E se la commedia romantica, invece di limitarsi a raccontare l’ennesimo incontro destinato a trasformarsi in amore, si ritrovasse improvvisamente a fare i conti con una società distopica in cui persino la libertà di amare e vivere la propria sessualità viene regolamentata dal governo?
È una domanda che sembra quasi un controsenso, soprattutto per un genere costruito da tempo attorno a una formula precisa: due protagonisti incrociano le proprie strade, si conoscono, si innamorano e, dopo una serie di peripezie che li portano ad allontanarsi, arrivano infine a dichiararsi amore eterno. Una struttura che può cambiare volto a seconda della tematica affrontata, dall’amicizia tra uomo e donna in Harry, ti presento Sally... alla possibilità di far innamorare la ragazza scorbutica della scuola per mezzo del teppista in 10 cose che odio di te.
One Night Only - Quando tutto è possibile, firmato da Will Gluck, parte proprio da questa premessa, inserendo la classica dinamica della commedia romantica all’interno di una realtà in cui l’amore e il desiderio sono soggetti a regole ben precise.
One Night Only, di cosa parla?
Quella di New York sembra una giornata come un’altra, se non fosse per un’unica eccezione: a tutti gli abitanti statunitensi single o fidanzati è permesso avere rapporti sessuali soltanto nell’arco di una finestra di 12 ore. Un decreto emesso dal governo tre anni prima con lo scopo di monitorare i propri cittadini, attraverso un tatuaggio sul polso che cambia colore a seconda del via libera.
In quella che si prospetta come la giornata meno romantica dell’anno, Owen (Callum Turner) è deciso a chiedere la mano alla sua fidanzata Malika (Maya Hawke), salvo scoprire che lei ha altri programmi: approfittare di quelle dodici ore per stare con un altro uomo. Allo stesso tempo, Allie (Monica Barbaro) è una giovane cantante che registra jingle per degli spot pubblicitari, fortemente decisa a trovare un compagno con cui passare il resto della propria vita.
Due personaggi agli antipodi che finiranno per incontrarsi e scontrarsi nel corso dell’intera serata, imparando a conoscersi e lasciando germogliare un nuovo sentimento...
One Night Only e l'evidente analogia con La notte del giudizio
Il parallelo con La notte del giudizio di James DeMonaco è quasi inevitabile. Nell’horror del 2013, l’idea di fondo è quella di contenere la criminalità attraverso un decreto: per mantenerne basso il tasso e ridurre la disoccupazione, una volta all’anno viene istituito lo "Sfogo", dodici ore durante le quali ogni crimine viene legalizzato, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la violenza nel resto dell’anno.
Will Gluck trasporta lo stesso principio sul terreno della sessualità: qui non sono gli impulsi più violenti dell’essere umano a trovare una finestra di libertà, ma quelli legati al desiderio e all’intimità. Il divieto di avere rapporti sessuali per il resto dell’anno nasce infatti dalla volontà di contenere problematiche come le malattie sessualmente trasmissibili e le gravidanze adolescenziali, concentrando ogni possibilità di trasgressione in sole dodici ore.

Il risultato è un curioso ribaltamento della formula: là dove La notte del giudizio utilizza la distopia per interrogarsi sulla violenza e sugli istinti più brutali dell’essere umano, One Night Only ne riprende il meccanismo per costruire una commedia romantica incentrata sul desiderio, sull’amore e sulla ricerca di un legame.
Il film, però, non si limita a prendere in prestito il meccanismo de La notte del giudizio: ne svuota completamente la componente violenta, trasformandolo in una sorta di “purga sessuale”. Se nel film di DeMonaco le dodici ore di libertà servono a dare sfogo agli istinti più brutali dell’essere umano, Will Gluck utilizza la stessa premessa per interrogarsi, in maniera decisamente più leggera, sul rapporto tra desiderio e sentimento.
Ed è proprio qui che emerge il paradosso più interessante di One Night Only: una società apparentemente ossessionata dal controllo della sessualità finisce per renderla il centro della vita dei suoi cittadini, concentrando in una sola notte tutto ciò che durante l’anno viene loro negato. Ma Gluck non sfrutta questa idea soltanto per costruire una commedia degli equivoci o una celebrazione della trasgressione.
Al contrario, parte da una premessa apparentemente repressiva per raccontare qualcosa di profondamente romantico: il desiderio, per quanto possa essere regolamentato, non può essere separato così facilmente dal bisogno di intimità, dall’innamoramento e dalla ricerca di un legame autentico.

Il paradosso, però, non riguarda soltanto il modo in cui il film trasforma la "purga" di DeMonaco: è iscritto nella società stessa che Gluck mette in scena. I graffiti che contestano il divieto rendono evidente come una parte della popolazione non accetti quella regola, eppure nessuno sembra davvero metterne in discussione le fondamenta. I cittadini protestano, si lamentano, ne riconoscono l’assurdità, ma allo stesso tempo finiscono per adattarsi a essa e a costruire la propria quotidianità attorno a quella che, a tutti gli effetti, è una follia diventata normalità.
È un’altra delle contraddizioni su cui si regge il film: una distopia che viene rifiutata a parole, ma accettata nei fatti. E proprio questa normalizzazione rende ancora più interessante la premessa di Gluck, perché il vero elemento sovversivo non consiste tanto nel trasgredire la legge durante quelle dodici ore, quanto nel mettere in discussione un sistema che ha convinto tutti che sia normale vivere in questo modo.
One Night Only parla della difficoltà di trovare il partner della vita
A sfidare questa logica assurda sono proprio i protagonisti portati in scena da Callum Turner e Monica Barbaro: a differenza del resto della società, impegnata a monitorare il conto alla rovescia per soddisfare il proprio appetito sessuale, Owen e Allie percorrono una strada diversa, diventando l’eccezione che mette in crisi l’intero sistema. E proprio in questa contraddizione che One Night Only trova il suo vero cuore:nonostante una premessa apparentemente incentrata sul sesso, la pellicola offre uno spunto più profondo sulla solitudine e sulla difficoltà di trovare un partner con cui costruire un legame autentico.
Mentre gli altri personaggi vedono quella notte come un’occasione irripetibile di trasgressione, i protagonisti cercano qualcosa che il sistema non sa regolamentare: l’affinità, la complicità e la connessione emotiva. La ricerca di un compagno con cui trascorrere la notte diventa così, per entrambi, quasi un modo per dimostrare ai propri conoscenti - o forse alla società stessa - di poter vivere quelle dodici ore come tutti gli altri, senza impegno e senza conseguenze. Ma le loro disavventure finiranno per portarli esattamente nella direzione opposta, mettendoli di fronte a qualcosa che nessuna regola può programmare o confinare in una sola notte.
One Night Only: tra nostalgia anni Ottanta e camei famosi
Nell’opera di Will Gluck si può respirare anche quell’odore di nostalgia per le commedie romantiche degli anni Ottanta: il primo incontro tra Owen e Allie avviene in maniera inaspettata, sebbene interrotta bruscamente quando il ragazzo vomita addosso alla ragazza. Eppure, il fatto che i due protagonisti continuino a incontrarsi nell’arco delle dodici ore più folli della loro vita, finendo per stuzzicarsi in continuazione, riporta inevitabilmente alla mente i personaggi di Harry, ti presento Sally... One Night Only celebra così la propria anima da commedia anche attraverso un’ironia costante, giocando con la stessa assurdità del decreto che regola la sessualità.
Basti pensare alla scena in cui Owen e Allie cercano un preservativo da utilizzare con altre persone e scoprono che tutte le farmacie ne sono sprovviste: l’unico disponibile si trova in un negozio che lo vende a una cifra spropositata. È un esempio perfetto del modo in cui Gluck porta alle estreme conseguenze le regole del suo mondo, trasformandone le assurdità in occasioni per costruire gag e situazioni grottesche.
Ma a rendere efficace questa comicità sono soprattutto i due protagonisti, persone sostanzialmente perbene e dai sani principi che, nel tentativo di vivere almeno una volta quella notte come tutti gli altri, finiscono progressivamente coinvolti in situazioni sempre più surreali. Owen viene truffato da una prostituta conosciuta tramite un’app (Sydney Cole Alexander), mentre Allie si ritrova prima tra le braccia di un uomo agli arresti domiciliari (Andrew Burnap) e poi con il cantante che ammira (Charlie Gillespie), salvo scoprire che dietro l’immagine del suo idolo si nasconde un uomo tutt’altro che desiderabile.
La comicità nasce così anche dal contrasto tra ciò che i due vorrebbero dimostrare agli altri e ciò che la notte finisce realmente per offrire loro: nel tentativo di adattarsi alle regole di una società assurda, Owen e Allie si ritrovano continuamente a fare cose che, in condizioni normali, probabilmente non farebbero mai.
Senz’altro One Night Only mette luce una discreta chimica tra Callum Turner e Monica Barbaro, offrendo soprattutto a quest’ultima una nuova vetrina per dimostrare il proprio valore all’interno del genere della commedia romantica, dopo essersi fatta conoscere al grande pubblico anche grazie al ruolo in A Complete Unknown. Se il film definisce in maniera piuttosto precisa il personaggio di Allie attraverso i suoi sogni e le sue paure, tra cui la fobia del palcoscenico, One Night Only dedica forse meno attenzioni alla costruzione di Owen.
A compensare questa minore caratterizzazione interviene però l’interpretazione di Callum Turner, che sfrutta una comicità tanto verbale quanto fisica per rendere il personaggio immediatamente simpatico e confermare una certa versatilità dell’attore all’interno della commedia, già messa in mostra l’anno scorso con Eternity.

Il film, inoltre, non si risparmia nemmeno sul fronte dei camei, trasformando le apparizioni a sorpresa in un ulteriore elemento di divertimento. Si parte da Glen Powell e Sydney Sweeney, che sembrano strizzare l’occhio a Tutti tranne te, per arrivare a Pete Davidson e Bobby Cannavale.
A questi si aggiunge poi Molly Ringwald, icona di alcune delle più celebri commedie adolescenziali degli anni Ottanta come The Breakfast Club e Sixteen Candles - Un compleanno da ricordare, qui proposta in una veste decisamente più trasgressiva. Un gioco divertente soprattutto per la quantità di volti noti coinvolti, anche se il film finisce per sacrificare la caratterizzazione dei personaggi secondari, spesso ridotti a semplici comparse funzionali alle disavventure dei protagonisti.
One Night Only non reinventa la commedia romantica, ma la reinterpreta con leggerezza e ironia, trasformando una distopia sessuale in una storia sul desiderio di trovare una connessione autentica. Perché il sesso può essere regolamentato, ma l’amore no.

