House of the Dragon 2×01, Recensione: la Danza dei Draghi è qui

Tra sete di potere, guerre civili e temibili draghi, House Of the Dragon, tratta da Game of Thrones, ritorna con una nuova stagione.

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House of the Dragon è finalmente tornata con la seconda stagione. A quasi due anni di distanza, la serie spin-off de Il Trono di spade ritorna in esclusiva su Sky e NOW TV. L'appuntamento è ogni domenica notte in contemporanea con la messa in onda americana. Per gli episodi già doppiati in italiano bisognerà, invece, attendere solo al giorno successivo anziché aspettare un'intera settimana come per tutte le serie targate HBO.

Già da subito House of the Dragon si era dimostrato all'altezza di competere con la serie madre, d'altronde quell'universo di successo inaugurato da Game of Thrones non si poteva esaurire con una discutibile e assai risparmiabile ottava stagione. E quale migliore protagonista se non la casata dei Targaryen? Commentiamo insieme il primo episodio di questa attesissima seconda stagione, che si prospetta essere ben più violenta e sanguinosa della prima, dove i personaggi, assetati di potere, sono pronti a combattere la Danza dei Draghi.

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Il primo episodio di House of the Dragon 2 è un episodio introduttivo. Serve per immetterci gradualmente nell'universo dei Sette Regni. Ormai la Guerra civile è necessaria e la Danza dei Draghi è più vicina che mai. I protagonisti, sono come al solito impeccabili, a partire da Emma D'Arcy e Matt Smith. House of the Dragon si riconferma un prodotto ben riuscito, pari alla sua serie madre.

House of the Dragon: dove eravamo rimasti?

Cronologicamente parlando gli eventi di House of the Dragon si svolgono ben 200 anni prima di quelli narrati ne Il Trono di spade. Viserys I Targaryen (Paddy Considine) è a capo dei Sette Regni. Non avendo avuto fino a quel momento eredi maschi, sceglie come suo successore sua figlia Rhaenyra (Milly Alcock). Dalle seconde nozze con Alicent (Emily Carey), figlia del Primo Cavaliere Otto Hightower (Rhys Ifans) e migliore amica di Rhaenyra, Re Viserys concepisce un figlio maschio.

Alla morte del Re, il Trono spetta a Rhaenyra, ma le parole sussurrate da Viserys prima di esalare l'ultimo respiro, fanno credere ad Alicent che la corona sia del loro primogenito Aegon. Da qui inizia una guerra civile che sfocerà nella Danza dei Draghi e che vedrà contrapposti i neri e i verdi.

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Neri VS Verdi

La seconda stagione di House of the Dragon inizia dove ci aveva abbandonato l'episodio finale della prima. Aegon II (Tom Glynn-Carney), ritenuto l'erede legittimo, viene incoronato Re dei Sette Regni. Nel frattempo Lucerys, secondogenito di Rhaenyra, viene ucciso dallo zio Aemond (Ewan Mitchell), per vendicare il torto subito da bambino (Aemond aveva, infatti, perso un occhio a causa dei Neri). Dopo aver vagato alla ricerca del corpo di suo figlio, Rhaenyra fa ritorno a Roccia del Drago e chiede che la morte di Aemond. La guerra civile è ormai necessaria.

Le fazioni si sono schierate. Da una parte i Neri capeggiati da Rhenyra (Emma D'Arcy) e da suo zio/marito Daemon (Matt Smith), dall'altra i Verdi di Alicent Hightower (Olivia Cooke). Nella prima puntata iniziano ad emergere i primi alleati. Ci sono più che famigliari nomi come Stark o Lannister; i primi minuti dell'episodio si svolgono proprio a Nord, sulla Barriera, dove ci si prepara ad affrontare il Grande Inverno.

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Il preludio della Danza dei Draghi

Il primo episodio naturalmente serve per farci entrare gradualmente nell'universo dei Sette Regni. Non si può partire immediatamente a gamba tesa, ma bisogna lentamente far immedesimare lo spettatore facendolo pian piano entrare nel vivo della Danza Dei Draghi. Questa prima puntata è, infatti, un'introduzione. È strettamente collegata agli avvenimenti della stagione precedente e non ci sono da subito quelle scene atroci cui eravamo abituati. Questo perché la guerra è appena iniziata e si stanno ancora delineando gli schieramenti e i rispettivi alleati.

Subito siamo chiamati a parteggiare per l'una o l'altra fazione, entrambe eticamente colpevoli. I protagonisti nella loro rigidità e cattiveria trasmettono la loro ira e la loro sete di potere. Come al solito le scenografie e i costumi sono impeccabili. Anche il ritmo aumenta gradualmente con l'avvicinarsi della guerra. Quindi ci tocca spettare i prossimi episodi, consapevoli che, almeno la prima puntata, è riuscita a tenere alto quello standard imposto dalla prima stagione. Speriamo che House of the Dragon 2 non ci deluda!