Aspettando Valhalla: Recensione di Assassin’s Creed Odyssey a 2 Anni dal Lancio

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Assassin’s Creed Odyssey, l’ultimo capitolo giocabile della famosa saga di Assassini, è stato probabilmente uno dei titoli più discussi dell’annata 2018. Rispetto ai suoi predecessori, ha saputo creare un dibattito molto sentito, soprattutto dagli amanti del genere. C’è chi ha preso le sue difese e lo ha descritto come uno dei migliori Assassin’s Creed di sempre, e chi lo ha demonizzato e non riconosciuto come effettivo componente della saga. Ma analizziamolo meglio.

I Misthios dell’Antica Grecia

L’incipit della storia di Assassin’s Creed Odyssey è pressoché simile a tutti gli altri capitoli. Il protagonista (spesso dipinto come un antieroe) si ritrova in mezzo a faccende che poi si evolvono senza il suo controllo e, man mano che si va avanti, prende coscienza della realtà a cui veramente appartiene.

Questa volta si ha la possibilità di scegliere il sesso del personaggio, avvicinando, come mai prima di allora, il genere del gioco a un vero e proprio RPG. Kassandra e Alexios sono due facce della stessa medaglia, fratelli gemelli legati da un destino già scritto. È la seconda volta che, spin-off esclusi, si può controllare un personaggio femminile, la prima fu Evie Frye: coprotagonista con il fratello Jacob in Assassin’s Creed: Syndicate.

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I protagonisti dei vari Assassin’s Creed usciti dopo Revelation, hanno sempre sofferto lo spettro del personaggio di Ezio Auditore. Il più famoso discendente di Altair ha infatti lasciato un’impronta indelebile nei cuori dei giocatori. Il suo carisma e le sue avventure, che lo hanno portato a diventare l’assassino più potente del suo tempo, lo hanno inesorabilmente legato a tutti quegli appassionati che giocarono la sua trilogia.

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Sebbene Alexios, come tutti gli altri prima di lui, in qualche modo soffra il fardello di Ezio sulle sue spalle, possiamo dire che ciò non avviene allo stesso modo con la sua controparte femminile: Kassandra.

Inoltre, Ubisoft ha confermato che il personaggio della Misthios è quello canonico, quindi la possibilità di poter scegliere Alexios come personaggio principale sembra essere stata creata soltanto per dare un’illusione sull’importanza della scelta effettiva. Ciò non toglie che quest’ultimo sia uno dei più convincenti di tutto l’universo di Assassin’s Creed.

La Nostra Odissea

Assassin’s Creed Odyssey è il secondo capitolo che narra le avventure di Layla Hassan nel nostro tempo. Layla infatti, ritrovando la punta della lancia di Leonida appartenuta alla famiglia di Kassandra e Alexios, riesce a creare un legame e rivivere così i loro ricordi.

Al tempo dell’Antica Grecia, più o meno nel 431 a.C., centinaia di anni prima di Origins, l’ordine degli assassini non esisteva ancora. Infatti, questo è l’unico capitolo in cui non si usa la lama celata. Ma il fatto che non ci siano assassini e templari di nome non vuol dire che non ci siano di fatto. La Setta di Cosmos ricopre appunto il ruolo di precursore della Setta dei Templari, mentre il protagonista, opponendosi a essa, svolge il ruolo della setta degli Assassini.

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Il viaggio dell’Ombra dell’Aquila (così sarà soprannominato il personaggio) inizierà in un’isola vicino a Itaca, la patria del Viaggiatore per eccellenza, per andare alla ricerca delle sue origini e, man mano che si procederà, quest’ultimo prenderà sempre più consapevolezza di ciò che è e del ruolo che deve ricoprire nel mondo.

La trama è abbastanza lineare, non ci sono particolari colpi di scena inaspettati, ma è raccontata bene e fila tutto liscio, senza apparenti buchi di trama o soluzioni narrative poco convincenti. Inoltre la lore di Assassin’s Creed Odyssey è ben condita con miti greci appassionanti e Boss Fight leggendarie, capaci di mettere in difficoltà i giocatori, senza annoiarli o innervosirli.

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L’antica Grecia è raccontata molto bene: il tutto è condito da personaggi storici di un certo spessore, i quali partecipano alla storia e alle vicende del protagonista. Si parla di nomi del calibro di Erodoto, Pericle, Socrate, Ippocrate e molti altri. In più, al nostro fianco, è sempre presente nelle nostre avventure Barnaba con gli ufficiali della Adrestia, che potremo reclutare nelle missioni della nostra Odissea.

Il meccanismo delle scelte, che pian piano va a modellare una parte del carattere di Alexios/Kassandra, dà la possibilità al giocatore di cambiare il finale (seppur in piccola parte) e di intraprendere oppure no diversi tipi di relazioni con gli NPC che incontreremo durante la storia. Non è sicuramente un aspetto chiave del titolo, ma è gestita bene e può veramente dare l’impressione di star prendendo parte a un viaggio unico e personale.

Il Gameplay di Odyssey

Sebbene il gameplay di Odyssey sia davvero molto simile a quello di Origins, c’è da sottolineare come il team di Ubisoft abbia cercato di migliorare e perfezionare le meccaniche già assaggiate nei panni di Bayek di Siwa. Come già detto in precedenza non è presente la lama celata, che però è sostituita dalla lancia di Leonida, la punta dell’arma del celebre generale Spartano, avo dei protagonisti.

Lo stile dei combattimenti riprende le meccaniche di Origins, lasciandosi definitivamente alle spalle il vecchio sistema, divenuto ormai fin troppo arcaico, che permetteva di far fuori anche un esercito semplicemente premendo un tasto soldato dopo soldato. Qui il nostro personaggio deve fare i conti con arcieri e uomini ampiamente corazzati, che attaccano più di uno alla volta.

C’è da dire che, lo stealth, che ha caratterizzato la saga di Assassin’s Creed e ha contribuito a renderla così famosa, si potrebbe migliorare, soprattutto per certi aspetti. Il level design degli avamposti, nel tempo, è decisamente migliorato, offrendoci sempre più alternative su come comportarci e che strategia adottare.

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Ma, purtroppo, in Odyssey, così come in Origins, il sistema RPG a livelli, adottato dagli sviluppatori, soffre un po’. Se si prova ad assassinare un soldato di un livello molto più alto del nostro, questo non morirà, anche se un attimo prima è stato trafitto dalla testa ai piedi dalla lancia di Leonida. Questa sicuramente è una pecca che va ad influire negativamente su quello che potrebbe essere un gameplay molto più godibile, se non si prediligesse il meccanismo a livelli rispetto alla dinamica realistica.

In Viaggio con L’Adrestia

Come per Black Flag, in Odyssey si ha la possibilità di migliorare e personalizzare la nave con la quale si solca il mediterraneo. L’Adrestia è una parte fondamentale della storia e del gameplay, senza di essa non si potrebbe viaggiare tra le isole. Inoltre il personaggio di Barnaba, il comandante in seconda, è sviluppato molto bene per essere un personaggio secondario e non risulta mai noioso e ripetitivo, tirando fuori, di tanto in tanto, storielle interessanti sul suo passato che aiutano a trascorrere più piacevolmente i viaggi in mare.

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È inoltre indispensabile migliorare l’Adrestia man mano che si procede con la storia. Proprio come i soldati avversari, le navi nemiche tendono ad aumentare di livello con noi, quindi dovremo preoccuparci di far crescere l’equipaggiamento della nostra nave, di assumere ufficiali sempre più efficienti e che meglio si adattano al vostro stile di combattimento.

Conclusione

In conclusione, si può dire che, nonostante qualche piccolo bug e il gameplay per certi versi penalizzato dal meccanismo a livelli RPG, Assassin’s Creed Odyssey è uno dei giochi meglio riusciti della famosa saga targata Ubisoft. Il migliorato sistema di combattimento e la storia appassionante, non solo per il filone principale ma anche per la lore e le missioni secondarie, tengono attaccati allo schermo per oltre 40 ore, senza mai stancarvi.

Sicuramente, se avete amato Assassin’s Creed IV: Black Flag, amerete anche Odyssey, dove la meccanica dei viaggi in mare è ampiamente ripreso. Inoltre la realizzazione tecnica di questo titolo è davvero gradevole, al netto di qualche imperfezione di fattura old-gen.

Assassin's Creed Odyssey

Le musiche contribuiscono perfettamente a immergere il giocatore nell’Antica Grecia, con una colonna sonora ottima e dei brani legati all’atmosfera dell’ambientazione (per esempio i canti dell’equipaggio mentre si solcano i mari con l’Adrestia). Si percepisce molto quanto Ubisoft, ancora una volta, abbia voluto investire tempo e ricerche nel ricreare un’ambientazione il più fedele possibile.

Vi ricordiamo che Assassin’s Creed: Odyssey è uscito a Ottobre 2018 ed è disponibile per PS4, Xbox One, Pc, Nintendo Switch e Google Stadia. Il prossimo capitolo, Assassin’s Creed: Valhalla, in uscita il 10 Novembre 2020, è disponibile per il pre-order in 4 edizioni differenti. In aggiunta, non perdetevi il nostro articolo sui 5 capitoli della saga da recuperare in attesa della prossima uscita.

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In Conclusione
Assassin's Creed Odyssey contribuisce alla rivoluzione che il titolo sta avendo negli ultimi anni. Rispetto a Origin presenta meccaniche di gameplay migliorate e missioni secondarie più curate sotto molti aspetti. Se siete amanti degli RPG e del periodo storico non potete perdervi questo titolo.
Punteggio dei lettori0 Votes
0
Pro
Lore curata e affascinante
Periodo storico molto ben descritto
Quest secondarie interessanti
Gameplay migliorato rispetto al precedente capitolo
Contro
Stealth penalizzato dal meccanismo a livelli
Qualche bug qua e lá
Apparentemente non molto legato agli altri Assassin's Creed
8.7
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