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Glass Onion – Knives Out, Recensione – Disgregare il sistema

Daniel Craig torna a vestire i panni del detective Blanc in Glass Onion – Knives Out, il sequel di Cena con delitto disponibile su Netflix.

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Glass Onion – Knives Out, Recensione – Disgregare il sistema
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Indice dei contenuti

  • Glass Onion: un mistero stratificato
  • Glass Onion: cambio di scenario
  • Glass Onion: il sottile confine tra cinema e realtà
  • Glass Onion: più di un semplice giallo

É finalmente disponibile su Netflix l’attesissimo sequel di Cena con delitto: Glass Onion – Knives Out. La pellicola con protagonista Daniel Craig nei panni del detective Benoit Blanc è la naturale espansione della saga ideata da Rian Johnson.

Sono passati solo 3 anni da Cena con delitto, eppure tanto è successo in questo lasso di tempo. In primo luogo, il franchise di Knives Out è stato acquistato da Netflix per ben 400 milioni di dollari, riconoscendo nel primo film il capostipite di una nuova saga cinematografica.

Ecco dunque la recensione senza spoiler del secondo mistero che Benoit Blanc è chiamato a risolvere.

Glass Onion: un mistero stratificato

Glass Onion è incentrato sul più banale dei pretesti: il miliardario Miles Bron (Edward Norton) invita i suoi più cari amici, o per meglio dire i disgregatori, nella sua isola privata per trascorrere qualche giorno insieme.

Il suo invito non è tuttavia un semplice biglietto o un SMS, bensì un intricato enigma che oltre a Claire Debella (Kathryn Hahn), Lionel Toussaint (Leslie Odom Jr.), Birdie Jay (Kate Hudson), Duke Cody (Dave Bautista) e l’ex socia d’affari di Bron, Andy Brand (Janelle Monáe), giunge per qualche strano motivo anche al detective Blanc. Il personaggio di Craig si ritrova così circondato dai personaggi dell’alta società nella cena con delitto organizzata da Miles.

Quello che doveva essere un fantomatico omicidio si trasforma però in una vera scena del crimine. Anche quando le cose sembrano semplici, proprio come in questo caso, si aggiungo infatti strati di difficoltà, uno dopo l’altro fino a rendere il tutto un complesso mistero. Spesso però la soluzione è in piena vista, attende solo di essere scoperta dal grande Benoit Blanc.

Glass Onion: cambio di scenario

Glass Onion – Knives Out riprende dal predecessore tutto ciò che aveva funzionato, dal cast stellare a diversi elementi della trama; apportando però novità necessarie per aggiungere profondità al racconto e sfruttare al tempo stesso il grande budget a disposizione, per offrire un’esperienza visivamente più spettacolare.

Dalla villa nel Massachusetts della famiglia Thrombey ad un’isola privata in Grecia. Due atmosfere totalmente diverse ma ognuna significativa per la storia che deve raccontare, con il meraviglioso mare del paesaggio greco che toglie indubbiamente un minimo di intimità alla pellicola. Un cambiamento coraggioso, ma di cui Glass Onion viene ripagato.

Stesso dicasi per la scelta di sacrificare in parte la linearità del racconto, interrompendola con sequenze flashback funzionali alla risoluzione finale. Viene in tal modo leggermente sacrificata la fluidità e la semplicità della trama, ma nonostante ciò questa si rivela una mossa vincente per espandere la vicenda al di fuori delle mura della lussuosa villa di Bron, grazie all’aggiunta di elementi interessanti quanto inattesi.

Oltre all’eccellente fotografia ed alla colonna sonora, Glass Onion trova nuovamente nella scrittura il suo grande punto di forza, dopo la candidatura per la miglior sceneggiatura originale agli Oscar 2020. Tutti gli ingredienti sono ben dosati, a partire dalla comicità, che fa un passo in avanti rispetto al primo film: mai fuori luogo ed in grado di rendere più scorrevole la pellicola, senza che le oltre due ore di durata possano mai sembrare eccessive.

Glass Onion: il sottile confine tra cinema e realtà

Già è stato detto di come le cose siano cambiate notevolmente per Rian Johnson dal 2019, ma tanti sono stati i cambiamenti che hanno riguardato anche il mondo e la società attuale, dai quali Glass Onion non si distacca mai veramente, offrendone anzi una convincente rappresentazione.

Sin dal primo istante, lo spettatore viene proiettato nelle ambientazioni casalinghe del lockdown, tra videoconferenze, mascherine e città deserte. Si tratta di dettagli che molti troveranno superflui, ma che oltre a rendere Glass Onion uno dei primissimi blockbuster internazionali ad essere ambientati in piena pandemia, rafforzano ulteriormente il legame tra finzione e realtà.

Glass Onion è, infatti, una satira della società contemporanea, una cena con delitto alla quale sono invitati tutti i “tipi umani”: dallo stravagante genio miliardario all’influencer maschilista, passando per politici, scienziati e modelle.

Una rappresentazione mai superficiale dei disgregatori, ovvero dei “visionari”, coloro i quali vanno oltre quello che ognuno farebbe. Come sottolineato dal personaggio di Norton, “nessuno vuole che lei spacchi il sistema, questa è l’essenza della disgregazione”.

I protagonisti sono dunque coloro i quali sono “arrivati al margine”, superandolo. E proprio come i suoi personaggi, anche Rian Johnson è riuscito ad arrivare al margine, superando quello fissato dal primo film.

Glass Onion: più di un semplice giallo

Tutti gli elementi che legano Glass Onion al mondo contemporaneo, e che servono a dare maggiore profondità ai protagonisti, sono semplicemente delle aggiunte alla struttura classica dei film gialli. Perché nel corso della lunga analisi, abbiamo forse dimenticato di dire che, dopotutto, stiamo parlando di uno dei migliori film degli ultimi anni nel suo genere, se non il migliore.

Oltreoceano ha già riscosso un successo di critica e pubblico addirittura superiore a quello del primo film, tanto da ottenere la candidatura per il miglior film ai Golden Globe (e andrà tenuto d’occhio anche in vista degli Oscar), mentre Daniel Craig ha ricevuto la nomination come miglior attore.

L’ormai ex 007 non ha tuttavia portato in scena l’unica grande interpretazione della pellicola, che risulta anzi ancor più corale di Knives Out. Trovare una prova attoriale poco convincente è pressoché impossibile, per tanto è bene limitarsi a citare la più stupefacente: Janelle Monáe. L’attrice di Moonlight è qui alle prese con un personaggio tanto complesso quanto affascinante, di certo destinato ad essere tra i più apprezzati dagli spettatori, soprattutto per merito della performance della Monáe.

Non resta che godersi le splendide interpretazioni ed il fitto mistero ideato da Johnson, ricco di colpi di scena che vi lasceranno senza parole.

Glass Onion – Knives Out, Recensione – Disgregare il sistema
8.5
Buono

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Guardato su/al
Netflix

Conclusione

Rian Johnson riesce a fare meglio del primo film, riprendendone tutto ciò che aveva funzionato, ma rinnovandolo. Il risultato non può che essere convincente, grazie ad un cast perfetto ed alla robustezza di una sceneggiatura che aggiunge grande profondità ai personaggi ed alla struttura classica del genere giallo.

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