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Bradley Cooper oltre la recitazione: il percorso da regista fino a È l’ultima battuta?

In sala con il suo terzo lungometraggio, Bradley Cooper dimostra ancora una volta grande maturità nel dirigere storie che parlano anche di noi.

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Bradley Cooper in È l'ultima battuta?
Bradley Cooper in È l'ultima battuta?

Bradley Cooper ci ha stupito, un’altra volta, con il suo ultimo film da regista È l’ultima battuta?, ora in sala. Un film sorprendente nella sua maturità, nell’attenzione che riserva a emozioni e sentimenti e nel ritrarre un momento così delicato come il divorzio. Forse, il suo miglior film so far.

Un ottimo attore, sì, ma forse ancor più bravo regista, Cooper conferma il suo talento dietro la macchina da presa, firmando la sceneggiatura con Will Arnett e Mark Chappell di una storia intima, sincera e commovente come quella dell’amore (in)finito tra Alex e Tess, protagonisti della sua ultima pellicola.

Bradley Cooper: un nuovo, grande, regista

Dopo aver dato prova delle sue capacità registiche con A Star Is Born (2018) e Maestro (2023) – entrambi candidati agli Oscar –, Bradley Cooper torna, ancora una volta, a parlare di noi, a immortalare l’amore vero: vero perché reale, vero perché va oltre il sentimentalismo fittizio, vero perché affronta ostacoli concreti e realistici in una storia universale, che potrebbe essere di tutti.

Dispiace solo che, se a dirigerlo fosse stato qualcun altro – fosse anche Joachim Trier, reduce dal suo ultimo successo Sentimental Value (che gli è valso l’Oscar al Miglior Film Internazionale) – probabilmente il film sarebbe accreditato come “capolavoro”. E invece resta un po' in sordina, una perla che rimane nascosta e che ai più suonerà, forse, sconosciuta.

Bradley Cooper in Una notte da leoni

Tre film, tre grandi prove – anzi dimostrazioni – della sua poliedricità e della sua bravura. Nei suoi lungometraggi c’è dinamismo, credibilità, intimità, sentimenti.

Quando Bradley Cooper è dietro le quinte e dirige, accade un qualcosa di tutt’altro che scontato: viene a crearsi una speciale empatia tra chi osserva e chi va in scena, un’empatia generata dalla sua regia attenta e vicina – non solo fisicamente – ai suoi interpreti, tanto da rendere perfettamente, da dare corpo alle emozioni che provano i personaggi. I primi piani sono strumento di introspezione, di analisi, che portano l’emotività dei protagonisti al centro della narrazione.

A Star Is Born e Maestro

Con A Star Is Born, complice una credibilissima Lady Gaga e una magnifica colonna sonora, Cooper rende un remake un vero e proprio punto di riferimento per il genere.

Nel suo primo film da regista, inoltre, recita e canta, e lo fa decisamente alla grande accanto a Lady Gaga, altra nuova “stella del cinema”.

Bradley Cooper e Lady Gaga in A Star Is Born

Continua nella stessa direzione con Maestro, presentato in anteprima alla 80° Mostra del Cinema di Venezia nel 2023 e co-prodotto da Martin Scorsese e Steven Spielberg, con cui racconta la storia di Leonard Bernstein.

Il biopic ripercorre la vita artistica e sentimentale dell’acclamato compositore e direttore d’orchestra – interpretato dallo stesso Bradley Cooper –, ritraendo una storia personale e coniugale complessa con estrema sincerità.

Una roller coaster di eleganza e talento, che attraversa comicità, romanticismo e dramma con grande naturalezza e con cui Cooper, qui affiancato dalla bravissima Carey Mulligan, dimostra nuovamente la sua grande versatilità attoriale.

Bradley Cooper e Carey Mulligan in Maestro

La sua è un’espressività che gli consente di passare facilmente da film come American Hustle a Il Lato Positivo o ancora ad American Sniper o Una notte da Leoni. Anche in Maestro, come in È l’ultima battuta?

e come anche in A Star Is Born, i protagonisti vivono storie uniche e allo stesso tempo universali, intrise di umanità, di confronto, di comprensione e d’amore. Non sono storie banali o smielate, anzi – pensiamo anche solo al primo A Star Is Born.

Una regia attenta e sensibile

Per Bradley Cooper, quindi, potremmo dire che la macchina da presa è un po’ il tramite per indagare e approfondire gli stati d’animo dei personaggi e la loro umanità all’interno di storie – finora remake e biopic (anche È l’ultima battuta?

è ispirata alla vita del comico John Bishop) – indubbiamente realistiche.

Il suo ultimo piccolo capolavoro ne è la prova definitiva: la crisi del matrimonio tra Alex (Will Arnett) e Tess (Laura Dern) è rappresentata con grande tatto e maturità, esplorando l’infelicità e le zone d’ombra della vita coniugale con speranza e delicatezza – finora caratteristica del suo tocco da regista.

Will Arnett in È l'ultima battuta?

Insomma, siamo solo al terzo – e speriamo, almeno così sembra, non ultimo – lungometraggio del nostro amato Cooper, ma fin qui è doveroso riconoscergli un certo talento come director. Le sue storie, dopotutto, ispirano e lasciano spazio ad ampie riflessioni a seguire.

È un regista che non banalizza, che approfondisce anzi, che matura opera dopo opera sempre di più e che cerca di portare sullo schermo l’intimità delle emozioni, le storture e le sfaccettature dell’amore, le problematiche comuni senza mai risultare inappropriato o falso.

Se non lo avete ancora visto, recuperate la sua ultima perla. È l’ultima battuta? vi aspetta al cinema.