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È l’ultima battuta?, Recensione: il grande film di Bradley Cooper

Bradley Cooper firma regia e sceneggiatura di È l’ultima battuta?, un film intimo e autentico sull’importanza di essere “infelici”.

Recensione di 

Poster di È l’ultima battuta?

È l’ultima battuta?

Anno d'uscita: 2025
9/10
La recensione in breve:

È l'ultima battuta? è un film sorprendente nella sua autenticità, nella delicatezza con cui tocca corde così complicate come quelle di un divorzio, senza mai risultare banale o sentimentale. È vero, credibile, tenero, ottimista. Il ritratto di un'infelicità bella, possibile. Un esempio meraviglioso di vita insieme. Bravo Bradley, bravo.

Data di uscita19 dicembre 2025
Durata121 min
RegiaBradley Cooper
Cast Principale
Will ArnettAlex Novak
Laura DernTess Novak
Andra DayChristine
Bradley CooperBalls
GenereCommedia, Dramma
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Già candidato all'Oscar per A Star Is Born (2018) e Maestro (2023), Bradley Cooper torna alla regia per il suo terzo lungometraggio, È l’ultima battuta?, in sala dal 2 aprile 2026.

Presentato in anteprima al BIF&ST di Bari, il film è liberamente ispirato alla storia coniugale di John Bishop, stand-up comedian inglese.

Bradley Cooper, insieme a Will Arnett e Mark Chappell, firma una sceneggiatura semplice e ricca allo stesso tempo, raccontando l’intimità e le difficoltà di un matrimonio nel modo più autentico possibile. Una dramedy sincera sull’amore e la riscoperta di sé stessi.

Alex e Tess Novak stanno divorziando. Dopo più di vent'anni insieme, due figli e due cani, realizzano un giorno che è arrivato il momento di separarsi.

Lo fanno con grande rispetto reciproco, cercando in tutti i modi di restare uniti e di non stravolgere le loro vite e quelle dei ragazzi. In questa cornice, una Alex trova rifugio - casualmente - in un club di stand-up comedy, il Comedy Cellar.

Will Arnett e Laura Dern in una scena del film, È l'ultima battuta?
/ Searchlight Pictures, Archery Pictures, Lea Pictures, TSG Entertainment

Improvvisando, parlando della propria vita, si scopre un bravo intrattenitore e capisce di aver trovato forse una via di fuga dalla propria solitudine. Tess, contestualmente, riscopre la sua passione per la pallavolo, tornando ad allenare una squadra per le Olimpiadi del 2028.

La loro vita scorre tra serate con amici e piccole distrazioni, senza mai separarsi davvero. Fino a quando Tess scopre - casualmente - il nuovo talento di Alex. Sarà un nuovo inizio o un punto di rottura?

Ritrovarsi per ritrovare l'altro

New York fa da sfondo a una storia comune, universale nei suoi temi e nelle emozioni che ritrae. Alex (Will Arnett) è un uomo irrisolto, per certi versi, infelice, che trova sé stesso sul palcoscenico di una serata open mic in uno dei club più famosi di Manhattan.

Si scopre divertente, ironizza sulla propria vita e trova in ciò una fuga dalla tristezza. Il pubblico ride, riconoscendosi nelle sue battute.

Per Alex, esibirsi è catartico e, soprattutto, sinonimo di una seconda possibilità. Non tanto per il suo matrimonio, quanto per la sua felicità come individuo. E ormai lo sappiamo: l’armonia di coppia va di pari passo con la soddisfazione personale.

“Is this thing on?, titolo originale del film, è la frase di apertura tipica delle stand-up comedy, il nostro “prova prova, sa sa” utile a richiamare l’attenzione del proprio pubblico. Sfogando la propria solitudine davanti a degli sconosciuti, Alex ritrova la propria dimensione, il senso – addirittura – della propria vita.

Forse il problema del suo matrimonio era, potremmo dire, un annichilimento dell’Io (per entrambi), e urlare su un palco “ehi, sono qui, mi sentite?” automaticamente lo aiuta a uscire da questa sorta di letargo interiore.

Alex è quello che va via di casa, e quello che si trova più spesso a fare i conti con la propria solitudine versando lacrime in un b&b impersonale e… vuoto.

La stand-up comedy è la sua via di fuga, l’evasione dal pianto e dal dolore per aver – quasi – perso le fondamenta su cui ha costruito gli ultimi vent’anni della propria vita.

La comicità diventa per lui l’espediente per nascondere la tristezza. La stand-up è il rimedio, la cura, la terapia che gli consente di rifuggire, anzi, di combattere il dolore della separazione. È il rifugio da alternare al suo appartamento freddo.

Nel bagno del club si guarda allo specchio e resistere alle lacrime cantando un inno del Liverpool FC come per darsi forza. “Allez allez allez […] We're never going to stop”. Geniale, introspettivo al massimo. Will Arnett regala forse la sua migliore interpretazione.

Una dose di ottimismo sano in un mare di esempi pessimistici

Ultimamente sono tanti i film e le serie che portano in primo piano storie di matrimoni falliti, o in crisi – pensiamo tra tutti alle ultime uscire di The Drama e Something very bad is going to happen – e forse questo dovrebbe farci riflettere sul perché in questo periodo storico siano così numerosi i ritratti di red flags, di rapporti complicati e sempre più messi alla prova.

Sono esempi? Moniti? Semplici riflessi di vita reale, forse.

Bradley Cooper in una scena del film, È l'ultima battuta?
/ Searchlight Pictures, Archery Pictures, Lea Pictures, TSG Entertainment

Impossibile in questa prospettiva non ripensare a Storia di un matrimonio (Marriage Story, di Noah Baumbach, 2019), in cui presenziava la stessa Laura Dern in un ruolo a dir poco antitetico rispetto a quello di Tess Novak in È l’ultima battuta?

(era infatti nei panni di una spietata avvocata divorzista). I protagonisti di Baumbach elaboravano la loro separazione in maniera quasi opposta: affrontandola con grande rabbia, urlandosi addosso colpe e difetti.

Quella di Alex e Tess Novak è una presa di coscienza matura e, quasi, pacifica della loro comune infelicità. A differenza di Charlie e Nicole (Adam Driver e Scarlett Johansson in Marriage Story), che si urlano addosso verità scomode rabbiosi di dover rinunciare l’uno all’altra per poter rinascere come individui, in È l’ultima battuta?

Alex e Tess continuano con tenerezza a restare aggrappati al loro matrimonio, sperando dentro di sé che non sia davvero finita, ma senza nascondersi dietro false speranze. Una separazione dolorosa, necessaria e tuttavia piena di affetto e rispetto reciproco, per il proprio bene e quello dei figli.

C’è il confronto maturo, c’è la rabbia, certo, ma soprattutto voglia di comprendersi. Nei loro dialoghi c’è complicità, c’è l’intesa che hanno solo coloro che hanno condiviso tanto, in maniera sincera e profonda. C’è supporto costante e la voglia di vedere l’altro realizzato e felice.

“Io ero infelice nel nostro matrimonio. Non ero infelice del nostro matrimonio”, confessa Alex alla propria moglie. È tutta qui, la chiave per potersi ritrovare. “Siamo infelici insieme”, dice sempre Alex.

Perché tanto perfetti non possiamo esserlo, è vero, e perché l’amore è compromesso, sacrificio, imperfezione, ma soprattutto supporto reciproco. E allora, sì, “siamo infelici insieme”.

In un lungo matrimonio – o relazione – è chiaramente plausibile e possibile che ci si perda, o che si perda di vista la propria realizzazione individuale, mettendola da parte benevolmente presi appunto dall’amore e da altre priorità di coppia.

Ed è allo stesso modo plausibile che questa insoddisfazione spunti fuori a un certo punto a farci rendere conto che aver sacrificato passioni, interessi o qualsivoglia aspetto personale, ci abbia anestetizzato e reso insoddisfatti. È importante riconoscerlo, e riconoscerlo insieme ancor di più.

Molto più di una stand-up comedy

No, non è un film sulla stand-up comedy. È un film sui sentimenti, sul valore dei legami che vanno oltre le divergenze, sull’affetto che rimane. Ma soprattutto sulla riscoperta di sé oltre le relazioni che, spesso, pensiamo ci definiscano come persone.

La forza di È l’ultima battuta? è qui, nella sua credibilità. È uscire dalla sala e pensare “se mai dovesse accadermi, vorrei accadesse così”.

Privo di qualsiasi retorica, fa riflettere e fa credere che sia possibile davvero ritrovarsi con tale maturità, tornare sinceramente ad amarsi, pronti ad affrontare insieme qualsiasi avversità. È dolce. C’è grande empatia, e quando riusciamo a empatizzare con le storie che guardiamo, è fatta.

Il cinema è questo dopotutto: sono storie di persone comuni, reinterpretate, romanzate, ma che parlano sempre di noi e in cui riconoscersi. Con È l’ultima battuta?

questo accade e non credo servano altre motivazioni per andare a vederlo. È un esempio positivo di vita, un piccolo gioiello proprio da non perdere.

Regia, cast e sentimenti reali

La regia di Cooper segue con un’attenzione autentica e rispettosa i sentimenti e l’umanità dei personaggi, restituendone l’emotività e rendendo il tutto tangibilmente vero e credibile.

La camera che segue passo passo i protagonisti, come in spezzoni di vita vera, che ritrae le loro emozioni in primo piano lasciando ampio spazio all’immedesimazione per chi guarda, è a dir poco vincente.

Bradley Cooper riesce a catturare la vulnerabilità di due personaggi rileggendo le dinamiche di una separazione con grande tenerezza, indagando i loro sguardi commossi e sinceri con estrema delicatezza.

Will Arnett e Laura Dern in una scena del film, È l'ultima battuta?
/ Searchlight Pictures, Archery Pictures, Lea Pictures, TSG Entertainment

Laura Dern e Will Arnett, dal loro canto, sono credibilissimi nelle loro interpretazioni, che catturano la verità più profonda di sentimenti tanto complessi come quelli di un matrimonio in crisi. Sono interpretazioni sorprendenti, quelle di entrambi.

Se Laura Dern ha già dato prova del suo grande talento, restiamo forse ancora più colpiti da Will Arnett, che si rivela in un ruolo del tutto nuovo – per certi versi – in grado di commuovere e far riflettere.

Laura Dern, dicevamo, non è da meno. Già vincitrice di un Oscar come Miglior attrice non protagonista per Storia di un matrimonio – per altro in un ruolo totalmente in contrapposizione con quest’ultimo –, qui riesce a restituire la maturità e la grandezza di un amore adulto e consapevole senza risultare mai pesante, o eccessivamente drammatica.

Anzi, le sfumature dolci e i sorrisi complici la rendono perfettamente inquadrata nella narrazione. Una coppia e una regia decisamente convincenti.

Al cinema dal 2 aprile e distribuito da The Walt Disney Company Italia, È l’ultima battuta? vi aspetta in sala. Non perdetelo.

Progresso del punteggio
9SCORE

"Grandioso"

Recensito da Martina Gargano

Certificato da:
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Disponibile su:

Martina Gargano, traduttrice e correttrice di bozze con una grande passione per la settima arte. Al cinema sogno a occhi aperti e mi sento al sicuro. Su Hynerd.it, scrivo di cinema e serie TV.

Scheda Tecnica

Titolo originale
Is This Thing On?
Cast Completo
Will Arnett
Alex Novak
Laura Dern
Tess Novak
Andra Day
Christine
Bradley Cooper
Balls
Christine Ebersole
Marilyn
Ciarán Hinds
Jan
Amy Sedaris
Kemp
Sean Hayes
Stephen
Scott Icenogle
Geoffrey
Blake Kane
Felix

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