Arrivata su Prime Video il 15 agosto, Corri o Muori (Ride or Die) è sicuramente uno dei titoli più scoppiettanti della stagione, perfetta per animare le serate estive. Ideata da Tessa Coates, la serie tv composta da 8 episodi si inserisce nel filone dello spionaggio ma lo fa con una freschezza e un ritmo travolgenti.
Al centro della trama troviamo una premessa tanto assurda quanto irresistibile, come le sue protagoniste: Debbie Claybourne (Octavia Spencer) è una donna comune convinta che la sua migliore amica da oltre vent'anni, Judith Burton (Hannah Waddingham), sia una semplice contabile forense. Peccato che quest'ultima sia in realtà un letale sicario internazionale e quando una missione finisce nel peggiore dei modi, coinvolgendo anche il marito di Debbie, un noto parlamentare, un'oscura minaccia riemerge dal passato e le due donne si ritroveranno catapultate in una fuga on the road strampalata attraverso l'Europa.
Spari, risate e lacrime: la formula vincente delle serie action contemporanee
Il primo, punto di forza di Corri o Muori risiede nella sua capacità di non prendersi mai troppo sul serio, pur mantenendo altissima la posta in gioco e la tensione narrativa. Grazie ad una scrittura ben equilibrata su questo versante, la serie riesce a dosare i suoi ingredienti, offrendo allo spettatore una formula ibrida che funziona dall'inizio alla fine.
Da un lato troviamo sequenze d'azione adrenaliniche, inseguimenti serrati e coreografie di combattimento che hanno poco da invidiare ai blockbuster di Hollywood; dall'altro, una scrittura brillante regala gag comiche esilaranti e battute taglienti che alleggeriscono la tensione nei momenti più impensabili. Ma a stupire davvero e a fare la differenza rispetto ad altre produzioni simili è la presenza di inaspettati e profondi momenti di commozione.

La sceneggiatura scava senza timore nel passato dei personaggi, mettendo a nudo le loro fragilità e donando una tridimensionalità necessaria per prodotti di questo tipo. Questa alternanza di toni eleva lo show da semplice intrattenimento a una storia dall'impatto emotivo notevole, capace di toccare le corde giuste e far appassionare lo spettatore al destino delle protagoniste.
Corri o muori: due grandi protagoniste, un destino che si intreccia e un po' di caos
Un altro punto di forza sicuramente è l'alchimia semplicemente straordinaria tra le due attrici protagoniste: la bizzarra e divertente dinamica tra il Premio Oscar Octavia Spencer (Debbie) e la star di Ted Lasso, Hannah Waddingham (Judith), regala scintille sullo schermo sorreggendo tutta l'impalcatura, supportate da un cast brillante che include: Ed Skrein, Calam Lynch, Jamie Parker, Sylvia Hoeks e Bill Nighy.
C'è da dire, però, che la narrazione a volte mette troppa carne al fuoco: sceglie infatti di sviluppare parallelamente più storie secondarie che si intrecciano tra loro, un espediente che in alcune puntate crea un po' di confusione e rende il ritmo inutilmente caotico.

A compensare questo disorientamento è chi da dietro tesse un po' tutte le tele: la villain della serie, Ana, interpretata da una magnetica Sylvia Hoeks. Il modo in cui ha strutturato la sua spietata vendetta personale è affascinante, soprattutto perché alla fine tutto l'intrigo ruota attorno a un nucleo fortissimo: il valore dell'amicizia e quei legami affettivi profondi che agli agenti segreti, per rigida regola professionale, venivano severamente vietati.
Il guilty pleasure estivo che vi farà venir voglia di chiedere il bis
Nonostante gli snodi principali di trama si concludano, Corri o Muori sceglie deliberatamente di non chiudere del tutto "il sipario", lasciando lo spettatore con il desiderio di saperne di più del futuro di Debbie e Judith che non pare stia andando nella direzione in cui doveva andare. Il finale di stagione è infatti marcatamente aperto e getta le basi per evoluzioni future davvero imprevedibili: gli ottimi presupposti a livello di sceneggiatura ci sono tutti e una seconda stagione appare lecita.

Al di là di quello che sarà il futuro dello show, questa prima stagione si rivela un prodotto dall'incredibile scorrevolezza. Grazie a un montaggio serrato, battute taglienti e continui colpi di scena che non lasciano un attimo di tregua e le performance carismatiche, le otto puntate scivolano via una dietro l'altra senza mai annoiare. È la serie tv ideale per spegnere il cervello dopo una lunga giornata, posizionandosi come il titolo perfetto per un binge watching estivo, capace di intrattenere e di scaldare il cuore grazie a un duo di protagoniste di cui sentiremo sicuramente la mancanza.


