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Remothered: Broken Porcelain – la Recensione

Remothered: Broken Porcelain, Survival Horror disponibile per PlayStation 4, Nintendo Switch, Xbox One e PC,…

Remothered: Broken Porcelain – La Recensione
Remothered: Broken Porcelain – la Recensione

Remothered: Broken Porcelain, Survival Horror disponibile per PlayStation 4, Nintendo Switch, Xbox One e PC, è il secondo capitolo della saga cominciata con Remothered: Tormented Fathers.

Il gioco è sviluppato da Stormind Games e pubblicato da Modus Games, ma nasce dalla mente di Chris Darril: creatore del primo capitolo e vincitore di molteplici premi e candidature grazie al primo capitolo, fra cui miglior gioco italiano.

Questo secondo Remothered era previsto per il 25 Agosto, e fu annunciato durante gli Italian Video Games Awards proprio da Darril, ma la pandemia globale ha causato danni (di tutti i tipi) allo sviluppo, posticipandone l’uscita fino al 13 Ottobre.

Prequel o Sequel? (spoiler)

Storia Remothered Broken Porcelain
Remothered: Broken Porcelain - La Recensione 25 - Hynerd.it

Remothered: Broken Porcelain funge contemporaneamente sia da prequel sia da sequel di Tormented Fathers, grazie a un intreccio narrativo ben architettato. Se non avete giocato il primo, all’inizio di Broken Porcelain è presente un riassunto di tutti gli eventi precedenti al secondo capitolo.

Inizio spoiler

Ambientato (in parte) nel 1973, il gioco segue le vicende di due adolescenti, Jennifer e Linn, che si incontrano in un hotel chiamato “Ashmann Inn“, nel quale entrambe lavorano come cameriere. Le ragazze ben presto scopriranno un segreto che coinvolge l’albergo e i suoi abitanti, luogo dal quale faranno di tutto per fuggire. La seconda parte della narrazione vede il ritorno di Rosemary Reed (protagonista di Tormented Fathers), ancora alla ricerca della ragazza scomparsa.

Fine spoiler

Il più grande punto di forza della produzione italiana è proprio la trama. La storia delle ragazze, dell’hotel e i suoi segreti s’incastrano alla perfezione con gli eventi del titolo precedente. La narrazione, alternata fra passato e presente, mostra sempre più elementi e fa compiere piccoli passi fino a raggiungere il finale, passando per diversi colpi di scena, alcuni migliori di altri.

Non si vedono spesso storie del genere nel panorama videoludico. Un racconto drammatico, malato e originale. Un applauso a Chris Darril e Davide Spampinato, scrittori della trama.

Unica nota negativa che riguarda la narrazione è il fatto che potrebbe risultare confusionaria. Viene detto molto ma mostrato poco, rendendo i vari sviluppi della storia difficili da seguire. Qualche cut-scene in più, con lo scopo di semplificare il tutto, non avrebbe guastato.

Alla fine del gioco è presente una scelta che può cambiare il finale. Non è necessario rigiocare da capo l’avventura per vedere quello alternativo, basta ricaricare dall’ultimo salvataggio.

Horror Hotel

Hotel Remothered Broken Porcelain
Remothered: Broken Porcelain - La Recensione 26 - Hynerd.it

Remothered: Broken Porcelain prende spunto da altri giochi horror di stampo giapponese, che negli anni hanno plasmato il genere. Fra le muse ispiratrici ci sono “Clock Tower e “Haunting Grounds“, con atmosfere e gameplay molto simili.

L’atmosfera del gioco italiano, infatti, è ben realizzata, grazie ad ambienti curati nei minimi dettagli e a un discreto comparto tecnico. L’hotel, che fa da scenario all’avventura, è ricco di dettagli e riferimenti al cinema horror, che sicuramente verranno notati dagli appassionati del genere. Le (poche) musiche, composte da Luca Balboni, sono ottime e incalzanti con i momenti di gioco.

Remothered ha come motore grafico l’Unreal Engine, che dà una buona resa per quanto riguarda i particolari e i modelli poligonali. Non si può dire lo stesso, però, per i volti dei personaggi, realizzati con una cura minore e dalla poca espressività, soprattutto quando si tratta di ruoli secondari.

Come porcellana in frantumi

Storia Remothered Broken Porcelain
Remothered: Broken Porcelain - La Recensione 27 - Hynerd.it

Il gameplay di Remothered: Broken Porcelain è il suo più grande punto debole. È un survival horror con enigmi da risolvere e nemici da cui fuggire. E questi ultimi sono fra i maggiori problemi che affligono il gioco.

I nemici, soprannominati ”stalker” dal gioco stesso, ci perseguiteranno durante quasi tutta l’avventura e ciò, in teoria, non dovrebbe darci pace. Solo in teoria però, perché gli inseguitori sono troppo lenti e farci prendere risulta quasi impossibile. L’intelligenza artificiale è quasi inesistente e, in certe occasioni, gli antagonisti si incastrano davanti a un normalissimo oggetto che li separa da noi, mentre in altre, non vedono il giocatore neanche se in bella vista.

Gli stalker distruggono la natura horror del gioco. Non fanno per niente paura, non sono una minaccia per le protagoniste e per evitarli basta correre finché essi non decidono di farsi i fatti propri e abbandonare l’inseguimento. Questo influenza anche le fasi ad enigmi, dove non è necessario essere furtivi, ma basta andare in giro e trovare gli oggetti utili per proseguire, semplicemente scattando ai lati degli avversari.

Le animazioni rappresentano un altro neo del videogioco. Troppo lunghe, brutte da vedere e davvero pesanti. Ogni azione risulta un peso e ogni oggetto con cui si interagisce, che sia un cassetto o una porta, trascina con sé una di questi lunghissimi momenti. A causa di ciò l’esplorazione degli ambienti è lenta e fin troppo noiosa.

Nel gioco è presente un sistema di crafting, che fa utilizzare gli oggetti trovati, per crearne altri con cui difendersi. Ma questo è completamente inutile, poiché nel gioco questi ultimi non mancano, e in rare occasioni ci ritroveremo a usarli contro gli stalker.

Una particolare meccanica del titolo è il “Moth Eye“. Questa ”visione” ci permette di trovare oggetti nascosti, individuare nemici e superare enigmi, se caricata al massimo. L’idea è buona, la realizzazione un po’ meno. Muoverci all’interno di questa vista in prima persona è incredibilmente scomodo e impreciso, risultando a tratti frustrante.

C’è anche un sistema di potenziamento che sfrutta l’utilizzo delle Chiavi Falena, che troveremo nascoste in giro. Questo è però presente appena due volte, e non modifica per niente l’esperienza di gioco.

Una svelta ripresa

Gameplay Remothered Broken Porcelain
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Alla sua pubblicazione il 13 Ottobre, Remothered era afflitto da problemi. Bug, glitch e crash minavano l’avventura, rendendolo un gioco praticamente ingiocabile. Al momento della recensione, in seguito a una serie di patch pubblicate in fretta, molti sono stati risolti.

Certo, i bug non mancano, ma non sono fastidiosi e al massimo possono risultare divertenti. Tuttavia, è capitato che, in più di un’occasione, i personaggi si fermassero completamente, costringendo il riavvio.
Si spera in altre patch per risolverli, in quanto intaccano ancora l’esperienza, e a giudicare dall’impegno degli sviluppatori, sicuramente arriveranno.

La maggior parte di questi problemi tecnici sono, probabilmente, dovuti allo sviluppo travagliato che il gioco ha subito, a causa della pandemia globale. Un vero peccato.

Una rapida morte

Protagonista Remothered Broken Porcelain
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La mole contenutistica di Remothered: Broken Porcelain lascia a desiderare.

Per completare l’avventura saranno necessarie appena 4 ore. Tuttavia, nel gioco ci sono dei collezionabili: Cartoni di latte, con sopra i volti di donne scomparse, e Palle di vetro sono nascosti nell’hotel. Trovarli non aggiunge molto alla durata complessiva del prodotto, ma permette un’approfondita esplorazione dell’albergo, mostrandone tutti i dettagli.

Remothered: Broken Porcelain è al momento un titolo difficile da consigliare, afflitto da molti problemi di struttura e venduto a un prezzo decisamente troppo alto. La storia raccontata merita indubbiamente attenzione e potrebbe persino stupire. Il suggerimento è di aspettare.

Remothered: Broken Porcelain – la Recensione
5

Conclusione

Remothered: Broken Porcelain offre molto dal punto di vista narrativo e poco da quello ludico. Il videogioco di Chris Darril presenta molte idee buone ma che non funzionano a conti fatti. La poca offerta ludica, la scarsa longevità e il prezzo a cui è venduto lo rendono difficilmente apprezzabile. Probabilmente senza lo sviluppo travagliato che il gioco ha subito, questa sarebbe una recensione senza dubbio positiva.

Pro

Trama ben scritta
Ambientazione molto curata
Idee originali...

Contro

...ma realizzate male
Il gameplay
Veramente breve
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