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Biografie musicali al Cinema: Top 10 dei migliori film

In questa classifica del tutto personale verranno inserite le biografie musicali migliori in tutto il…

Biografie Musicali Al Cinema: Top 10 Dei Migliori Film
Biografie musicali al Cinema: Top 10 dei migliori film

In questa classifica del tutto personale verranno inserite le biografie musicali migliori in tutto il panorama cinematografico. L’intento è anche quello di strutturare un viaggio musicale di diversi generi, ma uniti da una sorta di filo rosso che è il Rock’n’Roll (tranne forse in due casi in cui è presente più nello spirito che nella melodia), genere preferito di chi scrive.

Portare sul grande schermo la vita, il successo, il decadimento, le contraddizioni, i lati più fragili e al tempo stesso più talentuosi degli artisti che hanno segnato la storia della musica non è mai un’impresa facile. Il rischio di deludere i fan con delle rappresentazioni superficiali e caricaturali è sempre dietro l’angolo. Nella seguente carrellata saranno presenti alcune pellicole famose, e altre un po’ più di nicchia, che vi sfido a vedere qualora non l’aveste già fatto.

Biografie Musicali.Una Delle Tante Biografie Musicali Sul Re, Elvis Presley.
Kurt Russel (Elvis, Il Re del Rock, 1979, J. Carpenter)

Sicuramente mancheranno titoli altrettanto eccellenti che, però, potranno essere presenti in un’eventuale e futura seconda parte di questo articolo. Nel frattempo, la redazione non vuole lasciarvi a bocca asciutta con altre classifiche come: “Nightmare: Dal migliore al Peggiore“, “Le 5 puntate imperdibili di Futurama“, “Top 10 dei migliori film sugli Zombie“.
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10. La Bamba (1987)

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Lou Diamond Phillips (La Bamba, 1987)

La Bamba è un film del 1987 scritto e diretto da Luis Valdez, regista che presta la voce a Tìo Berto in quel capolavoro della Pixar chiamato “Coco” (2017). In questa biografia musicale si racconta l’ascesa e la prematura morte del giovane talento del rock’n’roll, Ritchie Valens (nome d’arte di Richard Valenzuela), avvenuta il 3 febbraio 1959 a causa di un incidente aereo, in cui persero la vita altre icone di quegli anni come Buddy Holly e The Big Bopper.
Questa data viene chiamata e ricordata come “The Day that Music died“.

Pezzi intramontabili, senza tempo, capaci ancora oggi di far scatenare la gente sulla pista da ballo, basti pensare a “La Bamba” e a “Come on, Let’s go“. Tutte le canzoni sono state eseguite dalla celebre band dei Los Lobos, che appaiono in una piccola scena del film. Altro cameo da sottolineare riguarda Brian Setzer (Stray Cats) nei panni del re del rockabilly Eddie Cochran. Si tratta di un lungometraggio davvero poco conosciuto e indipendente, ma comunque in grado di far emozionare qualsiasi amante della musica.

9. The Dirt – Mötley Crüe (2019)

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Douglas Booth, Daniel Webber, Machine Gun Kelly, Iwan Rheon (The Dirt: Mötley Crüe, 2019)

The Dirt fa parte del mondo delle biografie musicali dal 2019, ed è un film diretto da Jeff Tremaine (l’ideatore di Jackass per capirci) e sceneggiato da Tom Kapinos (sceneggiatore di Dawson’s Creek e ideatore di Californication), con la collaborazione di Rich Wilkes e Amanda Adelson. Basato sul libro “The Dirt: Confessions of the World’s Most Notorious Rock Band” scritto dai Mötley Crüe e Neil Strauss, racconta l’intera vita dell’omonima band glam metal, dalla nascita ai giorni nostri.

The Dirt si muove tra alcol, droghe, rock’n’roll, tette, fellatio, sigarette e chi più ne ha più ne metta. Il tutto all’interno di una commedia musicale che riesce a trascinare lo spettatore in quasi 2 ore senza annoiare, anzi, regalando anche attimi di suspense, di dramma e di riflessione, circa le conseguenze derivanti dall’essere totalmente impreparati nel gestire il successo. Canzoni indimenticabili come “Dr. Feelgood“, “Home Sweet Home” e “Kickstart My Heart“, accompagnano lo spettatore divertendolo e obbligandolo a mettere su una air-band che Turk (Scrubs) levati.

8. Io non sono qui (2007)

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Richard Gere, Cate Blanchett, Ben Whishaw, Marcus Carl Franklin, Christian Bale, Heath Ledger (Io non sono qui, 2007)

Sembra quasi impossibile cogliere e, di conseguenza, trasmettere sul grande schermo tutte le sfaccettature di un artista assoluto come Bob Dylan, ma questo “Io non sono qui” ci riesce alla grande. Diretto da Todd Haynes (Carol, Cattive Acque) e scritto dallo stesso con Oren Moverman (Oltre le regole – The Messenger, Love & Mercy) nel 2007, mette in scena, attraverso sette personaggi che indossano il costume della metafora, i diversi momenti della vita del cantautore, il quale ha manifestato una sorta di approvazione per la pellicola (l’unica finora che possa vantare tale privilegio).

Presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel medesimo anno, vince il Premio Speciale della Giuria e porta tra le mani di Cate Blanchett la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. Un cast stellare, che vede brillare il duo Christian Bale e Heath Ledger, che solo un anno dopo interpreteranno rispettivamente Batman e Joker nel capolavoro di Christopher Nolan. Un’idea creativa e sui generis, per raccontare l’ennesima storia di un artista che ha segnato un’intera epoca grazie alle numerose canzoni presenti, da “Pressing on” a “Goin’ to Acapulco” e via dicendo.

7. Rocketman (2019)

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Taron Egerton (Rocketman, 2019)

Rocketman è un film del 2019 diretto da Dexter Fletcher, regista che concluse le riprese di “Bohemian Rhapsody” (2018) dopo l’abbandono di Bryan Singer, vincitore dell’Oscar per la Migliore Canzone nel 2020, ossia “(I’m gonna) Love me again“. Come si può intuire immediatamente dalla foto soprastante, dal titolo del pezzo e del film, la pellicola parla della vita di Elton John, nello specifico, dall’accesso alla famosa Royal Academy of Music agli anni ’80.

Quello che doveva essere un biopic sull’artista inglese diventa, nel corso della pellicola, un vero e proprio musical che piacerà agli amanti del genere. Nonostante alla lunga possa risultare pesante, soprattutto per i meno avvezzi, è da ammirare la prova attoriale e canora di un Taron Egerton (Kingsman – Secret Service, Robin Hood – L’origine della leggenda), che risulta essere in forma smagliante riuscendo a interpretare la personalità estrosa e al tempo stesso così fragile di uno dei cantanti più importanti degli ultimi tempi. Un viaggio pop rock che sicuramente riesce a intrattenere lo spettatore, assicurando una bella dose di pelle d’oca con l’esecuzione di Your Song.

6. Love & Mercy (2014)

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A destra Paul Dano che interpreta Brian Wilson (Love & Mercy, 2014)

Love & Mercy è una pellicola del 2014 diretta da Bill Pohlad, produttore di capolavori cinematografici come “I segreti di Brokeback Mountain” (2005), “Into The Wild – Nelle terre selvagge” (2007), “12 anni schiavo” (2013), incentrata sulla vita tra gli anni ’60 e ’80 del co-fondatore dei Beach Boys: Brian Wilson.

Due linee temporali appunto. Una in cui ci si trova di fronte a un giovane Brian, interpretato da un sorprendente quanto identico Paul Dano (Youth – La giovinezza, Okja), durante la produzione di uno degli album della musica pop rock migliori di sempre come “Pet Sounds” (1966); l’altra nella quale appare John Cusack (Stand by Me – Ricordo di un’estate, Serendipity – Quando l’amore è magia, Essere John Malkovich), nei panni di un uomo mentalmente molto fragile che sta lottando con un qualcosa più grande di lui. Un film profondo e introspettivo che parla della malattia mentale, tema assolutamente non facile da affrontare, attraverso una delle figure più importanti della musica mondiale.

Impossibile non citare la meravigliosa interpretazione di Paul Dano in quella che è una delle migliori canzoni d’amore di tutti i tempi, “God Only Knows“, che riuscirà a strapparvi qualche lacrimuccia o a conquistare il cuore del vostro/a partner nel caso in cui voi gliela dedicaste.

5. Jersey Boys (2014)

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Jersey Boys (Clint Eaastwood, 2014)

Inizialmente affidato a John Favreau (Iron Man, Il Libro della Giungla, Il re Leone), Jersey Boys è un film del 2014 diretto da Clint Eastwood (Mystic River, Million Dollar Baby, Gran Torino, American Sniper). Questa pellicola, basata sull’omonimo musical del 2006, fa parte del mondo delle biografie musicali in quanto racconta la nascita, il successo e la successiva rottura di uno dei gruppi Doo Wop più importanti di sempre: The Four Seasons.

Per chi si stesse chiedendo cosa significa il termine “Doo Wop“, si tratta di uno stile di musica vocale, derivante dal rock’n’roll e dal blues, che utilizza principalmente numerosi cori e armonie, vocali appunto, per rafforzare la voce solista. Basti pensare a “Only You” degli Splatters, presente in “Hot Shots!“, o “Earth Angel” dei Penguins (cover presente in Ritorno al Futuro).
Nostalgia per gli anni ’50 e ’60, scenografia da urlo, prove canore strabilianti per canzoni con tonalità in falsetto molto toste da eseguire, un regista che sa regalare un grande cinema hollywoodiano, sono tutti elementi che rendono questo Jersey Boys una delle migliori biografie musicali da vedere almeno una volta nella vita.

4. Walk The Line (2004)

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Joaquin Phoenix (Walk The Line, 2004)

Walk the Line è un film del 2004 diretto da James Mangold (Ragazze Interrotte, Logan – The Wolverine, Le Mans ’66 – La grande sfida) che racconta la tumultuosa vita di uno dei più grandi esponenti della musica rock’n’roll e country, ossia Johnny Cash. Basato sulle biografie scritte dallo stesso cantante come “Man in Black” e “Cash: an autobiography“, questo lungometraggio ha ricevuto un’accoglienza positiva da parte della critica, arrivando a cinque nomination agli Oscar del 2005 e facendo vincere a Reese Whiterspoon la statuetta di migliore attrice protagonista.

Nonostante la poca somiglianza con Johnny Cash, Joaquin Phoenix recita da Dio, grazie anche alle ottime performance canore che rendono giustizia al compianto cantante rock’n’roll. Questo capolavoro mette in scena la classica storia di decadimento e di rinascita di un’artista, la cui vita è stata segnata da tragedie (la morte prematura del fratello, sia di Phoenix sia di Cash guarda caso) e gioie, come l’incontro con la futura moglie e cantante country June Carter Cash. Una pellicola che sa emozionare, soprattutto nel finale che a inizio film viene giusto giusto fatto assaggiare.

3. La Vie En Rose (2007)

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Marion Cotillard (La Vie En Rose, 2007)

La “Vie En Rose” è un film del 2007 diretto da Olivier Dahan (I fiumi di porpora 2 – Gli angeli dell’apocalisse, Grace di Monaco), che racconta la vita sulle montagne russe, nel senso di continue discese e salite, del passerotto francese: Edith Piaf. La pellicola ha vinto ben due Oscar, uno per il miglior sonoro e uno per la migliore attrice protagonista, grazie a un’interpretazione fin troppo convincente e da veri brividi di Marion Cotillard (Inception, Midnight in Paris, Batman Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno).

Ci troviamo di fronte a un’artista indimenticabile, che non ha nulla a che fare, da un punto di vista musicale, con il filo rosso del rock’n’roll citato in precedenza, a meno che non ci si riferisca al suo modo di vivere e condurre la propria vita senza alcun rimpianto – Non, Je ne regrette rien (vengono i brividi non appena parte quest’opera meravigliosa) – e costellata di eccessi. Una sorta di “protorockstar” in un certo senso, forse dovuto anche al fatto che Edith ha incontrato non pochi ostacoli tragici nella sua intensa esistenza.

Numerose cadute e altrettante rinascite per questa cantante, esponente della cosiddetta “chanson“, in un film drammatico intenso che sa emozionare fin troppo e che non poteva non entrare nella top 3 delle migliori biografie musicali del panorama cinematografico, anche grazie a una scenografia davvero convincente, capace di far calare lo spettatore negli anni ’30 e ’40.

2. Bohemian Rhapsody (2018)

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Gwilym Lee, Rami Malek, Joe Mazzello (Bohemian Rhapsody, 2018)

Se questa classifica non fosse totalmente personale, allora sicuramente questa pellicola dovrebbe essere al primo posto, e invece…
Bohemian Rhapsody è un film del 2018 diretto principalmente da Bryan Singer, poi licenziato nel dicembre 2017, e ultimato da Dexter Fletcher. Nel 2019 questo lungometraggio ha ricevuto ben 4 premi Oscar: migliore attore protagonista, miglior montaggio, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro.

Quando si parla dei Queen e di Freddie Mercury le parole si sprecano sempre. Un film da guardare al cinema o con un impianto stereo potente per gustarsi al meglio i diversi capolavori musicali creati dal quartetto inglese. Come nel titolo precedente su Johnny Cash, Rami Malek non assomiglia particolarmente a Freddie, avente quest’ultimo una fisionomia del viso molto particolare e difficile da ricreare (sarei stato curioso di vedere Sasha Baron Cohen ma costui decise di abbandonare il progetto). Nonostante ciò, è incredibile come le movenze siano identiche e come sia riuscito a interpretare magnificamente la personalità estroversa e al tempo stesso fragile del frontman.

Una pellicola sontuosa, premiata, con prove attoriali sorprendenti, in cui sono presenti ricostruzioni dettagliatissime di numerose scene live e non solo dei Queen, pezzi indimenticabili che hanno segnato un’epoca e l’intero mondo della musica, sono tutti elementi che rendono Bohemian Rhapsody una delle migliori biografie musicali in assoluto. Da vedere e rivedere, da cantare e ricantare, un film praticamente perfetto.

1. Nowhere Boy (2009)

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Aaron Johnson (Nowhere Boy, 2009)

Eccoci al primo posto delle migliori biografie musicali (secondo il sottoscritto) con Nowhere Boy, film del 2009 diretto dall’allora esordiente Sam Taylor Johnson (Cinquanta Sfumature di Grigio, A Million little pieces). Basato sul romanzo “Imagine: growing up with my brother John Lennon” del 2007 scritto dalla sorellastra Julia Baird, questa pellicola racconta l’adolescenza del co-fondatore di una delle più grandi band al mondo (se non la migliore) come i Beatles (qui la recensione di “Yesterday”, lungometraggio in cui i quattro scarafaggi vengono dimenticati da tutti tranne che dal protagonista): John Lennon.

Nowhere Boy si concentra dunque sugli anni in cui l’artista muove i primi passi nella musica rock’n’roll, dall’incontro con Paul McCartney in quel di Liverpool alla costituzione dei Quarrymen. Inoltre, vengono affrontate molto accuratamente, nella loro dolcezza e al tempo stesso drammaticità, le relazioni familiari tra John Lennon e due figure femminili per lui fondamentali nella sua crescita e nella formazione in quanto uomo e musicista: la madre, Julia Lennon, e la zia, Mimi Smith.

Vedere John Lennon che, mettendosi gli occhiali “stilosamente” anni ’50 e rispondendo all’amico Paul, afferma che si tratta del suo “look alla Buddy Holly”, porta il film già a valere il prezzo del biglietto. Tante citazioni derivanti dalla musica rock’n’roll, che di fatto ha formato l’artista che segnerà l’intera economica discografica (e non solo), e alcune performance canore e attoriali di tutto rispetto di Aaron Johnson (Kick-Ass, Avengers: Age of Ultron, Tenet), rendono Nowhere Boy incredibilmente godibile, seppure si tratti di una pellicola drammatica che regalerà più di una lacrima allo spettatore.

Il gusto musicale personale ha giocato parecchio sugli ultimi due posti del podio, ma ritengo essere entrambe, sebbene siano profondamente diversi come film sia da un punto di vista di struttura sia di sceneggiatura, qualitativamente delle favolose biografie musicali, da vedere fino allo sfinimento, anche se, trattandosi dei Queen e di John Lennnon (The Beatles), è impossibile stufarsi.

Si vuole concludere questo lungo viaggio nella musica al cinema, con una piccola clip in cui Aaron Johnson rispolvera “In spite of all the danger” dei Quarrymen, canzone scritta poco prima di formare i Fab Four da John Lennon, Paul McCartney e George Harrison:

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