Onward – Oltre la Magia: Recensione

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Previsto per il lancio già mesi e mesi fa, Onward arriva nelle sale cinematografiche italiane solamente ora, a ridosso del debutto di un secondo prodotto dello stesso studio-padre: Soul.

Quest’opera Fantasy inaugura gli anni ’20, con la speranza di rinfrescare il catalogo di una Pixar che negli ultimi tempi ha zoppicato per inventiva.

Lo studio di proprietà della fabbrica dei sogni in questo decennio non sembra aver avuto le idee chiare, portando alla luce perlopiù scialbi sequel di vecchie glorie (Alla Ricerca di Dory, Monsters University) e qualche soggetto interessante, ma timidamente sviluppato in sceneggiatura (Inside Out, Il Viaggio di Arlo).

Opere sicuramente di pregio, ma che impallidiscono dinnanzi all’ottimo lavoro svolto sul fronte “Classici Disney”, prodotti di anno in anno sempre più interessanti.

Dopo gli imbarazzanti esperimenti in CGI di Dinosauri, Chicken Little e I Robinson, i Disney Animation Studios hanno sfornato opere memorabili come Zootropolis, Big Hero 6, Oceania e Rapunzel.

Gli ultimi lavori dello studio di Toy Story non sono sicuramente tutti da buttare, soprattutto riferendosi ad opere come Ribelle, Coco e Gli Incredibili 2. Tuttavia nemmeno questi 3 gioielli reggono il confronto con glorie del passato quali Wall-E, Ratatouille, A Bug’s Life, Up e compagnia bella.

La Pixar è dunque chiamata a riprendere il proprio scettro e riassumere, per il bene del cinema, il ruolo di faro per studi concorrenti e affini; Onward vorrebbe essere il primo passo di questo lungo cammino.

Onward – Recensione

Il film è affidato alle mani di Dan Scanlon (Monsters University) che si carica dell’onere sia di regista che di sceneggiatore (assieme ad altre quattro mani).

Il tocco si riconosce e, soprattutto nelle fasi iniziali, l’atmosfera è molto simile a quella del precedente film Pixar diretto da Scanlon: Monsters University.

La volontà del film è quella di raccontare un mondo fantastico intercalato nella modernità del ventunesimo secolo, dove la magia è stata dimenticata in favore della tecnologia.

Questo scenario, seppur originale, non è inedito ed un esempio mezzo riuscito è Bright di sponda Netflix oppure le opere alla “C’era una Volta“.

I fratelli Lightfoot sono i protagonisti di un’avventura che li vede nell’intento di riportare in vita il defunto padre per un giorno, grazie ad un bastone magico lasciato loro dal genitore.

Questo incipit da vita a circa due ore di proiezione che si dividono in due parti distinte: la prima consiste in un vero e proprio road movie che esplora l’ambientazione, portando in scena creature fantasy adattate a vivere nella società moderna.

In questa prima metà vengono anche approfonditi i personaggi e qui emergono i primi problemi del film. Se da un alto il personaggio di Barley è molto ben caratterizzato e detta i ritmi della sceneggiatura, Ian è invece assolutamente senz’anima.

Barley deve la sua forza al cortocircuito demenziale che la sua personalità causa al film. Un elfo appassionato di Fantasy e Power Metal, che fa di tutto per contagiare il fratello con le proprie passioni. Questo espediente tinge con comicità un film che si prende a tratti troppo sul serio.

Ian è invece appiattito sull’obiettivo di riportare in vita il padre. Gli autori mancano clamorosamente l’occasione di conferirgli profondità, nonostante la lunghezza, forse eccessiva, della pellicola. Vittima totale degli eventi, non permette allo spettatore di empatizzare con lui.

Inspiegabilmente gli autori non danno sufficiente respiro alla magia, elemento che, quando irrompe a pieni polmoni, incanta la sala. Preferiscono piuttosto perdersi in intermezzi dialogati. La regia non valorizza i colori, l’allegria e la magnificenza degli incantesimi, ma incupidisce anche i frangenti più comici.

Come se non bastasse, lo sviluppo di questa prima parte è estremamente lento; una comicità a tratti forzata, colori spenti e impatto grafico che ha visto giorni migliori contribuiscono alla palpebra calante dello spettatore.

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I Protagonisti di Onward

La seconda parte , per fortuna, è più scoppiettante ed è la magia intesa come stregoneria a farla da padrone. Il lungometraggio prende forma e soprattutto colore, elemento fondamentale per raccontare di fate, elfi, draghi e manticore.

Emerge un interessante citazionismo che affonda le radici in Tolkien, Dungeons & Dragons e Magic: The Gathering. Viene riportata alla luce anche l’azione che, seppur minima, sa essere appagante.

Parallelamente al percorso dei due fratelli si palesa anche una strana coppia, dal carisma inaspettato, che dona sia epicità che simpatia ad un prodotto che troppe volte non suscita alcuna reazione. La madre, che si sospetta essere il solito personaggio soprammobile, subisce un twist inaspettato ad un quarto di film.

Il picco negativo viene raggiunto con retorica spicciola e soprattutto uno spirito politicamente corretto assolutamente fuori luogo e non giustificato, la cui forzatura è fin troppo evidente.

La colonna sonora epica non è coerente con un film che di epico ha solo alcune scene. Attraverso la magia, Onward, esplora sentimenti umani e adolescenziali che non si accompagnano con garbo a melodie alla Peter Jackson.

La Pixar rincorre l’obiettivo suo solito di attrarre un pubblico soprattutto teen, pur intrattenendo i piccolissimi e coinvolgendo gli adulti. Con questo film fallisce su tutti e tre i fronti, confezionando un prodotto non all’altezza di ciò che lo studio rappresenta per tutti noi.

La speranza è quella che Soul, in uscita a breve, possa recuperare questo passo falso e non esserne un triste continuo. Per il momento il nuovo decennio è iniziato nel peggiore dei modi per la Pixar.

I Consigli della Redazione

Qualora, legittimamente, ti sia piaciuto Onward – Oltre la Magia o perlomeno il suo spirito, ecco alcuni consigli cinematografici da parte della Redazione.

  • Taron e la Pentola Magica (1985)
  • Kiki Consegne a Domicilio (1988)
  • Le 5 Leggende (2012)

Puoi trovare tutti i film Pixar su Disney +. Scopri inoltre come goderti Mulan, in uscita il 4 settembre, comodamente da casa tua.

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Onward - Oltre La Magia: Recensione 4 - Hynerd.it
Onward – Oltre la Magia: Recensione
In Conclusione
Onward è un'occasione sprecata. La sceneggiatura è molto poco ispirata, nonostante un soggetto di partenza dall'alto potenziale. La regia non valorizza gli elementi a schermo e contribuisce a spegnerne il fuoco interiore. La Pixar conferma il trend negativo degli ultimi anni
Punteggio dei lettori0 Votes
0
Pro
Tematiche semplici, adatte ai piccolissimi
Barley è un personaggio ben riuscito
Contro
Noioso e sviluppo poco ispirato
Regia e sceneggiatura non degne della Pixar
Atmosfera spenta e non valorizzata
5
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