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Harry Potter e il prigioniero di Azkaban: 5 curiosità sul film

harry potter e il prigioniero di azkaban

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban è il terzo episodio della saga di Harry Potter, omonimo del romanzo scritto dall'autrice britannica J. K. Rowling. Il film uscito nel 2004 e diretto da Alfonso Cuarón segna per sempre il percorso intrapreso da Harry, introducendo tematiche profonde e dalle sfumature dark, compreso il passato dello stesso protagonista.

Ecco alcune curiosità che volevamo condividere con voi che, come ogni anno, state seguendo la maratona più magica di Italia 1.

Descrivi il tuo personaggio

Immaginate essere Alfonso Cuarón e trovarvi davanti ad un materiale così immenso e spesso come quello di Harry Potter. Per entrare in corsa nella saga e dirigere un film, non hai solo bisogno di una mano, ma di ben tre. Ecco perché il regista, per comprendere al meglio i protagonisti, ha fatto una richiesta particolare agli interpreti: scrivere un saggio sul proprio personaggio.

Il racconto fatto dal cast dice che Emma Watson scrisse addirittura 16 pagine d’analisi, un tema esaustivo e con particolare profondità. Daniel Radcliffe, invece, un po' come tutti noi a scuola, fece un testo di una sola pagina. Ma il migliore è indubbiamente Rupert Grint, che ebbe la faccia tosta di non consegnare nulla con la scusa che questo è quello che avrebbe fatto il suo personaggio. Un jolly da giocarsi in classe, imparate ragazzi.

Chi scegliere come Silente?

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban ha il merito, ma anche il peso sulle spalle, di introdurre un "secondo" Silente, in quanto Richard Harris, deceduto nel 2002, andava sostituito. La scelta ricadde su Michael Gambon e fu una scelta decisamente azzeccata, visto il successo del personaggio tra gli spettatori.

Prima di Gambon, però, la produzione aveva anche delle alternative, ovviamente. Tra i nomi spuntarono quelli Christopher Lee e di Ian McKellen, entrambi presenti nell'universo de Il Signore degli Anelli ed entrambi rifiutarono il ruolo. Il motivo è più che comprensibile: non vollero caricarsi sulle spalle il peso di interpretare un altro leggendario personaggio letterario.

Immagine d'informazione

Censurare Alfonso Cuarón

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban aveva sul set tantissimi bambini o, più in generale, minori di 18 anni. Chi è del settore lo sa, questo porta sul set diverse complicanze, alcune anche decisamente inaspettate.

La produzione del film, vista appunto la massiccia presenza di minori sul set, decise di inserire una clausola molto particolare nel contratto di Alfonso Cuarón: sul set non si dicono parolacce, è vietato.

I dissennatori... in acqua

Ve li ricordate i dissennatori? Quelle creature con il corpo di un essere umano a cui è stata tolta l'anima? Ecco, la loro lavorazione è durata per circa 6 mesi e non è stato facile realizzarli, tanto che le richieste di Alfonso Cuarón agli artisti VFX non facevano altro che rinviare la data di uscita del film.

Al regista però la CGI proprio non andava giù e per questo cercò metodi alternativi per realizzare questi esseri. Ad esempio, con dei burattini. Cuaron si rivolse al burattinaio Basil Twist, che gli mostrò un effetto ottenuto mettendo dei burattini in acqua. Ovviamente però questa tecnica era molto più dispendiosa a livello di tempo e denaro, quindi il regista dovette mettersi l'anima in pace ed accettare la CGI.

Per i più nostalgici

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban ha segnato, come dicevamo, il passaggio interno alla saga verso qualcosa di più oscuro, nei meandri di emozioni e situazioni tutt'altro che "per bambini", ma non solo. Un altro passaggio che potremmo definire storico che il film ha dovuto affrontare è quello della distribuzione.

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban è, infatti, l'ultimo film della saga ad essere stato distribuito anche in VHS. Una parola che detta oggi ci fa sentire più vecchi e che ci ricorda come il tempo passi velocemente per tutti, tranne che per la saga di Harry Potter, che ancora oggi riesce a stupire ed emozionare.