Cosa è la prima cosa che ci viene in mente pensando alle mummie? L’Egitto affascinante, ovviamente, e per coloro che sono nati negli anni ’90, soprattutto Imoteph, la mummia del film con Brendan Fraser.
Quest’ultima considerazione è fondamentale, in quanto Blumhouse ha più volte sottolineato che questo film non è il seguito storico de La Mummia di Stephen Sommers, ma qualcosa di completamente diverso.
Fa sorridere il fatto che chiunque abbia visto il trailer de La Mummia di Lee Cronin abbia anche solo per un momento pensato all’altra pellicola, molto leggera, avventurosa e divertente. Ma analizziamo ora questa "nuova" Mummia. Ecco la recensione, spoiler free, di Lee Cronin - La Mummia.
La Mummia di Lee Cronin, di cosa parla?
Senza incappare in spoiler, il film segue una famiglia composta da due adulti (Jack Reynor e Laia Costa), con la madre in attesa di un’altra bambina, un figlio (Shylo Molina) e una figlia, Katie (Emily Mitchell), che a un certo punto scompare durante un viaggio di lavoro al Cairo, in quanto il padre, Charlie Cannon, è un giornalista.
Nonostante le ricerche, la famiglia, dopo ben 8 anni, è costretta a voltare pagina, ma ecco che un aereo, che trasporta uno strano sarcofago, precipita, rivelando il suo incredibile contenuto: una Katie ormai cresciuta (interpretata da Natalie Grace), che però non è più la stessa di prima, non solo per il terribile trauma che ha subito, ma perché una forza oscura è legata alla mummia/bambina.

Come ha fatto la bambina a finire in un sarcofago, mummificata, e sopravvivere? È questa la domanda che attanaglia i genitori della piccola e gli spettatori.
Un crescendo di ansia costante e gore
Siamo a conoscenza dell’altro piccolo capolavoro del regista, esordiente con The Hole in the Ground (2019), ma poi conosciuto con Evil Dead Rise del 2023, un sequel de La casa di Sam Raimi, dove il libro maledetto Necronomicon torna alla ribalta, questa volta in un appartamento cittadino e non in una casa in mezzo al bosco.
Già apprezzato per il body horror e il trucco del film, qui, in questa nuova La Mummia, Cronin fa un passo in avanti, con effetti pratici talmente ben riusciti da rendere il tutto viscido e disgustoso, ovvero proprio ciò che il film vuole fare: turbare lo spettatore e far distogliere lo sguardo in certe scene, forti anche per coloro che di horror ne hanno visti tanti.
Il personaggio di Katie: una emanazione della regia di Cronin
Con l’ottima interpretazione della giovane attrice, vediamo un personaggio terribile, horror allo stato puro; a tratti sembra di vedere un film sulle possessioni demoniache. Nonostante il carattere volutamente spaventoso della bambina/mummia, andando avanti con la trama e scoprendo i vari misteri, non si può fare altro che provare anche un’immensa pena per la ragazzina e, soprattutto, per la sua famiglia.
La regia di Cronin non delude: come in Evil Dead Rise, il ritmo, una volta cominciato l’orrore, è incalzante, senza lasciare allo spettatore il tempo di riprendersi. La fotografia è cupa, i colori del grigio e del marrone la fanno da padrone, per dare l’effetto di sporcizia e sabbia. Tutto l'opposto rispetto agli altri film de La Mummia dove si vede un Egitto affascinante, solare e con colori accesi.

Qui invece vediamo piramidi nere, cunicoli sotterranei e claustrofobici. Nulla conduce a un Egitto ricco di oro e lapislazzuli.
Una regia gore viscerale, più simile per sensazioni a The Substance che a uno dei nuovi film su L’esorcista, anche se questa mummia richiama sicuramente il primo capolavoro di William Friedkin.
Distoglierete lo sguardo più di una volta e, se vedrete Lee Cronin - La Mummia in una sala con un ottimo Dolby Surround, dovrete spesso tapparvi le orecchie dalla paura.

