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Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, La recensione finale

Dopo la pubblicazione dell’ottavo ed ultimo episodio de Gli Anelli del Potere, è arrivato il momento di tirare le somme per la serie tv

Il signore degli anelli: gli anelli del potere, la recensione finale
Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, La recensione finale
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Pubblicato l’episodio conclusivo della prima stagione de Il Signore Degli Anelli: Gli Anelli Del Potere, lo scorso­ venerdì 14 ottobre 2022 sulla piattaforma di streaming Prime Video, è arrivato il momento di tirare le somme della serie tv che abbiamo seguito puntata per puntata insieme a voi.

Con un budget stellare ed una produzione degna di un film blockbuster, Gli Anelli del Potere ha voluto raccontare la storia della Seconda Era, ovvero gli eventi scaturiti in seguito alla sconfitta del primo Signore Oscuro Melkor.

Gli anelli del potere

La produzione ha attraversato molti alti e bassi durante le settimane riuscendo a tenere incollati milioni di spettatori, battendo anche il record per il numero di streaming ottenuti nelle prime 24 ore dalla pubblicazione del primo episodio, ma che ha anche diviso la community di appassionati della lore tolkieniana e di neofiti della Terra di Mezzo.

L’ultimo episodio, forse, andrà ad aumentare la profonda spaccatura tra quelli che hanno amato il nuovo prodotto di Amazon Studios e quelli che non hanno apprezzato le libertà prese dagli autori J. D. Payne e Patrick McKay, i quali hanno modificato un po’ il mondo creato da John Ronal Reuel Tolkien; infatti Gli Anelli Del Potere ha tratto ispirazione da “Le Appendici” di Tolkien.

In seguito, potrete trovare l’analisi dell’ottavo (ed ultimo) episodio de Gli Anelli del Potere ed anche un resoconto di ciò che è stata la serie tv di Prime Video. Vi ricordiamo che potreste incorrere in qualche spoiler qualora non l’abbiate già visionato.

Il finale di stagione de Gli Anelli Del Potere

L’ultimo episodio della serie tv prodotta da Amazon Studios cerca di rispondere a tutti gli interrogativi posti negli episodi precedenti. Chi è Sauron? Quando saranno forgiati gli “Anelli del Potere”? Come si salveranno gli elfi? Ma procediamo con ordine.

Un quesito, che ha saputo far scatenare gli spettatori con le più disparate teorie, riguarda l’identità misteriosa dello Straniero (o Estraneo), amico di Nori e del popolo dei Pelopiedi. Nel penultimo appuntamento settimanale avevamo visto come le tre figure losche (elfi caduti ed attratti dall’ombra di Melkor) fossero alla ricerca dello Straniero, ma il motivo era ancora sconosciuto.

Gli anelli del potere

Nell’ottavo episodio de Gli Anelli del Potere, queste raggiungono l’amico di Nori identificandolo come lord Sauron. Sembrerebbe, infatti, che in seguito alla sconfitta di Melkor, il suo braccio destro ed apprendista Oscuro Signore sia fuggito e che, adesso, un velo gli abbia fatto perdere la memoria completamente.

Il suo ritorno sulla Terra di Mezzo significherebbe, quindi, che il male è pronto a ripartire e le figure losche, quindi, non sono altro che seguaci di Lord Sauron: il loro compito era quello di recuperare l’Estraneo e di aiutarlo a ripristinare la sua memoria così che possa portare a termine il piano di governare su tutti i popoli.

È solo grazie all’intervento di Nori e dei suoi amici Pelopiedi che l’Estraneo comprende di non essere Lord Sauron perché lui è “buono”, come si descrive il personaggio stesso: infatti, la giovane Pelopiede ha seguito le tre figure losche per impedire che queste potessero fargli del male. L’amico di Nori interviene proprio quando la giovane era in pericolo e con una magia uccide le tre figure losche trasformandole prima in teschi e poi in delle piccole falene.

Gli anelli del potere

Probabilmente chi ha già visto la trilogia cinematografica di Peter Jackson avrà colto un elemento che potrebbe fare chiarezza sull’identità segreta dello Straniero: oltre ad essere stato chiamato “istar” che significa “stregone” nella lingua di Nori, il personaggio sembra essere legato proprio alle falene che aiuteranno Gandalf in alcune occasioni durante sia La Compagnia Dell’Anello e Il Ritorno Del Re. Inoltre, lo stregone tanto amato del mondo immaginario di Tolkien è fortemente legato all’elemento del fuoco, proprio come lo Straniero ne Gli Anelli del Potere.

Lo Straniero, comunque, non è ancora completamente consapevole della propria identità e per trovare delle risposte dovrà raggiungere Rhûn e Nori lo aiuterà nel suo viaggio, partendo insieme per “un’avventura”. Anche qui ci viene fornito forse l’ultimo tassello fondamentale per confermare l’ipotesi sull’identità dello Straniero: per ovviare all’incertezza sul cammino da intraprendere, il personaggio, interpretato da un magistrale Daniel Weyman, suggerirà alla giovane Nori: “quando sei in dubbio, segui sempre il tuo naso”, proprio come Gandalf il Grigio disse a Frodo nelle miniere di Moira.

Degna di nota la scena d’addio tra Nori Brandipiede (Markella Kavenagh) e la sua amica Poppy Grandesprezzo (Megan Richards): è stato un bellissimo momento, fortemente commovente, che ha saputo trasmettere il sentimento di una profonda amicizia che lega le due giovani Pelopiedi.

Gli anelli del potere

L’ottavo episodio de Gli Anelli del Potere non lascia niente di irrisolto, a partire quindi dall’identità dello Straniero per arrivare a quella che forse rappresenta il mistero più determinante di tutta la prima stagione: chi è Sauron?

In seguito alla battaglia del Sud, Halbrand è stato gravemente ferito e necessita di cure elfiche; quindi, insieme a Galadriel, parte per raggiungere la capitale elfica di Lindon.

Una volta giunti a destinazione, gli elfi comprendono subito la gravità delle ferite riportate e, guidati da Celebrimbor, iniziano a fornirgli le cure adeguate.

Nel frattempo, anche il giovane mezzelfo Elrond è giunto a Lindon, portando con sé notizie grevi: il Re dei Nani Durin, infatti, ha rifiutato di scavare le montagne alla ricerca del prezioso mithril. Questo risultava essere il mezzo fondamentale per la salvezza della razza elfica, in quanto avrebbe ridonato la luce al loro popolo, oltre alle altre proprietà sorprendenti di cui è dotato.  

Gli anelli del potere

Durante il consiglio tenutosi tra Galadriel, Elrond, Celebrimbor e Gil-Galad, l’Alto Re ha stabilito che ormai il tempo per gli elfi è terminato: dovranno organizzarsi per salpare al più presto verso le terre al di là del mare. Ma è proprio in questo momento e nella capitale elfica di Lindon che Gli Anelli del Potere confeziona il suo ultimo colpo di scena che va a chiudere la prima stagione aprendo la pista per la seconda: l’identità di Sauron viene finalmente svelata.

Halbrand si riprende dalle ferite nella stanza di Celebrimbor e mostra subito le sue abilità di fabbro aiutando l’elfo a sfruttare il mithril con un’intuizione geniale: forse a salvare gli elfi non serve il minerale nella sua forma più pura, ma una lega potrebbe andare ad aumentarne le proprietà permettendo così di sfruttare la sua luce per la salvezza del popolo elfico.

Galadriel, forse grazie anche alla sua saggezza millenaria, non è molto convinta delle intenzioni del giovane Re e decide di indagare circa la storia della popolazione delle Terre del Sud.

Il colpo di scena è dietro l’angolo: la guerriera-elfo scopre, infatti, che la stirpe reale di quel popolo si è spezzato tanti anni addietro e quindi Halbrand non è che un impostore. Non è il giovane naufrago che ci è stato presentato durante i primi episodi in fuga dal suo popolo e dal suo destino; anzi, l’uomo non è altro che Lord Sauron.

Gli anelli del potere

È proprio durante le fasi della rivelazione dell’identità dell’Oscuro Signore che Gli Anelli del Potere perde la possibilità di confezionare un momento che avrebbe potuto fare la storia del mondo di Tolkien. Non è comprensibile, infatti, perché Galadriel inizi ad avere dei dubbi su Halbrand: un uomo che, fino a poco tempo fa, ha combattuto al suo fianco contro gli orchi per difendere le Terre del Sud e che non aveva alcuna intenzione di tornare sulla Terra di Mezzo quando erano “prigionieri” di Nùmenór. Anche la spiegazione, data dallo stesso personaggio circa le sue intenzioni, sembra essere un po’ forzata.

Galadriel, quindi, mette Halbrand con le spalle al muro, il quale non può fare altro che confermare le supposizioni della guerriera-elfo: i due duellano sul piano psicologico affrontandosi sia sul ricordo che la lega al fratello defunto, sia sulla zattera dove si sono conosciuti. Ed è proprio in questo momento che il loro scontro si intensifica con un richiamo voluto di alcune frasi già presenti in La Compagnia Dell’Anello, descrivendo Galadriel come “una regina bella come il mare ed il sole, più solida delle fondamenta della terra”, parole con cui Halbrand cerca di convincerla a regnare insieme su tutti i popoli della Terra di Mezzo.

È stato uno scontro dovuto tra i due protagonisti de Gli Anelli del Potere con Galadriel (Morfydd Clark) profondamente scossa dalla rivelazione dell’identità del suo compagno d’avventure Halbrand (Charlie Vickers), non riuscito in tutte le sue intenzioni soprattutto avendo voluto dare una piega quasi romantica alle azioni del futuro Oscuro Signore Sauron, in cerca di una regina per il suo regno. Non è ben chiaro se il fine sia stato quello di riscrivere il personaggio, portandolo anche a provare dei sentimenti di affetto nei confronti della guerriera-elfo, oppure se il rapporto cercato sia di totale convenienza nel ricercare un’alleata.

Piccola menzione sui gravi assenti di quest’episodio: il nano Durin, l’elfo Arondir e Adar. Inoltre, Númenór (che insieme ai suoi personaggi, è diventata la grande protagonista di questa prima stagione) è stata presente solo per alcuni istanti in cui Miriel ed Elendil sono giunti sull’isola ed hanno appreso la notizia della morte del Re.

Gli anelli del potere

Non c’è ancora nessuna notizia sulla sorte di Isildur. Sia nell’episodio scorso che in questo, il giovane Nùmenóriano è dato per morto: un mistero che incomprensibilmente vuole essere mantenuto all’interno de Gli Anelli del Potere; davvero gli autori credono che il quesito sulle sue sorti possa appassionare gli spettatori, quando si tratta di uno dei personaggi più famosi de Il Signore Degli Anelli?

Di impeccabile bellezza è la scena della forgiatura dei tre anelli del potere degli elfi.

Gli anelli del potere

Grazie alle intuizioni di Halbrand, infatti, Celebrimbor ha saputo comprendere come poter manovrare il mithril andando a creare un oggetto di dimensioni più piccole, ma capace di salvare le sorti del popolo elfico. Sauron è scappato e Galadriel assiste alla realizzazione dei tre anelli magici.

Tre, spiega Gli Anelli Del Potere, perché in questo numero vi è un perfetto equilibrio del potere racchiuso all’interno dell’anello magico.

Una colonna sonora epica sposa alla perfezione questo processo, facendo comprendere allo spettatore che si sta assistendo ad un momento che andrà a condizionare il futuro della Terra di Mezzo.

L’episodio di per sé risulta essere un sufficiente finale per la prima stagione de Gli Anelli del Potere: non ci sono quesiti rimasti irrisolti, i primi tre anelli del potere sono stati forgiati e Sauron è quasi giunto a Mordor.

Gli Anelli del Potere: promossa o bocciata?

Il prodotto televisivo di Amazon Studios aveva sicuramente un potenziale notevolissimo sia nel voler raccontare una delle storie più amate ed anche grazie ad un budget degno di un film kolossal. Eppure, dopo aver visionato gli otto episodi della prima stagione, sembra che Gli Anelli del Potere sia stata affidata a delle mani insicure e non pronte nella gestione di un prodotto così ambizioso.

Gli anelli del potere

È inutile nascondere che raccontare il prequel de Il Signore Degli Anelli non deve essere stato assolutamente semplice: da un lato vi sono dei libri e dei film che sono diventati praticamente un culto per milioni di appassionati in tutto il mondo e dall’altro vi è comunque la volontà di presentare un prodotto innovativo.

È sorprendente, però, pensare che Amazon Studios abbia deciso di affidare la produzione de Gli Anelli del Potere ad un gruppo formato da produttori, regista, sceneggiatori non particolarmente avvezzi al genere fantasy. Al tempo stesso, questa si è rivelata essere una mossa vincente sotto alcuni punti di vista: siamo, infatti, di fronte ad una serie tv lineare, che non presenta alcune sottotrame con vari intrighi, misteri e senza sorprendenti colpi di scena. È una storia concepita in maniera rettilinea, che rifiuta l’utilizzo di sotterfugi o una rappresentazione gratuita di sesso e violenza.

Si denota il notevole rispetto che la produzione riserva per gli scritti di Tolkien e anche nei confronti dell’antecedente produzione cinematografica di Peter Jackson. Forse anche un po’ troppo: sono tante le citazioni, infatti, presenti negli otto episodi de Gli Anelli del Potere (soprattutto in quello conclusivo della prima stagione).

Va ribadito che la produzione non ha avuto un compito facile: a partire dal testo delle Appendici di Tolkien che non si sposa benissimo per una trasposizione televisiva/cinematografica. Dover, poi, convertire mille anni di storia della Seconda Era in una sceneggiatura per cinque stagioni non deve essere stato un gioco da ragazzi. Su quest’aspetto, Gli Anelli del Potere ha svolto un notevole lavoro andando anche ad arricchire la lore di Tolkien con il mito della nascita del mithril e di come il Sud sia diventato Mordor.

Gli anelli del potere

Incredibili sono stati il reparto visivo e sonoro che si sono avvalsi di effetti speciali che lasciano a bocca aperta anche in una seconda visione e di una colonna sonora epica. Da menzionare è la canzone che chiude la prima stagione de Gli Anelli del Potere: l’aver reso in forma canora la leggenda della forgiatura degli anelli, con una musica elegante e potente, risulta essere una mossa memorabile che tiene incollato lo spettatore fino all’ultima nota.

Una produzione televisiva risulta essere di successo anche in merito alla scelta del proprio cast; purtroppo, quest’ultimo non è risultato sempre convincente nell’interpretazione dei propri personaggi.

Gli anelli del potere
Morfydd clark (galadriel)

Un occhio di riguardo verso la protagonista per eccelenza di questa prima stagione de Gli Anelli del Potere: Morfydd Clark è stata chiamata a ricoprire un ruolo non semplice, confrontandosi con un’interpretazione perfetta di Cate Blanchett nella trilogia principale, e molte volte ha rappresentato Galadriel in un modo un po’ troppo immaturo e mono-espressivo, impassibile anche quando le vicende richiedevano un taglio più maturo e profondo.

Inoltre, alcuni personaggi presenti ne Gli Anelli del Potere non lasciano per niente il segno; infatti, non se ne sente la mancanza durante l’ottavo e conclusivo episodio della prima stagione; non scaturisce nemmeno una curiosità circa le loro sorti.

Gli anelli del potere

Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, quindi, aveva tutte le carte in regola per diventare un capolavoro televisivo; purtroppo, la prima di cinque stagioni complessive non riesce a convincere completamente.

Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, La recensione finale
7.5
Discreto

Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, La recensione finale

Guardato su/al
Prime Video

Conclusione

Il Signore Degli Anelli: Gli Anelli Del Potere è una serie tv che non ha saputo sfruttare l'altissimo potenziale di una storia importante scritta da Tolkien e di un budget degno di un film kolossal. La serie alterna momenti alti e bassi con un reparto visivo e sonoro fenomenale, ma anche con un cast che in determinati momenti non si è rivelato all'altezza del compito richiesto. Non è il capolavoro televisivo che si sperava, ma è un degno prequel che può far ben sperare per le stagioni successive.

Pro

Gli effetti speciali e la colonna sonora che accompagnano ogni episodio
L'aggiunta di due miti importanti al mondo immaginario di Tolkien
La linearità della narrazione che non sfrutta intrecci o intrighi
La prima stagione si conclude senza lasciare niente di incompiuto

Contro

I colpi di scena sono tutto fuorché sorprendenti
Il mistero incomprensibile delle sorti di Isildur
Un cast non sempre all'altezza del compito richiesto
Una produzione insicura che volendo accontentare tutti, non ha rischiato troppo
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