Euphoria 3 è finalmente (forse) ritornata. Sam Levinson, a distanza di ben 4 anni dalla seconda stagione, riporta sullo scherma i nostri protagonisti. Niente più glitter o luci viola, niente più liceo, niente più Kat o Fezco, niente più Labirinth.
Cosa rimane davvero di Euphoria? Euphoria 3 non è più Euphoria, è un prodotto disidratato e privo di tutte quelle peculiarità che l'avevano reso un cult generazionale.
E ci sembra giusto domandarci se l'attesa ne è valsa la pena (e la risposta è decisamente no) e se c'era davvero bisogno di questa terza stagione (siamo solo al primo episodio eppure temo che anche in questo caso la risposta sia no). Chiariamo: la prima puntata di Euphoria 3 è una goduria visiva.
Si nota la qualità artistica del prodotto, girato in pellicola, e anche se l'estetica è differente, la fotografia rimane encomiabile. Eppure, dietro tutta la forza estetica, si cela un enorme vuoto narrativo e l'Euphoria che abbiamo conosciuto, rimane solo un lontano ricordo.

Euphoria 3: dove eravamo rimasti e dove siamo ora
Euphoria 3 è ambientata 5 anni dopo il liceo. Rue (Zendaya), che domina per fortuna l'intero episodio, si trova al confine tra Messico e Stati Uniti, mentre sconta i suoi debiti con Laurie.
La ragazza, infatti, è diventata un corriere ambulante di Fentanyl. Lexy (Maude Apatow) e Maddy (Alexa Demie) si fanno strada nel mondo di Hollywood: la prima come assistente di produzione di Sharon Stone, la seconda come manager di attori emergenti.
Nate (Jacob Elordi) porta avanti la ditta di costruzione di famiglia e cerca di tenere a bada (letteralmente) le idee malsane di Cassie (Sydney Sweeney). Un remake di "Cime Tempestose"?
I due, infatti, stanno per sposarsi, e alla futura sposa, già impegnata in creazioni di contenuti social discutibili, viene in mente di sbarcare su OF per potersi permettere addobbi floreali dal valore di 50 mila dollari.

Cosa si salva di Euphoria 3?
Euphoria 3 è ambientata 5 anni dopo la fine del liceo e questo sembra essere il problema fondamentale: i personaggi funzionavano perfettamente all'interno di quel collante scolastico. Ora, oltre le mura liceali, sembrano persi e la forza narrativa non li spinge in nessuna direzione.
Sam Levinson porta avanti una scrittura vuota che, almeno da questo primo episodio, non ci lascia intendere dove vuole effettivamente arrivare. Le scene che vedono protagonista Cassie, la cui attrice è già al centro di controverse polemiche, sono un (soft) porn esibizionista e privo anche di carica erotica, così imbarazzanti da esseri ridicole.
Per fortuna che ci sono Rue e Zendaya a portare avanti la baracca. La story line di Rue è l'unica effettivamente coerente con le stagioni precedenti e si salva grazie anche all'impeccabile recitazione di Zendaya, perfettamente in parte.
Àndale è il titolo dell'episodio e, infatti, le sequenze iniziali sono un quadro perfetto che si perde poi nel corso della puntata. Non siamo di fronte ad un brutto episodio ma quello che vediamo non è più Euphoria e no, non solo perché mancano i glitter viola, ma perché manca la potenza narrativa che aveva contraddistinto la serie cult.

Euphoria 3 è trasgressione, tortura e pornografia fine a se stessa. Un contenitore vuoto che disturba e non ti lascia neppure l'amaro in bocca. Non sto parlando della scena delle palline di Fentanyl (disturbante si, ma oggettivamente la più "euphorica" dell'intera puntata), ma sto parlando di tutto il resto.
Interessanti le allegorie bibliche e religiose che vengono sviluppate ma che si perdono davanti ad una sconfinata vacuità contenutistica. Aspetteremo le prossime puntate ma le premesse non sono certo le migliori.

