È attualmente nelle sale italiane il nuovo horror firmato da Sam Raimi, Send Help (qui la nostra recensione), un ritorno a un genere tanto amato dal cineasta – e con la quale è riuscito a dar sfogo alla sua vena creativa – dopo una lunga pausa di 17 anni. Un film particolare dominato dalle presenze di soli due protagonisti, gli attori Rachel McAdams (qui alla sua seconda collaborazione con Raimi) e Dylan O’Brien nelle vesti di una dipendente sottostimata e del nuovo giovane CEO dell’azienda.
Sopravvissuti a un incidente aereo a causa di una tempesta, i due si ritrovano all’improvviso sperduti su un’isola remota. Sarà l’occasione per loro per chiarire le dinamiche di potere o per sradicare un problema persistente?
Attenzione: quanto segue contiene spoiler! Si raccomanda di leggere il contenuto solo DOPO aver visionato il lungometraggio.
Send Help: cosa succede sull'isola?
Il regista Raimi ci conduce all’interno di una piccola parentesi introduttiva prima di catapultarci all’interno dell’azione vera e propria, e lo fa partendo da un ritratto dei due protagonisti: Linda è una donna di mezza età dotata di intelletto e determinazione, una caparbietà che la porta a portare sempre a termine i suoi incarichi che, purtroppo, non vengono riconosciuti a sufficienza a causa del nuovo capo.
Ad accentuare l’intolleranza nei suoi confronti sono la sua trascuratezza fisica e le lunghe chiacchierate imbarazzanti, che la portano a non avere nessun confidente o amico. Sebbene amareggiata della mancata promozione, vede nel viaggio insieme al capo Bradley e ai suoi colleghi uomini un motivo per poter risaltare le sue potenzialità e il suo talento.
Peccato che il suo destino sia più che segnato dal momento che è previsto un suo allontanamento dall’azienda. Dopo essere sopravvissuta all’incidente aereo si ritrova all’improvvisa da sola con Bradley in un’isola deserta, senza che nessuno sappia dove siano finiti (o se sono riusciti a sopravvivere al disastro). Se per il ragazzo la situazione è insostenibile – accentuata anche da un carattere arrogante e prepotente – per Linda la nuova condizione diventa motivo di rinascita, di fiducia verso sé stessa.
Ma diventa anche un pretesto per ribaltare la gerarchia dei poteri: se in azienda la donna doveva sottostare agli ordini dell’uomo, sull’isola (campo neutrale) la donna può avanzare quella sorta di autorità dal momento che pare essere l’unica a poter badare ai due grazie alle sue capacità di sopravvivenza (dato in particolar modo dalla sua passione per il programma Survivor).

Un lato oscuro nascosto
È più che evidente come il carattere della protagonista subisca un brusco cambiamento nel momento in cui approda sull’isola, portando alla luce alcuni suoi aspetti oscuri: l’impacciata e goffa impiegata lascia il posto a una spigliata donna che sa di avere il coltello dalla parte del manico.
Non solo è capace di procurarsi viveri per sé stessa e per il suo compagno ma, addirittura, avanza una sorta di potere nei confronti dell’uomo quando decide di tacergli in merito alla scoperta di una villa situata sull’isola che comprende ogni tipo di confort, tra i quali alcuni inservienti che provvedono a riempire la casa di provviste.
La boria e la spocchia esercitate da Bradley, che continua a impartire ordini a Linda, portano quest’ultima alla decisione di mantenere per sé alcuni ritrovamenti allo scopo di dominare sulla figura di lui, il quale sembra provare un minimo di “timore” solo quando Linda scaglia nei suoi riguardi la sua vena sadica, come il lasciarlo solo senza cibo e acqua per delle ore o quando finge di evirarlo.
Sono solo alcune briciole lasciate dal cineasta che ci portano a ricostruire un background interessante di questa figura femminile, la cui piega prende una svolta diversa quando una sera, da ubriachi, la donna lascia emergere un particolare del suo passato condividendo la sua esperienza di donna sposata con un uomo violento e alcolista, lasciando sottintendere che la morte del coniuge sia dovuta anche per mano sua.
Ci troviamo di fronte a una donna spietata capace di ribaltare le dinamiche di potere disposta a tutto pur di mantenere l’equilibrio da lei voluto.

Un equilibrio spezzato
L’equilibrio, momentaneamente in bilico quando Bradley decide di avvelenare Linda per poter scappare con la zattera da lui costruita (e poi distrutta dalle onde dell’oceano) si spezza definitivamente quando il protagonista nota sulla spiaggia un dettaglio raccapricciante: la mano della sua fidanzata con tanto di anello al dito.
È così che l’uomo viene a sapere il piano architettato dalla donna, ossia rimanere sull’isola per sempre, a costo di uccidere chiunque si ponesse davanti al suo obiettivo. Proprio per questo motivo la protagonista aveva ucciso la fidanzata del suo capo e il capitano della barca, arrivati sull’isola per prestare a loro soccorso, facendogli percorrere un sentiero pericoloso.
Il suo gesto lo si può tradurre come un’incapacità di allontanarsi da quel potere che ora detiene sull’uomo, suo sottoposto e pertanto obbligato a sottostare al suo volere. Un finale che ha la capacità di risvegliare dalla trance lo stesso Bradley, che fino a quel momento non si spiegava come Linda potesse preparare tutti quei manicaretti ben curati o dove avesse trovato un coltello su un’isola spoglia di tutto. Una resa dei conti che arriva sul finale quando, scoperta la casa, Bradley cerca in tutti i modi di sopravvivere alla furia cieca della donna fino a rimanerne sopraffatto.
L’epilogo dolceamaro rispecchia la vera natura di Linda: nonostante un passato di umiliazioni e sconfitte sul posto di lavoro, è riuscita a scavalcare il suo capo uccidendolo direttamente e trasformandosi in lui, in tutto quello che ha sempre odiato.
Send Help vede una nuova Linda diventare una sorta di eroina in quanto unica sopravvissuta (dopo aver accuratamente nascosto i cadaveri da lei disseminati) e ora nuova dirigente dell’azienda per la quale lavora, con vari bestseller scritti di suo pugno, una dimora di lusso e appassionata di golf. Una pellicola che vede un completo ribaltamento della protagonista: non potendo abbattere il potere si è trasformata lei stessa nella persona spregevole che detestava per poter vivere la vita che voleva. Proprio per questo motivo la Linda di Sam Raimi diventa sinonimo di antieroina per la quale si fa il tifo.
