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The Patient, Recensione – Lo specchio dell’anima

The Patient, la nuova serie FX disponibile su Disney Plus, mette Steve Carell e Domhnall Gleeson davanti al proprio io.

The patient, recensione – lo specchio dell’anima
The Patient, Recensione – Lo specchio dell’anima
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Indice dei contenuti

  • Come si guarisce un assassino?
  • The Patient e l'incatenata psiche umana
  • Il casting più azzeccato

Continua la prolifica collaborazione tra Disney Plus e FX, che dopo serie di qualità come In nome del cielo e The Bear, tornano con The Patient, un thriller psicologico con protagonisti Steve Carell e Domhnall Gleeson che conta all’attivo una prima stagione da 10 episodi.

La serie, creata e scritta da Joel Fields e Joe Weisberg, ha attirato la nostra attenzione sia per la suddetta qualità portata da FX sul canale streaming Disney, ma anche per una combo di attori davvero stuzzicante. Saranno riuscite le due realtà a portare, ancora una volta, un contenuto di qualità?

Come si guarisce un assassino?

Alan Strauss è uno psicologo di successo, conosciuto sia per le sue efficaci sedute che per svariati libri. Ultimamente, però, il dottore sta passando un brutto periodo, dovuto principalmente alla morte della moglie e ad un complicato rapporto con il figlio, che ha deciso di intraprendere una strada diversa dalla sua.

Uno di questi giorni si iscrive alla sua terapia un nuovo paziente, Sam Fortner, che inizialmente fa fatica ad aprirsi. Per risolvere questo intoppo, decide di rapire il dottore e incatenarlo nel proprio seminterrato finché non sarà guarito e affinché si possa davvero aprire, dicendo tutta la verità. Presto scopriremo però che il vero problema di Sam è uccidere per compulsione.

The patient

The Patient e l’incatenata psiche umana

Se a primo acchito The Patient può sembrare una serie senza particolari annotazioni da fare, vi garantiamo che non è così, tutt’altro. Il particolare formato per un thriller psicologico probabilmente aiuta la serie nei suoi intenti: stranamente, per il suo genere, The Patient è formata da 10 episodi di all’incirca 30 minuti in media. Una scelta spesso riservata a serie comedy, che invece qui viene sperimentata per far deglutire meglio allo spettatore la pillola delle poche ambientazioni e dei pochi attori presenti in scena.

Nonostante la sua durata limitata, gli spunti di riflessioni dati da The Patient sono tanti. Il primo, e anche più evidente, è il rapporto padre-figlio, uno dei rapporti più complessi in assoluto, imperfetto e costruito su meccanismi spesso errati. Il grado di questi errori però è differente ed è molto più “semplice” riconoscere un errore quando è evidente, come gli abusi fatti su Sam, piuttosto che riconoscere quei micro-errori che ogni padre commette, anche uomini retti come Alan. È chiaro che tra due sbagli di questo tipo c’è di mezzo il mare, ma occhio a sottovalutare e a rimanere in superficie perché entrambe le tipologie hanno la stessa possibilità di compromettere il rapporto con un figlio.

Altro elemento di analisi di The Patient è la ferrata capacità della psiche umane di creare lunghe catene di causa-effetto. Nel caso di Sam, la causa del suo comportamento omicida è individuabile (almeno parzialmente) negli abusi del padre, mentre nel caso di Alan il suo atteggiamento nei confronti del figlio è la causa di un allontanamento tra i due. Oltre questi due avvenimenti, il finale della serie, di cui non vogliamo dirvi nulla, è emblematico di come la catena di reazioni ed azioni (e viceversa) sia molto più ampia di quanto pensiamo.

Il ritmo, grazie alla suddivisione delle puntate sopra citata, rimane serrato, costante e non lascia spazio per episodi filler. Nonostante questo, c’è da dire che la seconda parte di stagione è decisamente più incalzante rispetto alla prima, che rimane un pò troppo anonima.

The patient

Il casting più azzeccato

Una delle cose che ci ha convinto di più a vedere The Patient sono i due protagonisti, interpretati da Steve Carell e Domhnall Gleeson, in quanto curiosi del feeling che ci potesse essere nella coppia. Ebbene, i due funzionano benissimo e soprattutto dimostrano ancora una volta la grandezza del proprio talento, riuscendo a dominare una scena composta quasi esclusivamente da loro.

Gli episodi sono quasi tutti diretti da Chris Long, che è bravo ad evidenziare e gestire la bravura dei due attori, ma che non riesce a dare una propria impronta stilistica alla serie, che rimane abbastanza anonima dal punto di vista visivo e senza particolari spunti.

The Patient, Recensione – Lo specchio dell’anima
7.5
Discreto

The Patient, Recensione – Lo specchio dell’anima

Guardato su/al
Disney Plus

Conclusione

The Patient è un'altra piccola perla di FX, che questa volta si cimenta con una serie da binge watching che va alla ricerca del sé. Il ritmo è decisamente più incalzante nella seconda parte di stagione e la regia rimane spesso anonima, ma due grandi talenti come Steve Carell e Domhnall Gleeson mantengono dominano la scena. Uno davanti l'altro, come uno specchio in cui riflettersi: lo specchio dell'anima.

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