La Mummia di Lee Cronin è un film che ha diviso il pubblico: mentre noi abbiamo ampiamente apprezzato il film, molti lo hanno detestato e pare che non ci sia una via di mezzo. Al di là delle varie opinioni, ecco il significato del finale del film. Attenzione: potrebbero seguire SPOILER.
La Mummia di Lee Cronin, di cosa parla?
Come sappiamo dalla sinossi e dal trailer, la giovane Katie scompare nel deserto e non c’è più speranza di trovarla. Dopo ben otto anni, improvvisamente viene trovato un sarcofago con dentro Katie ormai cresciuta, cosa che sconvolge la famiglia.
Aggiungiamo, inoltre, il fatto che l’aspetto orribile della bambina e i suoi strani comportamenti non rendono la cosa facile alla famiglia, che poi decide di tornare in America.
Vediamo che la famiglia cerca in tutti i modi di aiutare Katie, fino quasi al ridicolo: i genitori, soprattutto, sono accecati di fronte all’evidenza, cosa che il regista sottolinea in modo marcato proprio per farci capire quanto siano consumati dal ritorno della bambina.
Si vede benissimo che non è normale, che è spaventosa, che non è lei, ma i genitori si nascondono dietro alle parole del medico egizio, che aveva detto loro che la bambina è traumatizzata e ha problemi sia fisici che mentali.

La Maga e il ribaltamento della possessione
La condizione di Katie Cannon non è quella di una semplice possessione, anzi potremmo dire il contrario: finalmente scopriamo cosa è successo alla bambina, poiché entra in gioco il personaggio della Maga (Hayat Kamille), una donna che ha lo scopo di imprigionare costantemente un demone egizio.
Questo, chiamato "Il distruttore di famiglie", il Nasmaranian, veniva contenuto attraverso un rituale che lo intrappolava all’interno di un ospite umano, mummificato in bende incantate e sigillato in un sarcofago. Quella prigione richiedeva una manutenzione costante (ecco perché la bambina vive) e, quando il corpo cominciava a cedere, era necessario trovare un nuovo ospite: Katie.
Utilizzando la magia e grotteschi rituali, prepara Katie come prossimo contenitore (lo aveva fatto con molti altri bambini prima di lei): in una scena inquietante, il demone viene trasferito nel corpo della bambina, trasformandola di fatto in una prigione vivente.
Il rituale trasforma la pelle stessa della vittima in un sigillo magico ed è per questo motivo che vediamo Katie, o meglio, il Nasmaranian, spellarsi, visto che tenta di spezzare il vincolo magico che lo tiene imprigionato. Questo ribalta completamente la dinamica classica dell’horror: il corpo non è posseduto perché è il demone a volerlo, come nei maggiori film sulle possessioni, ma è costruito per trattenere il male (a scapito di una bambina).

Il climax
Nel momento culmine del gore e della disperazione, Charlie Cannon decide di prendere su di sé il Nasmaranian per salvare la figlia, un gesto classico che richiama la struttura del sacrificio, alla L’Esorcista, per poi cambiare subito direzione: il male non viene eliminato, ma solo spostato, visto che Charlie diventa il nuovo contenitore, ma senza le protezioni adeguate: niente sarcofago, niente rituali completi, niente sistema consolidato.
Ciò rende la soluzione temporanea e forse persino inutile.
Il finale e la soluzione temporanea
La Mummia di Lee Cronin, alla fine, è un film sulla famiglia. Il Nasmaranian, chiamato “Distruttore di Famiglie”, non è solo un’entità narrativa, ma una metafora esplicita: il trauma della scomparsa di Katie ha già distrutto l’equilibrio dei Cannon. Il senso di colpa dei genitori, il risentimento e la paura hanno trasformato le relazioni familiari da tempo, quindi, quando Katie ritorna, il male non crea la spaccatura ma la rende più profonda.
I genitori non riescono a lasciare andare la loro figlia e, alla fine, il film non chiude il racconto, ma lo sospende, perché il demone Nasmaranian esiste ancora, il sistema di contenimento è compromesso e le scelte dei personaggi non distruggono il male.
Un seguito de La Mummia di Lee Cronin?
La Mummia di Lee Cronin potrebbe avere un sequel per un semplice motivo: la storia non finisce con Charlie incatenato nella cantina, circondato di amuleti (un tentativo effimero di bloccare il demone), ma vediamo la moglie Larissa e la detective Zaki (che aveva aiutato la famiglia) affrontare la Maga (che erano riuscite a catturare precedentemente) con lo scopo di liberare l’uomo e trasferire il Nasmaranian in lei.
Una perfetta vendetta: la donna che ha sacrificato una bambina innocente subirà ora la stessa sorte. Ma il film ci lascia con un’implicazione: la Maga è magica, potente... e se potesse controllare il demone? Questo finale apre a un sequel, anche se ufficialmente non è ancora stato confermato nulla.
