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Recensioni Film

The Pale Blue Eye, Recensione – Un giallo gotico, ma pallido

The Pale Blue Eye, il nuovo film Netflix con Christian Bale, è un bicchiere mezzo pieno di tenebre e pigrizia.

The pale blue eye, recensione – un giallo gotico, ma pallido
The Pale Blue Eye, Recensione – Un giallo gotico, ma pallido
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Indice dei contenuti

  • Landor e Poe
  • The Pale Blue Eye ci prova, ma...
  • Macabro al punto giusto

The Pale Blue Eye – I delitti di West Point è il nuovo thriller di casa Netflix scritto per lo schermo e diretto da Scott Cooper. Il film è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 2006 di Louis Bayard e vede come protagonisti Christian Bale e Harry Melling. La pellicola dai toni gotici e dalle sfumature del giallo si presta ad essere anche una simil origin story di Edgar Allan Poe, ma attenzione a non alzare troppo le aspettative perché la delusione potrebbe essere (quasi) dietro l’angolo.

Landor e Poe

The Pale Blue Eye – I delitti di West Point è ambientato nel 1830 e racconta di un delitto avvenuto all’Accademia militare degli Stati Uniti a West Point: un cadetto, Leroy Fry, è stato trovato impiccato, il suo corpo rubato e successivamente ritrovato con il cuore rimosso. L’Accademia decide di affidare il caso al famoso investigatore in pensione August Landor.

Landor, convinto sia stato un omicidio e non un suicidio, inizia ad indagare con l’aiuto di un giovane cadetto militare mostratosi interessato al caso, Edgar Allan Poe. I due riconducono gli enigmi a particolari riti religiosi, ma a West Point niente è come sembra.

The pale blue eye
August Landor (Christian Bale) e Edgar Allan Poe (Harry Melling) in The Pale Blue Eye

The Pale Blue Eye ci prova, ma…

Scott Cooper ha già dimostrato di essere un regista attratto dalla struttura di genere e dalle contaminazioni moderne: l’esempio lampante è Hostiles, film del 2017 che ricalca per lunghi tratti alcuni elementi classici del western, rimodellandoli a favore di una drammaticità più contemporanea. Un lavoro simile è stato svolto per The Pale Blue Eye, che se da un lato evidenzia caratteristiche e atmosfere gotiche, proprie di un’altra epoca, dall’altro è contaminato da elementi riconducibili al thriller psicologico e al giallo moderno, molto in voga in anni più recenti.

Seppur si possa apprezzare la voglia e la coerenza di Scott Cooper nel continuare a svolgere questo tipo di ricerca sul genere, bisogna ammettere che il risultato finale non è dei migliori. Rimanendo sulla questione di genere, sono decisamente più convincenti nell’opera gli elementi gotici, macabri e tenebrosi rispetto a quelli di maggiore spicco contemporaneo ed è un peccato, in questo particolare caso, non aver deciso di sfruttare a pieno l’effetto rétro.

In ogni caso, i problemi di The Pale Blue Eye non sono riconducibili solo a questa scelta: il prodotto è ampiamente prevedibile per due terzi della sua durata e l’un terzo restante è frutto di un plot twist che sì, crea stupore, ma che non è preparato a dovere; inoltre i personaggi, ad eccezione dei due protagonisti, sono scritti in modo abbastanza superficiale e quasi tutti sono dimenticabili anche durante la stessa visione del film.

The pale blue eye

Macabro al punto giusto

Come abbiamo accennato poco fa, sono gli elementi gotici di The Pale Blue Eye a donare maggiore interesse. Difatti, le atmosfere che ruotano attorno al film sono ben studiate e caratterizzate, e sono proprio queste ad attrarre lo spettatore, spingendolo a continuare la visione.

La regia di Scott Cooper non emerge per chissà che virtuosismi ma è in linea con il prodotto e riesce e restituire, insieme a fotografia e scenografia, una buona dose di mistero che, per l’appunto, si ritrova più nel comparto visivo che nello sceneggiato.

Oltre al macabro, però, c’è da sottolineare la performance dei due attori protagonisti, Christian Bale nei panni di August Landor e Harry Melling in quelli di Edgar Allan Poe. La coppia funziona e, dotati di due personaggi adatti alle loro corde, riescono nel compito di compensare alle mancanze di cui soffre The Pale Blue Eye.

The Pale Blue Eye, Recensione – Un giallo gotico, ma pallido
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The Pale Blue Eye, Recensione – Un giallo gotico, ma pallido

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Conclusione

The Pale Blue Eye, il nuovo film di Scott Cooper, è un bicchiere mezzo pieno. Bene il comparto tecnico-visivo, che riesce a donare la giusta dose di macabro e mistero al film compensando le mancanze di una sceneggiatura pigra. Bene anche i due protagonisti interpretati da Christian Bale e Harry Melling, gli unici ad essere dotati di una minima caratterizzazione più approfondita ed una buona performance. In definitiva, The Pale Blue Eye è un film adatto a qualsiasi target di pubblico e a Netflix, piattaforma dove sicuramente riscuoterà un buon successo.

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