Look Back, il nuovo film di Hirokazu Kore-eda, tratto dall'omonimo manga di Tatsuki Fujimoto, è stato presentato alla 83esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia e verrà distribuito in Italia a partire dal 21 gennaio 2027 da Lucky Red.
Look Back, di cosa parla?
La storia segue Fujino, una studentessa delle elementari appassionata di disegno e considerata la migliore della classe. Questo solo finché non escono allo scoperto i lavori di Kyomoto, una compagna di scuola mai vista di persona perché studia da non frequentante e che possiede un talento ancora più sorprendente del suo. Inizialmente Fujino è gelosa delle sue capacità, ma poi tramuta questa sensazione in voglia di superare i propri limiti e migliorarsi.
Quando le due ragazze finalmente si incontrano dal vivo, si scopre che Kyomoto ha sempre ammirato il talento di Fujino e, da questo punto in avanti, tra le due nasce un'amicizia profonda che le porterà a lavorare insieme al loro sogno di diventare delle mangaka.
Dopo anni di crescita, professionale e personale, un'occasione lavorativa fa emergere delle differenze tra le due, con Kyomoto che sceglie una strada diversa da quella immaginata dall'amica.

Due facce dello stesso film
Le interpretazioni delle giovani protagoniste di Look Back, Furi Nanase e Rokka Okada, sono parte fondamentale della resa finale del film e donano un ulteriore livello di credibilità alle ragazze e al loro legame.
Sul piano visivo e narrativo, Look Back è diviso in due. La prima metà del film, che assume la forma di un raccolta felice e nostalgica dei ricordi di infanzia delle protagoniste, è semplicemente meravigliosa. La fotografia richiama paesaggi disegnati ormai distanti, fogli A4, pennarelli e colori pastello, un immaginario reso accessibile allo spettatore e a chi quei ricordi di infanzia li conserva con cura, seppur siano passato.
La seconda metà, invece, è più complessa e drammatica. Una svolta narrativa inaspettata capovolge il tono del film, rendendolo quasi un prodotto a sé stante, un diverso volume dello stesso manga. È proprio qui che il film mostra alcune incertezze: la sensibilità e la dolcezza di Kore-eda rimangono, ma un cambio così drastico non aveva bisogno di ulteriore sentimentalismo, che sarebbe comunque venuto da sé.
Il risultato è quindi un film capace di emozionare grazie al rapporto tra Fujino e Kyomoto e alla delicatezza con cui viene raccontata la loro crescita, ma meno solido quando deve affrontare svolte narrative particolarmente drammatiche.


