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Slumberland, Recensione – Un sogno formato famiglia

La nostra recensione di Slumberland – Nel mondo dei sogni, il nuovo film Netflix con protagonista Jason Momoa

Slumberland, recensione – un sogno formato famiglia
Slumberland, Recensione – Un sogno formato famiglia
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Dicembre è alle porte e Netflix inizia a sfornare film adatti al periodo più atteso dell’anno. Slumberland – Nel mondo dei sogni è un film azzeccato in questo senso, pronto a scaldare i cuori delle famiglie che sceglieranno di dargli una chance. C’era tanta curiosità per vedere Jason Momoa in un ruolo inedito, ma anche per la regia di Francis Lawrence, famoso per aver diretto Io sono leggenda, Constantine e diversi film di Hunger Games. Sarà quindi riuscito Netflix a scaldare i cuori degli spettatori in questo freddo fine novembre?

Alla scoperta di Slumberland

La storia di Slumberland – Nel mondo dei sogni è tratta dal fumetto Little Nemo in Slumberland di Winsor McCay, ma nella sua trasposizione cinematografica ha visto diversi cambiamenti: La protagonista, Nemo, è una ragazzina di 11 anni, invece che un maschietto, e il look del Flip di Jason Momoa è molto più “umano” rispetto alla creatura descritta da McCay.

Nemo vive in un faro insieme a suo padre, Peter, ma quando l’uomo viene dato per disperso in mare, la ragazza deve trasferirsi dallo zio, Philip, che si ritrova a dover fare da genitore improvvisamente. I due non riescono a costruire un rapporto saldo e la vita di Nemo è tutt’altro che semplice, ma un giorno, durante la notte, sogna una bestia di nome Flip e tutto cambia.

Slumberland

Come si elabora un lutto?

Slumberland – Nel mondo dei sogni ha il pregio di saper affrontare nel giusto modo uno dei temi in assoluto più complicati, capace di toccare tutti, a prescindere da chi tu sia e quanti anni tu abbia: il lutto. Il film mette davanti allo spettatore la questione sotto due punti di vista diversi, quello di Philip e quello di Nemo, un adulto ed una bambina, sottolineandone la vicinanza e ricordandoci come la sofferenza sia universale.

Philip appare inizialmente glaciale, al contrario della nipote, che vediamo piangere e che glaciale ci diventerà dopo. Questo perché Philip è adulto, è preparato a questo tipo di situazioni e, conoscendone poi la storia, capiamo che suo fratello lo aveva perso ben prima della sua morte. Nemo deve invece metabolizzare, deve crescere e deve comprendere, e nonostante abbia già perso la madre, capiamo come non ci si abitui mai a determinati tipi di sofferenza.

Slumberland – Nel mondo sei sogni ha una durata di due ore, durata che appare estremamente giusta per un prodotto che porta a casa il suo compito principale: intrattenere e scaldare lo spettatore. Due elementi che sicuramente non mancano, al contrario di quanto accade con l’immensità del mondo dei sogni, che appare striminzito, ridotto e totalmente piegato ai voleri della trama.

Slumberland

Una divisione (troppo?) netta

Uno dei primi dettagli che saltano all’occhio guardando Slumberland è la netta scissione della fotografia in luci calde e fredde, spesso conviventi nello stesso ambiente. Apprezzabile la coerenza del mantenere la stessa scelta stilistica durante tutto il film, ma questa divisione così plateale, che va a dividere anche quello che è il sogno e l’incubo, il reale dall’irreale, appare troppo evidente durante la visione e a volte pare una forzatura.

Bene la regia di Francis Lawrence che, come sappiamo, ha tanta esperienza sulle spalle e sa come gestire le geometrie degli spazi (cosa qui fondamentale) e i momenti più o meno action. Bene anche la CGI, che seppur traballa in qualche occasione, in particolare con alcuni green screen, resta comunque godibile.

Il prodotto quindi è sicuramente confezionato discretamente, nonostante a lunghi tratti ricalchi un immaginario (quello dei sogni) già utilizzato nella sua messinscena e che può ricordare, uno tra tutti, Inception, di cui sono palesi alcuni riferimenti.

Del cast vanno citate le performance di Marlow Barkley, che riesce tranquillamente ad essere la vera protagonista della pellicola, e di Jason Momoa nei panni di Flip che, seppur guidi un personaggio portato all’eccesso e che può risultare un po’ troppo sopra le righe, riesce ad essere decisamente credibile.

Slumberland, Recensione – Un sogno formato famiglia
6.5
Sufficiente

Slumberland, Recensione – Un sogno formato famiglia

Conclusione

Slumberland - Nel mondo dei sogni è un prodotto ben confezionato, che porta a casa il suo compito principale: intrattenere e scaldare lo spettatore. La rappresentazione del mondo dei sogni è la vera pecca del film, la quale appare eccessivamente ridotta e totalmente piegata ai fini della trama, oltre ad avere delle forme già viste in altre opere. Promosso il tema principale del film, il lutto, che viene affrontato nella giusta maniera e con i giusti toni per quello che è, alla fine, un buon prodotto per famiglie.

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