Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo – Il remake perfetto

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Ubisoft, dopo l’ormai consueto leak pre-conferenza, annuncia il remake di un classico dei primi anni 2000: Prince of Persia – le Sabbie del Tempo.

L’entusiasmo è stato sin da subito smorzato da una grafica “non al passo coi tempi”, che non comunica rottura con le origini quanto piuttosto continuità.

I modelli dei personaggi non sono costruiti seguendo la modernità del foto-realismo, ma mantengono uno stile poligonale vicino a quello di produzioni per la settima generazione di console.

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I due protagonisti di Prince of Persia: Le sabbie del tempo

Un pubblico viziato

I videogiochi, qualitativamente parlando, hanno raggiunto livelli altissimi già da parecchi anni. Per quanto si siano diffusi stili di programmazione eterogenei, il pubblico si è abituato ad avere davanti agli occhi, graficamente parlando, opere vicine al mondo del cinema o addirittura alla realtà.

Tra i prodotti più celebrati, infatti, abbiamo giochi come Red Dead Redemption 2, God of War, The Last of Us, Uncharted: tutti giochi dall’alto profilo grafico.

Anche quando parliamo di remake, per quanto l’origine sia datata, la grafica è fortemente curata per rimarcare il salto di qualità compiuto: Resident Evil 2 e 3 e Final Fantasy VII hanno completamente abbandonato l’anima stilistica del passato, per abbracciarne una nuova, in perfetta linea con i tempi.

Il pubblico dunque, perfettamente istruito nelle differenze tra remake, remastered e reboot, si aspetta un qualcosa di diverso rispetto a Prince of Persia: le Sabbie del Tempo Remake.

L’utente medio vuole vedere modelli in cgi che ricalchino 1:1 l’aspetto degli attori, vuole effetti visivi particellari e scenografie spacca mascella. Vuole le gocce di sudore in alta risoluzione e gli schizzi di sangue che macchino il muro con una balistica fisicamente calibrata.

Prince of Persia, ad un primo sguardo, non offre tutto questo, ma mantiene una grafica molto vicina al suo fratello maggiore del lontano 2003.

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Frontespizio dell’opera originale

Il remake ideale

E’ perfettamente comprensibile la frustrazione nel non notare particolare differenza tra prodotto originale e remake, ma il valore di un rifacimento non è solo attribuibile alla grafica.

L’impatto visivo è in realtà uno specchio per le allodole che punta ad attirare, sicuramente il pubblico affezionato, ma soprattutto nuove leve.

Ciò che realmente da valore ad esso è il progresso sul campo delle meccaniche e sull’adattamento delle stesse alla contemporaneità.

Final Fantasy VII non è solamente il frutto di un motore grafico di ultima generazione, ma soprattutto una rielaborazione in chiave moderna di meccaniche pensato negli anni ’90.

Per quanto sia un prodigio per gli occhi, l’anima grafica originale si è completamente persa, lasciando spazio al potere della tecnologia.

Resident Evil 2 fa tutto ciò, mantenendo tuttavia il cuore del prodotto originale, diventando uno dei migliori rifacimenti della storia del videogioco.

Le meccaniche sono state svecchiate ma restituiscono lo stesso feeling del passato, attirando a sè anche pubblico vergine che riscopre in elementi retro una qualità intramontabile.

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Il Principe raccoglie il coltello che gli dona il potere di controllare il tempo

Prince of Persia le Sabbie del Tempo – Remake

Arriviamo dunque all’oggetto del discorso. L’intento della nuova incarnazione de “Le Sabbie del Tempo” è chiaramente differente.

Ubisoft ha dichiarato il proprio interesse nel riproporre una saga che è stata fondamentale per il successo attuale dell’azienda (Assassin’s Creed è figlio illegittimo del brand di POP), mantenendone in tutto e per tutto l’anima.

La volontà degli sviluppatori è quella di svecchiare meccaniche in dissonanza con il presente e riproporre il gameplay originale addobbato con le tendenze di oggi.

Probabilmente introdurranno elementi semplici come inventario pop-up, gestione delle armi, auto-salvataggio, interazione con l’ambiente migliorata e altri piccoli dettagli che fanno un’enorme differenza pad alla mano.

La grafica non è stata rielaborata in chiave fotorealistica (per fortuna!), ma ha mantenuto lo stile retro adattato all’esigenza dei 4K dell’utente moderno.

Uno stile evocativo dell’orientalità del prodotto, che offre uno sguardo non solo sull’antico regno di Persia, ma soprattutto sull’arte e il folklore medio-orientale e dell’asia centrale.

La stessa responsabile del progetto, intervenuta durante l’Ubisoft Forward, è chiaramente di origini asiatiche, il chè dimostra la volontà di Ubisoft di approfondire una cultura tanto profonda quanto poco esplorata in ambito videoludico.

Un’opera che mantiene l’intento culturale e artistico del passato, ma si adatta ai tempi moderni per coinvolgere un pubblico giovane è esattamente ciò a cui un remake dovrebbe aspirare.

Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo – Remake sarà disponibile a partire dal 21 Gennaio 2021 per le console di attuale generazione. La retro-compatibilità totale delle serie XBOX assicurano di poter giocare anche con una Series S e Series X.

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