Crucible – Recensione del free-to-play Amazon

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Crucible segna il primo vero passo verso il mondo dei videogiochi da parte del colosso Amazon, che non ha mai nascosto il forte interesse verso l’industria.

La multinazionale con al timone Jeff Bezos ha recentemente messo in piedi Amazon Games, uno studio di sviluppo che promette grandi cose per i prossimi anni.

Dopo alcuni anni di esperimenti in cui sono stati pubblicati giochi dalle aspettative modeste, l’anno scorso Amazon Games ha impattato col mercato dei grandi, lanciando un timido “The Grand Tour Game”, ispirato allo show Prime Video.

Il 2020 deve essere l’anno della consacrazione, con New World atteso per quest’estate e la scommessa Crucible, un free-to-play che non ha paura di lanciare il guanto di sfida alla concorrenza.

Gli sparatutto online stanno vivendo una seconda epoca d’oro, grazie allo slancio dato da Overwatch, prima, e l’ondata battle-royale dopo. Ormai tutti gli studi più importanti si stanno lanciando nella sfida di dominare questa fetta importante del mercato e Amazon, non da meno, vuole poter dire la sua.

Crucible trae chiara ispirazione dal modello character-based inaugurato da Overwatch, ma lo fa cambiando le prospettive in terza persona, ri-architettando le fondamenta moderne degli sparatutto ed aggiungendo elementi PvE dal tono pepato.

Questo frullato di idee sarà sufficiente per tenere banco contro colossi del calibro di Fortnite, PUBG, APEX e compagnia bella?

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Combattimento di Crucible

Crucible: la caccia è aperta

In Crucible 10 cacciatori armati fino ai denti si combattono a vicenda con lo scopo di primeggiare nella caccia grossa che l’omonimo pianeta offre.

Il concept alla base di questi personaggi è chiaramente ispirato all’FPS di Blizzard. Le abilità, seppur inedite per certi versi, condividono molti elementi con quelle presentate da Overwatch, che è ormai un faro per chiunque voglia implementare personaggi carismatici all’interno dei propri shooter.

Il roster offre la possibilità di affrontare la battaglia con stili di gioco diversi, ma che possono essere di reciproco aiuto se ben coordinati.

Ogni cacciatore presenta 4 o 5 abilità, ciascuna con un tempo di ricarica differente e dagli effetti disparati: rigenerativo, offensivo, di controllo del territorio e così via.

L’approccio alla battaglia può essere classico, come quello di Mendoza, oppure meelee, come Drakhal, ma ci sono anche personaggi ibridi, come Shakirri.

Ognuno di essi presenta un design unico, dal concept fantascientifico/cyberpunk, che vuole rappresentare un universo in cui non esistono i confini tra pianeti e creature di ogni tipo si confrontano alla pari.

Quest’ultimo scenario, ormai inflazionato, non è di certo il punto di forza del gioco. Ormai siamo abituati all’idea di un universo condiviso, elemento presentato in tutte le salse nel mondo dei cinema e ultimamente anche dei videogiochi. Questa diffusione nel mercato dei media non gioca a favore di Crucible, che sicuramente non sarà ricordato ai posteri per l’ambientazione.

Troppe volte, durante il gameplay, si ha la percezione del già visto, con la mente che riporta a opere come Avatar, Star Wars e videoludicamente parlando Destiny o Halo.

Ma in un TPS come questo non è importante l’estetica dello scenario, o almento non tanto quanto il combattimento e le sequenze d’azione.

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Ajonah, cacciatore di Crucible, ricorda i personaggi di Avatar

Modalità di Gioco

Crucible offre due distinte modalità di gioco: Caccia agli Alveari e Cacciatori Alfa.

In Caccia agli Alveari due squadre da 4 scendono in campo per distruggere gli alveari, enormi crogioli che generano creature pericolose, pronte a difendere la propria casa. Una volta abbattuto, l’alveare rilascia un cuore, che viene raccolto come trofeo dalla squadra vincitrice.

L’obiettivo dunque è un nemico comandato dall’IA, ma il vero pericolo è la squadra avversaria, che, armata fino ai denti, farà di tutto per aggiudicarsi la partita.

Vince chi per primo guadagna 3 cuori di alveare, ma sulla mappa comparirà un obiettivo alla volta, quindi lo scontro con i rivali è pressochè inevitabile.

In questa modalità è disponibile la rigenerazione, quindi, una volta abbattuti, non si tornerà in lobby, ma attendendo qualche secondo, si verrà rischierati in un punto della mappa a nostra scelti tra quelli accessibili.

Ereditata dal genere battle-royale, abbiamo invece la modalità Cacciatori Alfa. Qui 8 squadre da due si scontrano all’ultimo sangue per determinare chi tra tutti è il vero cacciatore su Crucible.

Il respawn è disabilitato ma Amazon Games ha voluto aggiungere una dinamica controversa: il teaming. Qualora il proprio compagno venisse messo al tappeto e lo stesso accadesse ad un membro di una squadra rivale, è possibile stringere un’alleanza temporanea per rivaleggiare con le restanti squadre al completo.

Ma attenzione ai colpi bassi: non ci sono garanzie riguardo l’onestà del compagno appena arruolato.

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I cacciatori di Crucible

Le due modalità condividono la mappa, alcuni elementi PvE, la progressione del personaggio e il sistema di accesso al terreno di battaglia.

La mappa regala la sensazione di essere sufficientemente grande, forse anche troppo per la quantità di persone (massimo 16) che possono accedervi contemporaneamente.

Lo scenario alterna zone completamente naturali ad altre edificate, offrendo situazioni eterogenee per le battaglie da affrontare. Inoltre la mappa è viva, essendo ghermita di creature selvagge che fungono da minaccia PvE per i giocatori di ogni squadra.

Il nostro personaggio combattendo contro rivali e creature minacciose guadagna esperienza, definita essenza. Questa consente una progressione a livelli che sblocca bonus utili al combattimento.

Ogni cacciatore riceve bonus differenti, che possono essere impostati dal menù principale o durante l’attesa per lo schieramento.

L’accesso alla partita avviene attraverso un drop, simile alla dinamica vista nei battle-royale, ma rivisitata. Analogalmente a quanto avviene in Spellbreak, non è presente un lancio libero dalla nave, ma il capitano della squadra sceglie uno spot di atterraggio tra quelli selezionabili e tutti i membri verranno catapultati nello stesso punto.

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Il taglio naturale della mappa di Crucible

Shooting, Movement e Accessibilità

Crucible ha l’intento di portare aria fresca in un genere in continua evoluzione come quello degli sparatutto. La volontà è quella di regalare a noi appassionati un’esperienza nuova, sui generis, che tolga lo scettro del potere alle istituzioni odierne. La percezione da parte dell’utente è però un’altra.

Esattamente in linea con il titolo Crucible (“Crogiolo” in italiano), questo TPS mischia molti elementi ispirati a giochi già sul mercato da un pezzo, cadendo sotto lo spettro dell’anonimato.

Le dinamiche di base sono molto simili a The Cycle, il drop uguale a Spellbreak, le abilità di chiara ispirazione a Overwatch, lo shooting delle armi da fuoco che richiama Fortnite.

Per avere successo in un mercato al momento saturo, è importante che un videogioco sfoggi una gran dose di carisma, che rinnovi ed allo stesso tempo innovi dinamiche e meccaniche che altrimenti rischiano di puzzare di vecchio.

Nonostante offra un roster ricco di personaggi, nessuno di essi sembra poter conquistare l’affetto del pubblico, essendo piuttosto piatti sia come design, che come impatto sul terreno di battaglia.

Ogni personaggio presenta un sistema di shooting e movimento personale. Entrambi si basano molto sui poteri del cacciatore e poco sulla skill e la fantasia del giocatore.

In un momento storico in cui Valorant e APEX portano alta la bandiera degli sparatutto character-based, un modello come quello di Crucible non sembra poter sfondare.

Il trend di oggi è quello di fornire, con le abilità dei personaggi, la possibilità di affrontare le situazioni intricate con approcci personali. Le abilità semplici nel concept ma complesse da mettere in atto sono molto più stimolanti di feature che invece non lasciano spazio alla creatività.

Crucible è questo: abilità molto particolari ed efficienti, che tuttavia si prestano molto poco ad essere utilizzate in maniera originale e creativa.

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Scontro PvE

Probabilmente nei prossimi mesi si sentirà molto parlare di Crucible. Il rischio, tuttavia, è che ciò accada non tanto per la qualità che esso offre, quanto piuttosto per i mezzi e le possibilità di un colosso come Amazon.

Sicuramente dal lato tecnico offre un’esperienza godibile: grafica buona, audio che per il momento funziona e finora nessun bug riscontrato che mini l’esperienza di gioco.

Nonostante la base tecnica solida, però, non offre elementi attorno ai quali si possa costruire un’ecosistema competitivo. L’occhio di Amazon, per il momento, vede solo in direzione del pubblico casual, che, salvo sorprese, dimenticherà molto presto la prima opera degna di nota del colosso dell’e-commerce.

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Crucible – Recensione del free-to-play Amazon
In Conclusione
L'intento di Crucible è molto nobile, ma il risultato è un lavoro che difficilmente potrà dire la sua nel mercato degli sparatutto. L'originalità promessa consiste in un frullato di idee prese da giochi già sul mercato; il sapore finale è tanto acerbo quanto anonimo: rimandato a settembre.
Punteggio dei lettori5 Votes
7.5
Pro
Tecnicamente accettabile
Mappa dinamica e eterogenea
C'è del potenziale su cui lavorare
Roster completo ma....
Contro
.... poco carismatico
Miscuglio di idee già viste in altri giochi
Poca libertà data al giocatore
Anonimo
Elementi competitivi assenti
6.2

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