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Kinds of Kindness, Recensione: la favola surreale di Lanthimos

Lanthimos torna con un film tanto disturbante quanto divertente

Kinds of Kindness

Negli ultimi anni Yorgos Lanthimos ha imparato a farsi amare da tutti. Lo dimostrano i suoi ultimi due film, La Favorita e Povere Creature!: 21 nomination agli Oscar e incassi al botteghino da urlo. Ecco che allora Lanthimos ci ricorda come è arrivato ad Hollywood.

Kinds of Kindness è un ritorno alle origini per il cineasta greco. Ad un tipo di cinema sperimentale e divisivo, ripugnante per il grande pubblico. Ma al tempo stesso è il connubio perfetto tra il vecchio Lanthimos ed il nuovo.

A sette anni di distanza da Il Sacrificio del Cervo Sacro, il regista torna in competizione a Cannes, e al cinema dal 6 giugno, con un'opera antologica: tre film in uno. Tre film di genio e follia, intrisi di passione, sangue, abusi, sogni, divertimento, orrore e tutto ciò che riguarda la condizione umana.

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Kinds of Kindness

Kinds of Kindness è un ritorno al Lanthimos del passato, un cinema sperimentale e meno mainstream in cui trattare la condizione umana. Si susseguono tre brevi stori in cui vengono esplorati i rapporti umani, passando dal divertimento all'orrore nel giro di pochi secondi. Jesse Plemons ed Emma Stone sono le stelle indiscusse di un eccellente cast corale, in cui ogni attore interpreta un personaggio diverso in ciascuna storia. Lanthimos condensa tre splendidi film in uno. Un film da amare o odiare: provare per credere.

Dove vederlo:

Diversi tipi di gentilezza

Kinds of Kindness è una favola in tre atti. A fare da collante fra queste storie vi è in primo luogo il cast, con ogni attore chiamato ad interpretare un personaggio differente in ciascuna storia.

Dai frequenti collaboratori di Lanthimos, come Emma Stone e Willem Dafoe, ai volti nuovi, tra cui Jesse Plemons (Il potere del cane, Civil War). Ruoli diversi, ma solo all'apparenza. Perché dietro alle acconciature e ai costumi di scena si nascondono le stesse inquietudini dell'esistenza che accomunano ogni uomo.

Vi è un solo personaggio ricorrente. Si tratta di un uomo senza nome, senza alcuna battuta e del quale si conoscono solo le iniziali: R.M.F. Ed è lui a dare il titolo ad ogni atto. Nel primo, "La morte di R.M.F.", Robert (Jesse Plemons) tenta di riprendere in mano la propria vita da Raymond (Dafoe), un uomo che ne programma in modo maniacale persino la routine giornaliera.

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Nel secondo, "R.M.F sta volando", Plemons interpreta Daniel, un poliziotto sconvolto dalla temporanea scomparsa della moglie Liz (Emma Stone). Quando quest'ultima fa ritorno, Daniel teme di trovarsi di fronte ad un'altra persona.

In "R.M.F. mangia un sandwich", infine, la protagonista è Emily (Emma Stone), che dopo aver abbandonato il marito (Joe Alwyn) e la figlia per seguire uno stravagante culto religioso, si mette alla ricerca di una ragazza dai poteri taumaturgici.

I rapporti umani sono il reale filo conduttore di Kinds of Kindness. Storie di di controllo e libero arbitrio. Di abusi. Poco importa se perpetrati da un datore di lavoro, un marito o dal leader di una setta religiosa. A suo modo, ognuno dei protagonisti di Lanthimos deve dimostrare con i fatti il proprio amore e la propria fede. Ma fin dove ci si può spingere?

Kinds of Kindness è un'esperienza surreale

Abbiamo detto di come Kinds of Kindness sia un ritorno al Lanthimos del passato. In effetti il regista si riunisce qui con Efthimis Filippou, già sceneggiatore dei suoi film più anticonvenzionali e cupi come The Lobster, Il sacrificio del cervo sacro e Dogtooth.

Da queste premesse, è evidente come Kinds of Kindness non sia un film per tutti. Né tantomeno vorrebbe esserlo. Non sono per tutti le immagini di un mondo in cui gli animali dominano sugli esseri umani. Non c'è un messaggio universale in grado di arrivare immediatamente allo spettatore, ma ci si ritrova davanti ad un puzzle da ricostruire pezzo dopo pezzo.

In qualche modo però Lanthimos si porta dietro un pizzico della comicità vista in Poor Things, rendendo Kinds of Kindness molto più accessibile di quelli del passato. Il grottesco lascia spesso spazio al dark humor e a gag genuinamente divertenti, prima che le immagini "rivoltanti" invoglino per un istante a staccare gli occhi dallo schermo. In Kinds of Kindness c'è di tutto, dal cannibalismo al sesso. E c'è soprattutto la capacità di sprofondare dal divertimento all'orrore nel giro di pochi secondi.

Questa è una diretta conseguenza della scelta, estremamente coraggiosa, di raccontare tre storie in un unico film. L'ennesima scommessa vinta da Lanthimos, che eliminando ogni elemento superfluo dalla narrazione arriva subito al dunque, con un ritmo serrato ma in grado di lasciare spazio all'introspezione. Il risultato è un film scorrevole e incapace di annoiare, tenendo sempre lo spettatore sulle spine (grazie anche ad una colonna sonora pensata per accentuare la tensione).

È insomma il vecchio Lanthimos, ma con qualche innovazione. Anche dal punto di vista visivo, nel film che segna il ritorno all'ambientazione dell'America contemporanea. Un'estetica che a tratti ricorda Il sacrificio del cervo sacro, in altri Dogtooth, ma resta comunque vicina ai suoi ultimi prodotti. Non sarà Povere Creature!, eppure anche Kinds of Kindness è un piacere per gli occhi. Un esercizio di stile in cui far riscoprire la natura contorta degli esseri umani e la follia del regista. Divisivo ma ben più accessibile rispetto ai suoi film in lingua greca.

Kinds of Kindness

Jesse Plemons ed Emma Stone mattatori

Tra le tante cose da applaudire di Kinds of Kindness, si merita un posto d'onore un ensemble cast d'eccezione, chiamato al difficile compito di rendere ben distinguibili i personaggi di ogni racconto senza però destabilizzare lo spettatore. Un lavoro teatrale portato a compimento alla perfezione.

Tutti si divertono e convincono, a partire da Margaret Qualley e un memorabile Willem Dafoe, fino ad arrivare a Hong Chau (The Whale, The Menu), Mamoudou Athie (Elemental), Joe Alwyn (The Favourite) e Hunter Schafer (Euphoria), seppur in un breve ruolo nell'ultimo atto.

I mattatori indiscussi di Kinds of Kindness sono però Jesse Plemons ed Emma Stone. Per il primo è forse il ruolo della consacrazione definitiva, dopo aver ampiamente dimostrato di avere le qualità per essere considerato tra i migliori attori in circolazione. La seconda ha ormai ben poco da dimostrare, dopo la sua seconda vittoria agli Oscar per Poor Things.

I due si scambiano ruolo gradualmente nel corso della pellicola. Nel primo atto Plemons è assoluto protagonista e la Stone fa il suo ingresso in scena dopo oltre mezz'ora. Nel secondo sono sostanzialmente sullo stesso piano nel ruolo di marito e moglie, in una storia che indaga particolari dinamiche di coppia (e risulta la più sconvolgente). Si chiude infine con Emma Stone grande protagonista nel ruolo di Emily, forse il più complesso e interessante di Kinds of Kindness.

Visti i risultati, non resta allora che attendere Save the Green Planet, il prossimo progetto di Lanthimos, remake dell'omonimo film sudcoreano del 2003, le cui riprese inizieranno questa estate. I protagonisti? Emma Stone e Jesse Plemons.

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