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The Last of Us Part II, rimandato sine die il lancio

The Last of Us Part II, rimandato sine die il lancio 1

Ragioni logistiche all’origine della decisione

Che il 2020 sia un anno particolare ormai è a tutti evidente, non c’è bisogno di credere nella cabala: basta guardarsi attorno per rendersi conto che tutto sembra essere sospeso in un limbo in attesa di tempi migliori. A questa situazione poco piacevole dovuta alla pandemia da COVID-19 lo stesso mondo videoludico, come ho già avuto modo di sottolineare nei precedenti articoli, non può che adeguarsi suo malgrado nella speranza che l’entusiasmo dei propri fan non venga meno. Non è bastata la cancellazione dell’E3, della GDC, della trasformazione della gamescom solo in digitale, del forte ridimensionamento della catena di negozi GameStop e del probabile (si vocifera) rinvio della vendita delle nuove piattaforme da gioco PlayStation 5 e Xbox Series X, ora si ha notizia che l’uscita di The Last of Us Part II prevista per il 29 maggio sia stata rinviata a data da destinarsi.

Prima è apparsa in modo ufficioso da parte di Jason Schreier di Kotaku il 2 aprile su Twitter in risposta a chi gli chiedeva se fosse a conoscenza di ritardi nel lancio di quei videogiochi previsti da maggio in avanti: «Tutti» – aveva sentenziato – come a sottintendere la sorte comune a cui sarebbero andati incontro, poi in modo ufficiale, affidata ancora una volta ad un tweet in cui Naughty Dog, l’azienda di produzione del titolo, confermava che il gioco era sostanzialmente terminato, ma che per ragioni economiche ne veniva rimandata la vendita.

In sostanza è successo che la software house californiana nell’intento di permettere a tutti di giocare quest’ultimo sequel “nello stesso momento e con la migliore esperienza possibile” sebbene ne fosse finito lo sviluppo, ha deciso di posticipare il suo lancio per mancanza di una adeguata logistica almeno fino a quando non ne sarebbero stati risolti i relativi problemi.

Una condizione questa che pone lo studio in difficoltà nel definire e decidere una strategia nel breve e lungo termine per non buttare al vento un lavoro di qualche anno, c’è comunque una priorità su tutte che è quella della salute dei dipendenti e delle loro famiglie, un principio che Neil Druckmann, Vice presidente di Naughty Dog e direttore creativo di The Last of Us Part II, ha espresso in un’intervista sul PlayStation Blog. Non è da escludere, è una tra le opzioni su cui Sony Computer Entertainment e Naughty Dog stanno ragionando, l’eventualità di un lancio almeno digitale del gioco per la data già fissata rispettando così l’impegno assunto con il pubblico.

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