Oppenheimer e Odissea: le sorprendenti similitudini tra i due film di Christopher Nolan

Oppenheimer e Odissea condividono più elementi di quanto sembri: il legame tra Odisseo, il senso di colpa e l’apocalisse secondo Nolan.

Sfondo - Oppenheimer (2023)
Sfondo - Oppenheimer (2023)

A prima vista, Odissea e Oppenheimer sembrano rappresentare due estremi opposti della filmografia di Christopher Nolan. Da una parte troviamo il racconto biografico dedicato all’uomo che contribuì alla creazione della bomba atomica; dall'altra l'adattamento del poema di Omero, un'avventura ambientata migliaia di anni fa tra divinità, mostri e leggende.

Il passaggio da un dramma storico e scientifico a un'epopea mitologica poteva apparire come un netto cambio di direzione. Eppure, osservando soprattutto i protagonisti e i rispettivi finali, Odissea si rivela quasi un'opera complementare a Oppenheimer.

Odisseo e J. Robert Oppenheimer sono infatti due uomini brillanti, capaci di utilizzare il proprio ingegno per porre fine a una guerra. Allo stesso tempo, entrambi sono costretti a confrontarsi con le conseguenze devastanti delle proprie azioni.

ATTENZIONE: seguiranno SPOILER di Odissea e Oppenheimer.

Sfondo - Odissea (2026)
Odissea - Sfondo

Odisseo e Oppenheimer: due uomini condannati dal proprio ingegno

Odisseo, interpretato da Matt Damon, possiede molte delle caratteristiche tipiche dei protagonisti del cinema di Christopher Nolan. Come Cobb in Inception e Cooper in Interstellar, anche Odisseo intraprende un viaggio estremo con l'obiettivo di tornare dalla propria famiglia. Tuttavia, è soprattutto il confronto con Oppenheimer ad attrarre la nostra attenzione.

L'intelligenza dei due personaggi raggiunge il punto più alto attraverso un'invenzione destinata a cambiare il corso della storia. Oppenheimer partecipa alla costruzione della bomba atomica, considerata decisiva nel processo che portò alla conclusione della Seconda guerra mondiale. Odisseo escogita invece l'inganno del cavallo di Troia, permettendo ai Greci di entrare nella città e porre definitivamente fine alla guerra. I conflitti terminano, ma i prezzi da pagare sono enormi.

Sfondo - Oppenheimer (2023)
Oppenheimer - Sfondo

Quando il genio diventa una condanna

Nel cinema di Nolan, l'intelligenza non rappresenta quasi mai soltanto un dono. Spesso si trasforma in una responsabilità, in un'ossessione o in un peso impossibile da abbandonare.

È solo dopo che le loro creazioni prendono vita che Oppenheimer e Odisseo comprendono che non hanno contribuito solo alla conclusione di una guerra, ma hanno inaugurato un'epoca nella quale l'umanità possiede gli strumenti per distruggere sé stessa, nonché la fine di una civiltà per come la conoscevano.

Due finali che raccontano l'inizio dell'apocalisse

È soprattutto nel finale che il dialogo tra Odissea e Oppenheimer diventa evidente.

Nell’ultima parte di Oppenheimer, lo scienziato ricorda ad Albert Einstein il timore che la costruzione della bomba potesse innescare una reazione capace di distruggere il mondo. Alla fine, Oppenheimer ammette di essere convinto che quella reazione sia realmente iniziata.

Sfondo - Oppenheimer (2023)
Oppenheimer - Sfondo

Non si riferisce a un'esplosione immediata, ma alla corsa agli armamenti e alla possibilità che l’umanità utilizzi ancora una volta quella tecnologia. Il montaggio conclusivo mostra missili e detonazioni che divorano il pianeta, mentre Oppenheimer osserva le conseguenze della propria opera.

Odissea, invece, sviluppa una riflessione simile attraverso l’ultima immagine del cavallo di Troia avvolto dalle fiamme. Il fuoco non segnala soltanto la caduta di una città, ma la distruzione della legge di Zeus e dell'ordine sociale che essa rappresentava.

In entrambi i casi, Nolan non mostra direttamente la fine del mondo, ma racconta il momento in cui la sua distruzione diventa quasi inevitabile. Sì, quasi. Perché a differenza di Oppenheimer, Odissea si conclude con una speranza di rinascita, più genuina, più pura, tutta riposta nelle mani del giovane Telemaco che, al contrario del padre, non è ancora compromesso dalle proprie azioni.

In definitiva, con Oppenheimer e Odissea il regista sembra suggerire che l'apocalisse non sia necessariamente un evento improvviso e che sia esclusivamente responsabilità dell'uomo. Può essere un processo lento, iniziato nel momento in cui l'ingegno umano ha superato dei limiti invalicabili.

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