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Cinema

MCU, analisi della Fase 4: agli albori del multiverso

Black Panther: Wakanda Forever ha chiuso la Fase 4 del MCU, la prima della nuova Saga del Multiverso. Analizziamola insieme.

Mcu, analisi della fase 4: agli albori del multiverso
MCU, analisi della Fase 4: agli albori del multiverso
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In attesa dello speciale di Natale dei Guardiani della Galassia, possiamo già dire che con Black Panther: Wakanda Forever si è ufficialmente conclusa la Fase 4 del Marvel Cinematic Universe.

Con la Saga dell’Infinito ormai alle spalle e senza poter più contare su Iron Man e Steve Rogers, i due pilastri del primo decennio dell’MCU, la Fase 4 è stata indubbiamente la più sperimentale, nel bene e nel male, nella storia degli Studios. Una fase “di transizione” a tutti gli effetti, che ha comunque avuto il merito di raccontare nuove storie, sia di personaggi già noti che di volti nuovi, nel tentativo di porre le basi per il futuro.

Da Wandavision a Black Panther: Wakanda Forever, tra serie TV e film al cinema: proviamo ad analizzare e fare il punto sulla Fase 4 del MCU.

Da grandi poteri derivano grandi… sofferenze

Se c’è un filo conduttore che ha accompagnato molti dei protagonisti dei prodotti Marvel degli ultimi due anni, è la loro tendenza a dover affrontare situazioni dolorose. Avengers: Endgame aveva già insegnato agli eroi dell’universo Marvel cosa volesse dire soffrire, ma mai prima d’ora questa era stata una vera e propria costante.

Wandavision, prima di tutti, aveva insegnato cosa volesse dire perdere una persona cara, dover convivere con il dolore fino ai limiti della sopportazione. La fase 4 si era aperta così e si è conclusa alla stessa maniera, mostrandoci in Wakanda Forever una famiglia devastata per la perdita di T’Challa.

Nel mentre abbiamo avuto Yelena in Black Widow, Thor: Love and Thunder (nonostante il tono scanzonato anche il Dio del Tuono ha dovuto fare i conti con la perdita di Jane), ma soprattutto Spider-Man: No Way Home, che ha avuto come grandissimo pregio quello di far perdere a Peter Parker tutte le persone amate, fargli perdere addirittura la sua stessa identità. Una sofferenza straziante ma necessaria per il personaggio, per concludere al meglio il suo arco narrativo di adolescente e spalancando le porte ad uno Spider-Man più maturo.

I nuovi eroi del MCU

Dopo gli eventi di Avengers: Endgame sono rimasti in attività solo tre dei sei Avengers originali. Quando si perdono i punti di riferimento è indispensabile quindi crearsene di nuovi. Sono diversi i supereroi introdotti all’interno della fase 4 Marvel che si preannunciano al centro del futuro del MCU.

Estremamente convincenti gli ingressi nel mondo Marvel di Yelena Belova e Kate Bishop, che abbiamo già visto insieme sul piccolo schermo in Hawkeye. Anche Ms. Marvel ha avuto una serie a sé dedicata, così come accaduto per She-Hulk.

Abbiamo assistito ad un vero e proprio passaggio di consegne, tra Bruce Banner e Jennifer Walters, Clint Barton e Kate Bishop, Natasha e Yelena, ma anche Steve Rogers e Sam Wilson in quella che è stata la prosecuzione ideale del finale di Endgame. Il vecchio che lascia il posto al nuovo, per quanto alcuni personaggi come Clint e Bruce siano ancora in piena attività.

In più abbiamo visto anche l’introduzione di filoni narrativi totalmente nuovi, da quelli più oscuri di Moon Knight e Licantropus, fino a quelli mistici di Shang-Chi e Ms. Marvel.

Ms. Marvel mcu fase 4

I villain della Fase 4

Ogni supereroe che si rispetti deve avere una grande nemesi, e non possiamo dirci non soddisfatti di molti villain visti all’interno della Fase 4 del MCU, nonostante qualche passo falso.

I grandi villain sono stati una costante soprattutto nell’ultimo anno, a partire da quelli di No Way Home, guidati dall’eccezionale Green Goblin di Willem Dafoe, a cui hanno fatto seguito Scarlet Witch, a tutti gli effetti l’antagonista di Doctor Strange in the Multiverse of Madness, ed infine il Namor di Tenoch Huerta. Nel mezzo si inserisce anche il Gorr del solito straordinario Christian Bale, che purtroppo non è però stato sfruttato al massimo delle proprie potenzialità in Love and Thunder.

Parlando di villain, è inevitabile però che tutte le attenzioni siano rivolte sull’ultimo episodio di Loki, che ha segnato l’ingresso nel Marvel Cinematic Universe di “Colui che rimane”: Kang (qui trovate la nostra analisi della sua apparizione nel trailer di Ant-Man).

Ant-man and the wasp: quantumania mcu fase 4

La Saga del Multiverso

La Fase 4 non è stata solo una tappa intermedia, bensì anche il primo capitolo di una nuova grande saga dell’MCU: la Saga del Multiverso.

L’apertura dei multiversi nel finale di Loki ha già fatto intravedere le sue catastrofiche conseguenze in Spider-Man: No Way Home e Doctor Strange in The Multiverse of Madness, aprendo le porte dell’universo 616 a tantissimi villain ed altrettanti alleati.

I Marvel Studios fino a questo momento non si sono dimostrati però particolarmente coerenti nella gestione di un concetto così complesso. Fin troppe sono state fino ad ora le differenze fra un progetto e l’altro. Pensiamo ad esempio all’aspetto delle varianti, fisicamente differenti nel caso di Loki e Spider-Man ma assolutamente identiche per quanto riguarda Wanda e Doctor Strange; o ancora al “dreamwalking”, introdotto da un momento all’altro nel sequel di Doctor Strange.

Aspettiamoci però di avere presto maggiori chiarimenti, considerando che il multiverso sarà il filo conduttore dei prodotti Marvel fino al 2026, anno di uscita dell’attesissimo Avengers: Secret Wars, preceduto da The Kang Dinasty.

Cosa non ha funzionato nella Fase 4

Senza girarci troppo attorno, la Fase 4 non può essere di certo definita la migliore del franchise Marvel, tutt’altro.

Va apprezzato il tentativo da parte degli Studios di uscire dalla comfort zone che garantiva di macinare milioni di dollari con prodotti ben poco originali, tuttavia diversi di questi esperimenti non hanno funzionato.

In primo luogo, l’arrivo delle serie su Disney Plus non ha dato quella marcia in più che ci si poteva aspettare. Il formato da 6 episodi si è rivelato fin poco adatto a raccontare storie ben costruite, concludendosi spesso con finali affrettati o addirittura inserendo episodi filler a riempire serie già di per sé brevi.

La speranza è che la struttura attuale delle serie, che punta a dividere in episodi dei veri e propri film, possa essere leggermente rivista e migliorata andando avanti. Sappiamo già che Daredevil: Born Again avrà 18 episodi, dunque possiamo essere fiduciosi in tal senso.

Nel complesso la Fase 4 ha avuto alti e bassi, ma ha posto le fondamenta per il futuro prossimo, in attesa di capire come la saga di evolverà con Ant-Man and The Wasp: Quantumania.

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