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L’ultima missione: Project Hail Mary, Recensione: il comfort movie di cui avevamo bisogno

Ryan Gosling torna protagonista in un’avventura spaziale: L’ultima missione: Project Hail Mary è un’iniezione di ottimismo più che necessaria.

Recensione di 

Poster di L'ultima missione: Project Hail Mary

L'ultima missione: Project Hail Mary

Anno d'uscita: 2026
8/10
La recensione in breve:

Una necessaria dose di ottimismo. L’ultima missione: Project Hail Mary è un adattamento perfettamente riuscito di una storia già di per sé unica e incredibile. Un feel-good movie che va ben oltre la magra consolazione: è reale speranza. E Ryan Gosling merita una standing ovation.

Data di uscita15 marzo 2026
Durata157 min
RegiaPhil Lord
Cast Principale
Ryan GoslingRyland Grace
James OrtizRocky (voice)
Sandra HüllerEva Stratt
Lionel BoyceCarl
GenereFantascienza, Avventura
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L'ultima missione: Project Hail Mary è ancora in sala e continua la sua ascesa superando i 300 milioni al box office e diventando il film più visto nella storia di Amazon MGM.

Tratto dall’omonimo libro, scritto da Andy Weir – già autore di L’uomo di Marte (da cui è stato adatto The Martian, regia di Ridley Scott) –, l’ultimo piccolo capolavoro di Phil Lord e Chris Miller entra nel panorama cinematografico a gamba tesa, confermandosi al momento come uno tra i migliori film dell’anno.

Il nuovo film sci-fi con protagonista Ryan Gosling è un elogio alla scienza e si fa portatore di grande ottimismo e speranza per il nostro futuro.

Ryan Gosling in una scena del film, L'ultima missione: Project Hail Mary.
/ Lord Miller, Amazon MGM Studios, Pascal Pictures, Open Invite Entertainment, Waypoint Entertainment

Un connubio di ironia, speranza, commozione, magistralmente interpretato da Gosling, che regge su di sé quasi tre ore di film – incredibilmente veloci.

Il film si apre con il brusco risveglio di Ryland (Ryan Gosling) su una stazione spaziale imprecisamente collocata nello spazio. Un’apertura che definisce lo stile dell’intera pellicola: tensione e ironia si fondono perfettamente in una ricetta che genera una storia tutt’altro che banale e noiosa.

Nonostante le 2 ore e 40, il film scorre infatti velocemente senza mai appesantire e, anzi, colmando ogni potenziale calo di attenzione con nuove emozioni.

Ryland Grace, il nostro eroe-protagonista, si sveglia da una lunghissima “apnea” in un ambiente asettico e claustrofobico, senza ricordare né come né perché si trovi lì.

Costruito su una struttura intrisa di flashback, che riflette la dinamicità con cui i frammenti della memoria di Ryland ricompongono lentamente il puzzle dei suoi ultimi istanti sulla Terra, la narrazione si fa avvincente, senza lasciare nulla al caso.

Seguiamo il flusso dei pensieri di Grace con grande coinvolgimento, lasciando da parte la fretta di risolvere il mosaico e di arrivare all’obiettivo finale della storia: salvare il Sole e, dunque, il nostro pianeta.

L'ultima missione: Project Hail Mary, un elogio alla scienza

Un vero elogio alla scienza, questo è Project Hail Mary, che valorizza il ragionamento scientifico offrendo anche a noi spettatori gli strumenti per capire ed empatizzare con il protagonista e l’intera storia.

Ryan Gosling in una scena del film, L'ultima missione: Project Hail Mary.
/ Lord Miller, Amazon MGM Studios, Pascal Pictures, Open Invite Entertainment, Waypoint Entertainment

Ed è sempre grazie alla scienza che la comunicazione tra le specie viene resa possibile, tramite un sintetizzatore vocale d’avanguardia che traduce istantaneamente le parole dei due protagonisti, rendendo di fatto ancora più tangibile il loro legame.

Entrambi vittime e chiusi nella loro solitudine, Ryland e Rocky trovano loro stessi nell’amicizia interspaziale che li lega, mostrandosi più simili di quanto si possa inizialmente immaginare.

Tanto da farci dimenticare che Rocky è, in fondo, solo un ammasso di rocce e percepirlo, invece, come un essere umano: con una coscienza propria, dei sentimenti e lo stesso spirito di coraggio e sacrificio che caratterizza anche Ryland.

I due si riconoscono, sono specchio l’uno per l’altra, e anche noi arriviamo a credere pienamente al loro scambio emotivo. Entrambi soli, entrambi ultima speranza per salvare i loro pianeti.

Tutto è credibile, a partire dal set (la nave è ricostruita realmente con un set fisico, senza green screen). Dunque perché non dovremmo credere a un’amicizia come questa? Assolutamente plausibile e, ancor di più, rincuorante, se pensiamo al nostro futuro.

È questo il grande merito di Project Hail Mary, unire la tragica prospettiva della fine della specie umana – e non solo – alla leggerezza ed emotività che caratterizza l’intero racconto. Un racconto di fantascienza che esalta emozioni e sentimenti reali.

Ryan Gosling in una scena del film, L'ultima missione: Project Hail Mary.
/ Lord Miller, Amazon MGM Studios, Pascal Pictures, Open Invite Entertainment, Waypoint Entertainment

L’ironia che permea i dialoghi, e i monologhi, consente di spostare il tutto su un piano più leggero, senza mai perdere di vista il focus della narrazione e, soprattutto, senza mai annoiare.

Grazie allo scambio continuo di battute, di gesti comici, all’espressività particolareggiata dei suoi personaggi, Project Hail Mary si traduce – letteralmente – in una pellicola a metà tra fantascienza e buddy-movie, perfettamente riuscita.

Comico, avvincente, commovente è anche l’incontro tra i due eroi, che non scadono mai nel banale e languido sentimentalismo.

Un’avventura spaziale, come in parte ne abbiamo già viste, che si differenzia per una storia di amicizia originale e “aliena”, perfettamente veicolata anche a livello visivo.

Il connubio tra ottimismo, amicizia e umanità

Due specie distinte, che più diverse non si può. Ryland e Rocky non condividono lingua, gestualità, stile di vita, pianeta, aspetto; solo lo stesso destino, e la stessa solitudine. Una solitudine da cui si liberano a vicenda, insegnando all’altro l’unicità della propria specie.

Un allineamento che richiede tempo e pazienza, e che può essere riassunto nell’unico gesto che racchiude tutta la nostra umanità: un abbraccio, quello che il professor Grace insegna al suo “buddy” Rocky.

L’amicizia è al tempo stesso chiave per la sopravvivenza, non solo dei protagonisti, ma delle intere rispettive specie e pianeti.

La comprensione è alla base della collaborazione, e solo la collaborazione può portare al raggiungimento dell’obiettivo. Project Hail Mary ce lo ricorda, anche se, per questo, dovrebbe bastarci la vita reale.

L’incontro con l’“Altro” consola lo spettatore e completa il significato stesso della missione: lo stesso nome – lett. Progetto Ave Maria – si regge sulla speranza di un miracolo. Miracolo che non potrebbe avvenire senza la presenza, appunto, di Rocky.

C’è un humus di ottimismo che non stanca e, anzi, tiene alta l’attenzione.

Un ottimismo reale che ci spinge a seguire Ryland nella sua corsa contro il tempo (e forse anche un po’ nostra), aiutandoci a credere che una soluzione sia davvero possibile in presenza di umanità e pensiero critico (aka scienza), che la solitudine non sia solo un grande nemico, ma anche sintomo di una nuova riscoperta.

Ryan Gosling in una scena del film, L'ultima missione: Project Hail Mary.
/ Lord Miller, Amazon MGM Studios, Pascal Pictures, Open Invite Entertainment, Waypoint Entertainment

La stessa che vive anche Eva Stratt (Sandra Hüller), alla guida della task force della missione: una donna protetta da un’apparenza dura e fredda che nasconde le proprie ferite per non mostrare la propria fragilità (iconica è la scena in cui canta Sign of the Times, di Harry Styles, che l'attrice ha personalmente scelto come “Goodbye song” da dedicare agli scienziati in partenza).

Un ritmo incalzante, emozionante, di grande impatto visivo che, fidatevi, non vi stancherà e catturerà la vostra attenzione fino all’ultimo minuto.

Ryan Gosling è il perfetto astronauta (e il nostro preferito)

Ryan Gosling è immenso, punto. Offre qui una prova che pochi attori reggerebbero senza scadere in sentimentalismi inutili, o noiosa espressività. Un vero maestro nell’unire azione, ironia e profondità in un racconto che parla di nostalgia, rimpianti, speranza, amicizia.

È il vero cuore, la colonna portante del film. Dà vita a un personaggio convincente, unico, divertente, dalle mille sfaccettature, che riesce a ritrovare sé stesso nello spazio e nell’amicizia con un alieno fatto di rocce.

Già, perché non solo Ryan Gosling regge – quasi – un intero film sulle proprie spalle con grande verve e talento, ma lo fa recitando di fatto con un effetto speciale.

Insomma, un idolo del cinema contemporaneo, che passa con estrema facilità dall’essere il perfetto Ken (Barbie) all’icona jazz Sebastian (La La Land), allo stuntman Colt (The Fall Guy), sempre caratterizzato da una vena comica che non stanca mai.

Ryan Gosling in una scena del film, L'ultima missione: Project Hail Mary.
/ Lord Miller, Amazon MGM Studios, Pascal Pictures, Open Invite Entertainment, Waypoint Entertainment

Impossibile non ripensare a capolavori come E.T. che, come Rocky, ci ha insegnato cosa significhi davvero l'amicizia.

Un personaggio quello in Project Hail Mary assolutamente umano nel pensiero e nelle intenzioni, che, anche grazie al suo design, entra perfettamente in sintonia con il protagonista e la storia.

Insomma, Ryan Gosling e Rocky formano una coppia decisamente divertente ed emozionante, e ci aiutano a sperare in un futuro migliore, facendoci credere che tutto è possibile. Nel cast anche Sandra Hüller (Anatomia di una caduta) e Lionel Boyce (The Bear).

Distribuito da Sony/Eagle Pictures Italia, L’ultima missione: Project Hail Mary è ancora al cinema e vi aspetta. Un vero e proprio imperdibile gioiello.

Progresso del punteggio
8SCORE

"Ottimo"

Recensito da Martina Gargano

Certificato da:
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Disponibile su:

Martina Gargano, traduttrice e correttrice di bozze con una grande passione per la settima arte. Al cinema sogno a occhi aperti e mi sento al sicuro. Su Hynerd.it, scrivo di cinema e serie TV.

Scheda Tecnica

Titolo originale
Project Hail Mary
Cast Completo
Ryan Gosling
Ryland Grace
James Ortiz
Rocky (voice)
Sandra Hüller
Eva Stratt
Lionel Boyce
Carl
Milana Vayntrub
Olesya Ilyukhina
Ken Leung
Yao
Priya Kansara
Mary (voice)
Mia Soteriou
Dr. Browne
Annelle Olaleye
Olivia
Maya Eva Hosein
Rekha

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