Final Stardust: Cosmic Nexus, Recensione: Potenziale inespresso

Final Stardust: Cosmic Nexus è gioco di carte collezionabili combinato ad elementi monster collector.

Final Stardust: Cosmic Nexus locandina

Final Stardust: Cosmic Nexus è un frenetico gioco di carte collezionabili, creato da un casual gamer per casual gamers. Infatti, il titolo ha un unico sviluppatore indipendente, chiamato Nour Sai, con indie.io come editore. Il gioco, sviluppato in Unity, presenta partite molto rapide ed è relativamente semplice da capire.

Final Stardust: Cosmic Nexus è attualmente in early access, e uscirà ufficialmente su Steam il 24 giugno di quest'anno!

6.5

Final Stardust: Cosmic Nexus

Il titolo porta innovazione nel mondo dei giochi di carte collezionabili, aggiungendo intelligentemente elementi di un tipico monster collector. Purtroppo, ci sono limitazioni nel bilanciamento degli starter deck, che portano il giocatore a dover quasi obbligatoriamente scegliere quello più forte per iniziare l'avventura. Molto furba però l'idea di implementare le carte come creature e soprattutto aggiungere layout accattivanti e sprite unici per ognuno dei nostri mostri. Rimaniamo in attesa della release finale che si terrà il 24 giugno di quest'anno.

  • Design accattivante

  • Elementi monster collector adattati al gioco di carte collezionabili

  • Trama pressoché inesistente
  • Starter deck troppo sbilanciati
  • Gameplay macchinoso durante le prime ore di gioco

La trama di Final Stardust: Cosmic Nexus

Final Stardust: Cosmic Nexus trama

La trama di Final Stardust: Cosmic Nexus è molto debole. Lo sviluppatore ha cercato di inserire il giocatore all'interno del gioco tramite un dialogo con il protagonista Mephisto che vi da il benvenuto nel mondo di Xemdia. Mephisto vi supervisionerà durante l'iscrizione tra gli elementalist, ovvero coloro in grado di utilizzare i mahgi, i poteri elementali.

Ogni elementalist può possedere delle creature chiamate planos, con cui combattono per raggiungere i loro obiettivi. Mephisto ci chiede di aiutarlo a recuperare suo fratello, che si è apparentemente allontanato dal protagonista facendo di testa propria.

Gameplay

Final Stardust: Cosmic Nexus gameplay

Final Stardust: Cosmic Nexus punta molto sul gameplay, descritto come frenetico e veloce. Effettivamente, questo è un gioco di carte che prova a portare una rivoluzione rispetto al mainstream, azzardando nuovi metodi di approcciare al genere, pur restando sull'onda frenetica portata in auge da Marvel Snap.

Una volta creato il nostro personaggio, ci verrà chiesto da quale starter deck partire. Abbiamo qui le quattro scelte:

  • Venere: manipola piante e terra. Il playstyle è focalizzato su tank e healing.
  • Mercurio: abbraccia il potere del ghiaccio e dell'acqua. Il playstyle è focalizzato sugli effetti di stato.
  • Giove: controlla vento e elettricità. Il playstyle è focalizzato sulla velocità e utilità.
  • Marte: comanda il fuoco e la lava. Il playstyle è molto esplosivo.

La scelta dello starter deck è molto importante, e purtroppo limitante. Questo perché il nostro primo avversario, che sarà lo stesso Mephisto, sarà molto difficile per noi da sconfiggere. La motivazione non risiede in un pattern di mosse particolarmente difficili da contrastare, ma invece nel suo mazzo Marte decisamente superiore agli altri deck.

Final Stardust: Cosmic Nexus mappa

Nella mia prima run, dopo numerose prove, ho constatato che con lo starter deck Giove non ci fosse possibilità di sconfiggere Mephisto. Ho quindi provato a creare una nuova partita scegliendo lo starter deck Marte, e ho ottenuto la vittoria in una manciata di minuti. Questo rappresenta il primo grande problema del gioco.

Purtroppo, è necessario far presente che per diverse ore di gioco il gameplay risulta parecchio macchinoso, in quanto gli avversari attueranno sempre la stessa strategia senza adattarla alle mosse del giocatore, rendendo il gameplay a tratti noioso, ripetitivo e privo di sfida.

Regole

Subito dopo aver concluso il primo dialogo con Mephisto, ci sarà presentato un tutorial, con la possibilità di skip. Il giocatore ha due modalità per vincere una partita: la prima è quella di azzerare i mahgi points dell'avversario, interpretabili come i life points di Yu-Gi-Oh, dove ogni giocatore parte con 6000. La seconda modalità avviene una volta terminati i 16 turni prestabiliti della partita, dove il vincitore verrà stabilito in base a determinate condizioni, come ad esempio la quantità di planos nel campo di battaglia.

Il mazzo di ogni giocatore contiene 20 carte e ognuno ne pesca 5 all'inizio di ogni turno. Ogni carta possiede elemental power (EP), health points (HP), e un space counters (SC). Gli EP rappresentano la potenza di fuoco che il plano infligge quando attacca, mentre gli HP rappresentano quanto la nostra creatura può difendersi dagli attacchi nemici prima di essere distrutta. Ogni plano, per essere evocato, richiede una determinata quantità di SC, interpretabile come il mana in Magic: The Gathering.

Final Stardust: Cosmic Nexus carta

Un'altra caratteristica che differenzia questo titolo dagli altri giochi di carte collezionabili è la board. In Final Startdust: Cosmic Nexus, infatti, ci sono 3 lanes in cui poter evocare i nostri planos, chiamate Solare, Lunare ed Eclisse. L'ordine di queste lanes è randomizzato ad ogni partita, ma sussiste il limite massimo di 3 planos evocabili contemporanemante per ogni giocatore. Ogni carta ha un effetto, che si attiva all'evocazione del plano, e un overdrive, che invece entra in azione solo se il plano viene evocato in un lane prestabilita e caratterizzata da un simbolo al suo interno.

Monster e card design

Veniamo ora a quello che è per me la caratteristica di punta di questo titolo: il design. Ho apprezzato molto le illustrazioni delle carte e i planos sono molto distintivi.

Final Stardust: Cosmic Nexus sprite

Qui è dove ho visto la maggior cura da parte dello sviluppatore: ogni plano, quando evocato nella board, ha uno sprite unico che lo rappresenta. Final Stardust trova una bellissima coesione tra il monster collector e il gioco di carte collezionabili, troviamo per esempio mostri che si evolvono fino al terzo stadio evocati tramite carta dalla propria mano. Il colore (o pianeta) di riferimento rende i planos estremamente riconoscibili, e dopo qualche ora di gioco si è già in grado di capire la strategia generale basandosi sul pianeta scelto per il deck da parte dell'avversario.