Borderland.

Il cognome del giovane protagonista è Arisu, la cui pronuncia giapponese è letteralmente la stessa dell’inglese Alice, senza contare le forti similitudini che accomunano ciò che accade ai due personaggi: entrambi sono fortemente annoiati dalla loro esistenza e bramano una fuga dall’opprimente quotidianità che limita le loro azioni.

La coprotagonista della serie è l’intrepida Usagi Yuzuha, esperta di arrampicata e abile nel destreggiarsi attraverso le crudeli sfide del “game“. In questo caso il suo cognome (Usagi in giapponese significa coniglio) richiama la figura del Bianconiglio, similitudine rafforzata sul piano visivo da una scena presente nel quarto episodio, nel quale cattura proprio un coniglio.

Lo stesso discorso vale per tanti altri personaggi, più o meno secondari, che troviamo nel corso degli episodi di Alice in Borderland: Shuntarō Chishiya rappresenta lo Stregatto, che sogghignando osserva tutti dall’alto con la sua paventata furbizia; Kuina è il Brucaliffo, un bruco che diventa una farfalla, a testimoniare la sua fase di transizione di genere; il Cappellaio è, naturalmente, il Cappellaio Matto, che guarda caso invita Arisu a bere con lui esattamente come accade con Alice; Mira e Ann sono rispettivamente la Regina di Cuori, portatrice di caos e dominatrice del gioco, e la Regina Bianca, incarnazione della quiete e figura decisamente positiva.

Meno evidenti i riferimenti ai personaggi di Karube e Chota, i migliori amici di Arisu, così come il folle cecchino della “Spiaggia” Niragi, che comunque possono avere diverse interpretazioni, come ad esempio il Tricheco e il Carpentiere per i primi due e la Lepre che tiene compagnia al Cappellaio per quest’ultimo.

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2. Manga e Anime

La serie Netflix è tratta dal manga Alice in Borderland (Imawa no Kuni no Arisu), scritto e disegnato da Aso Haro e pubblicato mensilmente sulla rivista Shōnen Sunday S dal 2010 fino al 2015. Il manga si è poi concluso nel 2016 con una pubblicazione settimanale su Weekly Shōnen Sunday.

La trama è pressoché identica a quella del suo adattamento in live-action, e presumibilmente anche la seconda stagione (e quelle successive?) seguirà l’andamento della storia cartacea. Nel 2021 al Lucca Comics & Games viene annunciata da Edizioni BD una ri-edizione della serie nei suoi diciotto volumi “tankōbon“, pubblicati a partire da marzo 2022.

Non tutti sanno, inoltre, che è presente anche un adattamento anime OAV della serie, della durata di tre episodi e pubblicato dal 2014 al 2015.

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3. Dettagli del primo episodio

Molti fan della serie hanno notato che nel primissimo episodio sono presenti alcune palesi anticipazioni di eventi ed enigmi che troveranno una risoluzione nel corso della prima stagione.

Alice in Borderland si apre infatti con il giovane Arisu intento a giocare a uno sparatutto virtuale dentro le mura della sua camera. Mentre gli spari riecheggiano in sottofondo, una panoramica della stanza accoglie lo spettatore: diversi libri di geometria, alcune riviste automobilistiche e una lunga lista di videogiochi e di complicati rompicapi da risolvere. Sono tutti elementi che anticipano le soluzioni dei complessi enigmi che il ragazzo dovrà affrontare per poter sopravvivere nella realtà distopica della Tokyo alternativa in cui è stato catapultato.

4. La Tigre e la Pantera

L’utilizzo della CGI è stato fondamentale per l’intera serie e molte sequenze hanno richiesto un pesante intervento della computer grafica per poter essere realizzate correttamente. Nel caso della pantera che compare nel quarto episodio, ad esempio, il team giapponese Digital Frontier si è recato in uno zoo per osservare da vicino il comportamento del temibile animale. Come parte della loro ricerca è stato necessario soprattutto concentrarsi sui difficili dettagli della pelle in movimento, dato che sarebbe stata coinvolta in una complicata scena d’azione.

Una curiosità interessante risiede anche nella comparsa della tigre del quinto episodio. Oltre a quello nipponico, la realizzazione del grande felino ha coinvolto infatti diversi studi di SingaporeStati Uniti e India, includendo persino come supervisore del progetto Erik-Jan De Boer, direttore d’animazione olandese nonché Premio Oscar per il suo lavoro con gli effetti speciali nel film Vita di Pi, nel quale è presente proprio una tigre ricreata al computer.

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5. La stazione di Shibuya

Come già anticipato nel punto precedente, durante le riprese di Alice in Borderland le scene incentrate sulla città deserta di Tokyo sono state girate principalmente utilizzando ampi usi di green screen e CGI.

L’ultima curiosità di questa lista riguarda il famosissimo incrocio di Shibuya, ricreato interamente utilizzando la computer grafica e alcune riprese in esterno nell’Ashikaga Scramble City Studio, un grande set cinematografico all’aperto situato nei pressi di Tokyo.

La scena di riferimento è ovviamente quella del primo episodio, quando Arisu, Chota e Karube si ritrovano nell’iconica stazione di Shibuya. Poiché la scena è stata girata in un unico piano sequenza, quindi senza stacchi, è stato necessario ricreare una replica perfetta di tutto ciò che sarebbe comparso in scena: un totale di quattro minuti scarsi di ripresa in cui appaiono le barriere dei biglietti e il bagno pubblico della stazione nel quale si chiudono i protagonisti.

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Mentre l’attesa cresce, rimandiamo tutto ai prossimi giorni per la recensione della seconda stagione in uscita su Netflix. Nel frattempo, trovate di seguito il trailer in italiano di Alice in Borderland 2!

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