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La fantastica signora Maisel: 5 motivi per cui vale la pena vederla

La fantastica signora Maisel è una delle perle nascoste all’interno del catalogo di Prime Video, e per questo dovrebbe essere più conosciuta e apprezzata

La fantastica signora maisel: 5 motivi per cui vale la pena vederla
La fantastica signora Maisel: 5 motivi per cui vale la pena vederla

The Marvelous Mrs. Maisel, che in italiano è diventato La fantastica signora Maisel, è una serie che mischia il genere comedy al drama, come spesso avviene nei prodotti ideati da Amy Sherman-Palladino, sceneggiatrice, regista e produttrice televisiva statunitense, nota ai più per aver ideato e diretto Una mamma per amica.

Agli sguardi più attenti non è quindi passata inosservata la spiccata somiglianza che senza dubbio c’è tra i due prodotti: Midge e Lorelay sono infatti personaggi simili, a iniziare dallo loro irrefrenabile parlantina, fino ad arrivare alla innata voglia di indipendenza che travolge entrambe le signorine.

La signora Maisel però risulta molto più suggestiva e travolgente di quanto non fosse la prima fatica di Sherman-Palladino, per questo è senza dubbio una serie che vale la pena vedere e recuperare quanto prima. Se ancora non siete convinti, di seguito troverete 10 buoni motivi per iniziarla.

ATTENZIONE SPOILER

1. La signora Maisel

Il primo motivo che dovrebbe spingere tutti a vedere la serie in questione è senza dubbio la protagonista: Miriam Maisel. Una donna che a soli 25 anni, dopo aver dato alla luce ben due pargoli, e nel pieno della sua avviata vita nel lussuoso quartiere dell’Upper East Side di New York, vede ogni certezza sgretolarsi. E, invece di darsi per vinta, di chiedere in ginocchio al marito di ripensare alla decisione da lui presa, di supplicarlo di rimanere con lei e i suoi figli, si rimbocca le maniche e con tenacia affronta i pezzi del suo matrimonio e della sua quotidianità stravolta.

Dentro di lei qualcosa si smuove e si accende la passione per ciò che in realtà le è sempre venuto naturale e spontaneo: intrattenere amici e parenti con battute acute e osservazioni brillanti volte a strappare una risata a chiunque le fosse attorno. Decide quindi di intraprendere la strada della stand up comedy, con metodo, impegno e forza, che le torna utile soprattutto per lottare contro i suoi genitori, che fin da subito non capiscono perché la figlia si ostini a voler diventare una comica.

Dunque il suo personaggio della signora Maisel, che costantemente, fin dalla prima stagione, deve affrontare una serie di ostacoli, tutti più o meno collegati al suo essere donna in un mondo (quello della stand up comedy e non solo) governato esclusivamente da uomini, è senza dubbio fonte di ispirazione per le giovani ragazze, il genere femminile e anche maschile, portato a riflettere sulla condizione privilegiata che spesso non sa di star occupando.

Signora maisel

2. I personaggi secondari non sono macchiette sbiadite

La serie però non spicca solo per aver saputo caratterizzare notevolmente bene la protagonista, ma anche per non aver ridotto i personaggi secondari e comprimari a bieche caricature. Infatti a partire da Susie Myerson, la manager di Midge, passando per l’ex marito Joel Maisel, i genitori di lei Abe e Rose Weissman, e persino i genitori di lui Moishe e Shirley Maisel, sono tutti indimenticabili.

Ognuno di loro è mosso da un fine, ha uno scopo e prova a raggiungerlo, nessuno di loro è fermo e inerme, inserito tanto per fare numero. Ovviamente questo si fa maggiormente chiaro con l’avanzare delle stagioni, in quanto non dimentichiamo che per caratterizzare adeguatamente i personaggi, soprattutto quelli secondari, occorre tempo. Ma nel corso di quattro stagioni, si può già affermare che lo spettare non può che affezionarsi o almeno comprendere tutti coloro che approdano in scena non solo di passaggio, e ne può apprezzare la scrittura. Inoltre, ognuno di loro raggiunge una o più evoluzioni nel corso degli episodi, risultando ancora più sfaccettato di quanto non lo fosse all’inizio della serie.

3. Le battute divertenti sia sopra sia fuori dal palco

La comicità della serie è poi il terzo motivo per il quale vale la pena dare una chance a La fantastica signora Maisel. Infatti le battute, i botta e risposta esilaranti e le situazioni comiche si susseguono e non vengono meno quando Midge non è sul palco a esibirsi. Infatti i siparietti che si creano tra lei e i suoi genitori, oppure tra Susie e Joel o ancora tra i signori Maisel sono tutti credibili, scritti bene e recitati meglio.

Da non sottovalutare infatti la scrittura portentosa e i tempi comici pressoché perfetti che vengono dettati da quest’ultima. Nonostante alcuni episodi all’interno delle quattro stagioni finora uscite su Amazon Prime Video siano più deboli e statici di altri, nessuno di loro è scarno di comicità tagliente e intelligente e di battute brillanti ad opera di Miriam o degli altri personaggi che le orbitano intorno.

Signora maisel

4. I costumi e l’ambientazione anni ’50/60

Altro punto di forza è senza dubbio legato alla sua estetica e ambientazione. La storia inizia nel 1958 e la serie riesce perfettamente, fin dai primissimi minuti, a catapultare il pubblico in quel preciso momento storico nella New York dello scorso secolo. Ogni negozio, ogni viale che viene inquadrato, ogni locale, ogni abitazione è ricreato nel minimo particolare con abilità, posizionando macchine d’epoca ai lati della strada, o spargendo in casa televisori datati e radio ormai antiche.

I costumi sono poi i fiori all’occhiello della messa in scena, in particolar modo quando Miriam è inquadrata: i suoi vestiti, mai uguali, diversi per ogni occasione e in quasi ogni ripresa, sono da sogno. I colori sgargianti, i tagli tipici anni ’50/60, gli accessori impeccabili che vanno dalle scarpe coordinate per finire ai cappelli impeccabili per ogni completo. Ovviamente non è soltanto la signora Maisel a sfoggiare costumi di scena, e infatti anche gli altri personaggi sono vestiti di tutto punto, ognuno con il proprio stile ben riconoscibile e con vestiti che ne rispecchiano la personalità.

Signora maisel

5. Colonna sonora azzeccata

L’atmosfera anni ’50/60 non è però solo affidata ai costumi d’epoca e alle macchine datate, è anche abilmente sottolineata dalla colonna sonora, che manda a uno dietro l’altro i grandi successi di quegli anni. Ogni situazione, ogni avvenimento è accentuato, spesso in modo ironico, dal giusto accompagnamento musicale, che rende il tutto un mix davvero unico di scrittura e comicità non sempre esplicitata attraverso le note.

Le canzoni sono poi tutte iconiche, rendendo la colonna sonora facilmente riconoscibile anche a un pubblico giovane, che si ritrova a canticchiare i motivetti incontrati in spot pubblicitari o nei grandi film di ieri e oggi. Nel corso della terza stagione poi, la musica ambientale è spesso presente per ragioni di trama, e questo eleva ancora di più determinate scene, rendendole indimenticabili e molto godibili.

Signora maisel

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