I leoni di Sicilia, Recensione dei primi tre episodi

La recensione dei primi episodi della nuova serie di Paolo Genovese

I leoni di Sicilia

I leoni di Sicilia, la nuova serie tv di Paolo Genovese, tratta dall’omonimo romanzo di Stefania Auci, è sbarcata su Disney+. Una serie in costume, ambientata nella Sicilia nell’Ottocento. Il bellissimo romanzo racconta la storia dei Florio. Una famiglia calabrese che, dopo essersi stabilita in Sicilia, riesce a diventare una delle più ricche dell’isola.

Andiamo ad analizzare la serie tv basandoci, per ora, sui primi tre episodi.

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I leoni di Sicilia

Una serie tv molto interessante nonostante i lati negativi. Merita di essere vista soprattutto per la trama e per la scenografia mozzafiato. Paolo Genovese anche stavolta non delude.

La trama deI leoni di Sicilia

Nonostante la stoia dei Florio sia molto nota, ecco un breve riassunto per chi non dovesse conoscerla.

Paolo Florio si trasferisce dalla Calabria alla Sicilia dopo il forte terremoto che aveva causato il crollo della sua casa. Porta con sè la moglie e il figlio Vincenzo. Insieme al fratello Ignazio decidono di aprire una bottega di spezie. Riescono ad arricchirsi, e dopo la morte, prima del padre e poi dello zio, il giovane Vincenzo dovrà gestire l’azienda di famiglia. 

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La Sicilia non è la mafia

Questa serie tv mostra finalmente le bellezze della Sicilia e ne racconta la storia. Una storia di crescita, che poi proseguirà sicuramente nelle puntate successive. Un racconto che finalmente mostra la Sicilia, una delle bellissime isole Italiane, che ha avuto un passato e che non è solo mafia. 

Ad accompagnare quest’opera, una colonna sonora molto variegata. Musiche più classiche vengono accostate a canzoni ritmate ricche di suoni elettronici che riportano al presente, che cerca forse di far sentire allo spettatore la storia come un qualcosa di vicino.

Genovese per la prima volta dirige una serie e lavora per una piattaforma. Per questa sua prima esperienza però, almeno nei primi tre episodi, non rischia. Porta a casa un prodotto riuscito, ma che non fa certamente gridare alla serie televisiva dell’anno come invece faceva sperare. 

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I primi tre episodi

Le scenografie mozzafiato, di Massimilianono Sturiale, riescono a catapultare lo spettatore nella Sicilia dell’Ottocento. Il reparto costumi, curato da Alessandro Lai, non delude. Peccato che gli attori risultino quasi sempre fuori fuoco. L’unica che ci ha convinti a pieno è Ester Pantano. L’attrice riesce a trasmettere, anche solo con lo sguardo, tutta la sofferenza e il desiderio di rivalsa di una donna forte, che deve però sottostare al marito.

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La storia avvincente viene messa in scena attraverso una narrazione più vicina al modello della fiction italiana piuttosto che alla serialità. È quasi come se stessimo assistendo agli eventi riguardanti i Florio. Passando da una cosa all’altra senza curarci troppo dei personaggi e del quadro generale. Il tutto risulta poi troppo costruito e quindi poco vero. Una nota di merito da fare assolutamente è rivolta agli sceneggiatori, che hanno fatto un bel lavoro nel riportare le parole della Auci in questi primi episodi. Un lavoro che conquista coloro che hanno letto il romanzo, ma che forse aveva bisogno di più di otto episodi, per esprimersi al meglio.

Il primo episodio risulta nettamente più scorrevole rispetto al successivo e ancora di più rispetto al terzo. Forse proprio perché rappresenta il nostro ingresso in questa Sicilia di atri tempi, che riesce a coinvolgerci. 

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I Leoni di Sicilia è una serie tv da non perdere?

Bilanciando gli aspetti negativi e quelli positivi di questi tre episodi, la serie tv merita sicuramente di essere vista. Questa storia è una delle più interessanti del nostro paese. È anche un modo per assistere a uno spaccato della storia Italiana. Ci mette davanti a una Sicilia che poche volte abbiamo visto sul grande o sul piccolo schermo, e che tutti dovrebbero conoscere. Si sta poi sempre parlando dell’opera di un regista estremamente capace, che non poteva che sfornare un buon prodotto. Le ambientazioni, ricostruite o non, sono uno dei punti forti di queste puntate.

Inutile dire che queste parole sono state spese per quanto riguarda solo ed esclusivamente gli episodi che abbiamo avuto il piacere di visionare. E che quindi è impossibile al momento dare un’idea generale su tutta la serie