Dragon Age 4: un titolo avvolto ancora dal mistero

Dopo due anni e più di lavoro poco si sa e quel poco non è definitivo

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Notti insonni in casa BioWare. Dopo i problemi che stanno accompagnando l’uscita di Anthem che ne hanno incrinato in qualche modo il successo, ora anche il prossimo capitolo di Dragon Age 4sembra essere avvolto da incertezza per il clima non proprio idilliaco tra i componenti del suo team di sviluppo. Dopo il teaser del gioco presentato in occasione dei Game Awards 2018 molte cose sono cambiate e tra BioWare ed Electronic Arts, la holding del gruppo a cui la software house canadese appartiene, non c’è unità di vedute tant’è vero che Dragon Age 4 si troverebbe in uno stadio ancora embrionale.

Questa è la voce che circola su Kotaku in cui, tra l’altro, si dice che Casey Hudson, noto per essere stato l’ideatore di Mass Effect ed attualmente GM dello studio in BioWare, avrebbe cancellato, perché ci si concentrasse solo su Anthem, una sua prima versione chiamata Joplin, nonostante i due anni di lavoro alle spalle, caratterizzata dall’assenza della modalità multiplayer. La sua trama avrebbe previsto la personificazione di ogni gamer in un gruppo di spie che agiscono nell’impero Tevinter, un vasto territorio governato da maghi e situato a Nord “del continente principale di Dragon Age, Thedas”. Rispetto ad Inquisition, strutturalmente parlando, il gioco avrebbe fatto leva su aree più piccole d’intervento in grado di mutare con il tempo e su un minor numero di fetch quest. La narrazione poi avrebbe considerato la possibilità di dare al giocatore tutta una serie di azioni come il persuadere o estorcere informazioni alle guardie, proprio per rendere più snello e dinamico il succedersi degli eventi.

Nella seconda e recente edizione, invece, contrassegnata col nome diMorrison, che qualcuno avrebbe già battezzata un “Anthem con i draghi”, vi sono diverse innovazioni rispetto alla prima tra cui proprio l’aggiunta della componente online, ma con qualche variante. Infatti, mentre la storia principale sarebbe giocabile completamente nella modalità single player, le altre parti previste dal gioco vedrebbero il contributo di altri giocatori e, sempre secondo la fonte Kotaku, controllabili attraverso co-op drop-in/drop-out. Inoltre non mancherebbero missioni che si modificherebbero sia in base alle scelte decisionali del gamer, sia a quelle dell’intera community.

Comunque stiano veramente le cose, questo modo di lavorare passando da un titolo ad un altro per poi riprendere nuovamente il precedente rimasto nel frattempo incompiuto non giova a nessuno, né ad Electronic Arts, né soprattutto a BioWare e le molte domande che ne sono nate rimangono purtroppo senza risposta. Quindi non si conosce quando vedrà la parola fine Dragon Age 4 e chissà quante altre volte, viceversa, verrà riaggiustato.

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