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She-Hulk, Recensione di un assurdo finale

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Abbiamo seguito insieme i novi episodi di She-Hulk, vivendo con voi tutti gli alti ed i bassi che lo show dei Marvel Studios ha vissuto, ma adesso è arrivato il momento di tirare le somme. Il nono episodio della serie tenta il tutto per tutto con una giocata fuori dagli schemi, rifugiando le proprie speranze di ripresa nell'effetto sorpresa. La tecnica utilizzata, nonché l'invasione oltre la quarta parete della protagonista, lascia più di una perplessità riguardo il proprio obiettivo e tutto ciò che ci domandiamo adesso è: She-Hulk ha senso?

La resa dei conti

L'ottavo episodio di She-Hulk si è concluso con la nostra protagonista molto infuriata dopo essere stata hackerata e privata della propria privacy pubblicamente. Quest'ultimo episodio riparte proprio da qui, con la supereroina incarcerata per aver commesso alcune infrazioni durante la propria furia.

Grazie ad un patteggiamento, Jennifer Walters riesce ad uscire dal carcere, dovendo però rinunciare alla propria forma da Hulk, un po' come abbiamo visto negli scorsi episodi con Emil Blonsky rispetto alla sua versione da Abominio. Una volta fuori, la protagonista pensa bene che proprio quest'ultimo sia l'unico che possa realmente capirla e, per questo motivo, si dirige verso la sua villa.

Una volta lì, Jennifer scopre che HulkKing, l'hacker che ha violato la sua privacy, è una vecchia conoscenza, e che il cottage della villa di Abominio è il luogo in cui avvengono le riunioni di Intelligencia, il gruppo di hater di She-Hulk. Da qui, il finale procede verso una svolta inaspettata attraverso la rottura definitiva della quarta parete.

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She-Hulk ha senso?

Il finale del nono episodio di She-Hulk, come vi abbiamo già detto, punta tutto sull'effetto sorpresa tramite l'attraversamento della protagonista oltre la quarta parete. Questa stramba soluzione funziona sotto alcuni punti di vista: sicuramente strappa più di qualche sorriso, ci porta in luoghi sempre "sognati" dai fan e lascia interdetto lo spettatore.

Il problema sta nel fatto che il finale di She-Hulk non è un finale. Puntando tutto sul sorprendere lo spettatore, l'episodio si dimentica completamente di concludere la serie in modo soddisfacente, rinunciando completamente ad una scrittura con un senso logico e lasciando tutto in mano a questo "colpo di genio". Peccato che, così facendo, quest'ultimo diventi un parafulmine per tutti i problemi che la serie ha, dimostrando la pochezza dello show e di come, a dir la verità, non ci fosse nulla da concludere.

Il tutto può essere racchiuso in un esempio più che lampante: il personaggio di Emil Blonsky. Il buon vecchio Abominio è un personaggio che in questa serie viene stravolto rispetto alle origini, ma la cosa non disturba, anzi, funziona e fa sorridere. Arrivati al finale però, i Marvel Studios decidono, senza alcun motivo logico, di cambiare per l'ennesima volta la direzione del personaggio, passando da una simpatica redenzione ad una cattiveria immotivata. Il no sense del cambiamento di questo personaggio è un esempio per dimostrare quante poche reali idee ci fossero alla base di She-Hulk.

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Un'occasione sprecata

Lo scorso episodio di She-Hulk ha dimostrato come i Marvel Studios siano tranquillamente capaci di realizzare prodotti equilibrati e di qualità, inoltre ha alzato le aspettative per quest'ultimo episodio, proprio nella speranza che avessero capito finalmente come andava gestita una serie del genere. Questo ultimo episodio, per quanto non sia terrificante, fa un passo indietro rispetto all'ottava puntata e non può considerarsi soddisfacente, così come la serie nel suo complesso.

La protagonista non si è mai dimostrata capace di reggere una serie che porta il suo nome, ma ha sempre avuto il bisogno di una spalla. Non è una caso che i migliori episodi dello show siano quelli in cui appaiono Daredevil, Wong e Hulk, tanto per fare degli esempi. Questo senza considerare la completa assenza di un villain, con Titania ridotta ad una macchietta e il misterioso HulkKing mai realmente affrontato.

Dall'altro canto, non c'è bisogno di demolire completamente una serie che non aveva alcuna pretesa e che il suo dovere ed il suo compitino lo porta spesso a casa: far sorridere ed intrattenere per una mezz'oretta. In questo senso, l'ultimo episodio, come dicevamo, funziona e rappresenta bene tutti i pregi ed i difetti che la serie ha. Purtroppo però, non basta fare qualche episodio carino per rendere carina una serie intera e, ancora una volta, la Marvel mostra il suo più grande difetto: la costanza.