Oppenheimer: ecco perché è un capolavoro

Oppenheimer

Oppenheimer è la nuova pellicola dell’acclamato regista Christopher Nolan, disponibile nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 23 agosto. Elogiato dalla critica e accolto altrettanto positivamente dal pubblico, Oppenheimer è una perla cinematografica da non perdere.

Dopo essersi consolidato con la trilogia de Il cavaliere oscuro e aver esplorato i meandri della psiche già a partire da Memento, passando per Inception, Nolan aveva sperimentato il genere fantascientifico con Interstellar. Tenet, il suo ultimo sforzo cinematografico, invece, non aveva raccolto il successo sperato.

Con Oppenheimer il regista ritorna al genere storico, al quale si era già approcciato con Dunkirk, e lo fa sfruttando al massimo la sua abilità tecnica regalandoci un vero e proprio capolavoro dei giorni nostri. Scopriamo insieme il perché.

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Oppenheimer e la pellicola 70 mm

Cavalcando l’onda del movimento culturale del Barbenheimer, l’ultima pellicola di Nolan ha guadagnato in pochi giorni, solo in Italia, circa 7 milioni di dollari. Il ritorno in sala è obbligatorio in particolare per quest’opera cinematografica. Nolan, quasi come discendente di Kubrick, è un appassionato sostenitore della celluloide. Oppenheimer è infatti girato su pellicola 70mm IMAX. Si tratta del primo film con sequenze in bianco e nero ad essere prodotto in questo formato “speciale”.

In Europa solo Praga e Parigi possiedono sale cinematografiche in grado di sostenere questo particolare formato, il che rende Oppenheimer una pellicola quasi esclusiva. Andare a vedere il film in IMAX significa “vivere un’esperienza” facendo riscoprire anche ai più giovani la bellezza della vecchia celluloide che non si può di certo sperimentare tramite altri dispostivi o siti streaming.

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Nolan: tra virtuosismi e tecnicismi

Oltre alla spettacolarizzazione dell’esperienza cinematografica, Nolan punta anche su altro. A livello tecnico Oppenheimer (qui trovate la nostra recensione) raggiunge il vertice della perfezione. Con virtuosismi registici, un montaggio tutt’altro che lineare accompagnato dalla colonna sonora a cura del compositore svedese Ludwig Göransson, la pellicola è impressionante.

Il tutto si sposa con performance attoriali che a partire dal protagonista Cillian Murphy, contribuiscono al raggiungimento di quella perfezione tanto bramata dal regista inglese. Anche le parti che possono sembrare più marginali, come quella di Florence Pugh, in realtà sono studiate con zelo. Gli altri protagonisti del racconto, altrettanto magistralmente interpretati da Robert Downey Jr. e Emily Blunt ci fanno poi sprofondare negli abissi di questo oscuro biopic, tanto lineare quanto contorto.

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Il Prometeo americano

“Sono diventato Morte, il distruttore di mondi”. Le parole del padre della bomba atomica. J. Robert Oppenheimer. Il moderno Prometeo che ha cambiato il corso della storia. La volontà di Nolan di descrivere uno dei personaggi più influenti degli ultimi secoli lo porta a concentrarsi sul valore morale delle azioni dello scienziato statunitense.

Al di là dei tecnicismi, Nolan sente l’esigenza di raccontare la storia del fisico esplorando i confini etici. Fin dove può spingersi la curiositas di un uomo? E perché peccare di hybris (tracotanza) di fronte al progresso scientifico? Sadicamente ammaliato dalla sperimentazione tecnica, l’uomo è davvero disposto a spingersi oltre le colonne morali?

Tanti dubbi e due soli nomi: Nolan e Oppenheimer. Una tragedia greca, applicata alla storia recente e tradotta in chiave moderna. Oppenheimer è una rarità cinematografica grazie alla pellicola IMAX 70mm; raggiunge poi la perfezione tecnica grazie a vari scomparti, dal montaggio al sonoro. Ma ciò che rende questa macabra favola un capolavoro è sicuramente la sensibilità con la quale il regista londinese esplora i limiti umani morali e etici del Prometeo moderno. Così Nolan confeziona una bomba.