Come diventare un Valorant: Intervista a Educoz

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Valorant è ormai realtà e una folta schiera di giocatori professionisti sono migrati sul nuovo sparatutto di Riot Games.

Questo FPS tattico ha attirato giocatori da mondi diversi, come possono essere quelli di Overwatch, Cs:GO, APEX Legends, ma anche Fortnite, PUBG e Call Of Duty.

Ciò che attrae di Valorant non è solamente la complessità strategica o la versatilità degli agenti giocabili, ma è soprattutto l’ecosistema eSports che Riot Games vuole costruirci attorno.

Uno dei giocatori italiani rimasto immediatamente stregato dal modus operandi di Riot è Educoz.

Educoz è un’istituzione del panorama eSports italiano, poichè ha portato il tricolore ad alti livelli in giochi come PUBG e più recentemente APEX Legends.

Con il team DROPZ (assieme a Mox e Streamii) ha raggiunto le semifinali delle APEX Legends Global Series, guidando la squadra dal ruolo di capitano.

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Educoz

Ora ha iniziato una nuova avventura su Valorant, dove si è guadagnato il grado massimo nel complicato sistema ranked di questo FPS tattico. Inutile dire che è stato tra i primi italiani a raggiungere tale obiettivo.

Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con lui, che ci ha raccontato la sua storia ed il suo giudizio su questi primi mesi di Valorant.

Se potessi delineare un percorso a tappe della tua carriera videoludica, quali videogiochi identificheresti come i più importanti?

Ho iniziato a giocare a Counter Strike quando avevo 8/9 anni. Ho trovato sin da subito molto stimolante l’ambiente competitivo e nei week-end, quando vivevo ancora nel mio paese d’origine in Romania, partecipavo a partite in LAN organizzate da ragazzi che piuttosto che uscire con gli miei amici o andare in discoteca giocavano a CS. Di fatto ho forgiato così la mia base tecnica e meccanica. Nel 2017 ho finalmente fatto il salto di qualità iniziando a competere su PUBG. PUBG mi ha introdotto nel mondo dei Battle-Royale e ha contribuito molto al player che sono adesso.

Apriamo ora la parentesi APEX per poi chiuderla: cosa ti ha convinto a cambiare gioco su cui competere? Quali sono state le mancanze dell’FPS di Respawn sia in termini di ecosistema esports che come gameplay?

C’è una differenza sostanziale tra APEX e PUBG: APEX non premia il più forte. Certo, se si è bravi i risultati arrivano, ma l’eccessiva casualità a cui vai incontro giocando ad APEX non ti premia in termini di costanza dei risultati ottenuti. In PUBG se sei il più forte vinci, su APEX se sei più forte non è detto che tu riesca a dominare sugli altri. In parte sono anche rimasto deluso dall’organizzazione dei tornei. Molte volte siamo stati costretti ad attese lunghissime tra una partita e l’altra e sono emersi svariati problemi che hanno dimostrato poca vicinanza nei confronti dei giocatori professionisti. Tuttavia APEX rimane un ottimo titolo per avvicinarsi al mondo degli eSports, seppur mantenga come target principale il giocatore casual.

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Sova: il main di Educoz su Valorant

Molti streamer e giocatori pro italiani ti hanno nominato spesso, indicandoti come uno dei più forti giocatori al momento. Cosa pensi che ti abbia reso così vincente e carismatico?

Apprezzo molto questa cosa. Ho fatto tanti sacrifici durante la mia carriera e ricevere tali complimenti mi fa capire come ne sia valsa la pena. Probabilmente la mia duttilità è l’elemento che più mi contraddistingue dagli altri. Ho giocato a molti giochi a livello competitivo e sono sempre riuscito a dire la mia. Gli sforzi e gli allenamenti che ho fatto in passato mi hanno reso un giocatore a tutto tondo e non è mai capitato che io non riuscissi a ottenere risultati in qualche gioco a cui mi sono dimenticato.

Valorant è il gioco della tua consacrazione definitiva?

Valorant mi sta dando tutto quello che ho sempre cercato. E’ un gioco creato su misura del giocatore competitivo, vincere o perdere non dipende dal caso ma unicamente dall’abilità del singolo e dalla sinergia del team.

Valorant: un nuovo capitolo della tua carriera ed un nuovo capitolo del genere sparatutto?

Valorant è uno di quei giochi destinato a rimanere nel vivo dell’industria per decenni. Se League of Legends e Dota si sono divisi l’utenza dei MOBA, CS:GO e Valorant faranno lo stesso per quanto riguardo gli sparatutto competitivi. Ovviamente questi rimangono giochi non adatti a tutti. I casual fanno fatica ad addentrarsi negli FPS tattici. Non sono giochi di cui ti guardi le stream su Twitch la sera per rilassarti. Tuttavia sanno divertire molto il pubblico quando ci sono tornei di notevole importanza ed i numeri che fanno su Twitch e piattaforme simili lo dimostrano.

Hai raggiunto il grado di Valorant in tempi record: come consigli di comportarsi a chi volesse ottenere lo stesso risultato, è meglio avviare il matchmaking in solo o in team?

Sicuramente creare un team fisso con cui imparare a giocare sinergicamente è la cosa migliore. Bisogna tenere a mente però che il sistema di matchmaking di Valorant non ti premia se ti metti a giocare con un team mal-organizzato. Un gruppo completo verrà abbinato più facilmente ad un gruppo completo, pertanto è molto facile trovarsi di fronte 5 persone che sanno giocare di squadra. In poche parole un team solido è la cosa migliore, ma se non si è organizzati è difficile rankare come se si fosse in solo o in duo.

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Viper: usato molto nelle scrim

Hai già fatto una tua personale tier list dei 10 agenti giocabili?

Sage è il personaggio insostituibile. Potremmo definirlo Tier S, poichè non c’è team competitivo che non utilizzi la guaritrice.

Dopodichè appena sotto di un gradino possiamo mettere Breach, un personaggio utility fondamentale, e Brimstone che è ottimo per la strategia del team.

Arriviamo poi al mio main: Sova. un personaggio poliedrico, perfetto come scout, grazie alle sue abilità di individuazione dei nemici. Ma è anche un eroe che ti permette di fare molte uccisioni. Il suo ruolo è quello di aprire il round e dare informazioni importanti alla propria squadra soprattutto grazie alla freccia radar.

Cypher anche è fortissimo, poichè copre dalle imboscate degli avversari e in difesa protegge due zone in solitaria.

Anche Viper è efficace, ma è un eroe molto difficile da usare, di cui bisogna studiare le meccaniche a menadito per esibire performance di alto livello. Soprattutto su split [una delle mappe di Valorant] Viper è un personaggio sempre più utilizzato in partite competitive (scrim).

Omen è un campione molto aggressivo, che si presta a giocate importanti ma rimane molto complesso e poco intuitivo. Lo vedremo sempre di più in partite di alto livello.

Razer e Phoenix sono forti, ma la loro utilità è soprattutto in elo bassi, dove possono dominare facilmente i match. Raze in questo caso è poco sopra Phoenix.

Jett invece non mi piace. E’ un’agente individualista portato più alla giocata personale e poco adatto a contribuire ad una strategia della squadra.

Per iniziare consiglio sicuramente Phoenix. Come abbiamo detto è efficace in rank bassi ed è molto semplice da usare, più di Raze che rimane tuttavia adatto per chi è alle prime armi.

Gli altri personaggi sono enormemente più complessi. Gli agenti di Valorant devono essere studiati su ogni mappa ed è necessario misurare pixel per pixel i punti in cui utilizzare un’abilità piuttosto che un’altra. Per diventare veramente bravo con personaggi come Sova, Sage, Viper e gli altri servono ore e ore di gioco.

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Raze: “devastante in elo bassi”

Credi che il gioco abbia bisogno di un nuovo agente?

Io e molti altri giocatori con cui mi sono confrontato pensiamo che manchi un’ alternativa a Sage, quindi un agente di supporto. Abbiamo visto poco fa come Sage sia l’unico personaggio che non deve mai mancare in un team. Un nuovo agente a lei speculare renderebbe il roster completo e darebbe più profondità al gameplay.

Potrà mai diventare un gioco adatto ai casual? se si sarebbe un qualcosa di positivo secondo te?

Secondo me sì, ma tutto dipende da come Riot deciderà di gestire la cosa. Abbiamo visto in passato come Dota ed i MOBA in generale fossero un genere di nicchia, ma l’arrivo di League of Legends abbia sdoganato il genere ad un pubblico molto molto ampio, nonostante la complessità.

Aprirsi ad un pubblico casual sarebbe a prescindere una cosa più positiva: porterebbe visibilità e soprattutto soldi da investire per migliorare ulteriormente il gioco. Se non stessimo parlando di Riot Games ci sarebbe magari il rischio che strizzando l’occhiolino al grande pubblico si perda il focus sul competitive, ma lo studio ha già garantito che l’eco-sistema eSports è ciò su cui si vuole puntare maggiormente.

Cosa ti aspetti al lancio ufficiale di Valorant? (nuovi agenti, nuove mappe , nuove armi, nuove modalità)

Hanno già confermato, da quanto ne so, che rilasceranno un nuovo agente, una nuova mappa ed una nuova modalità. Quest’ultima purtroppo non sarà il team deathmatch, che trovo sia l’unica vera mancanza di Valorant a livello di contenuti. Il deathmatch sarebbe un ottimo riscaldamento prima di partite competitive, aiuterebbe ad allenare le proprie skill e attirerebbe anche pubblico. Mi consola il fatto che abbiano confermato che prima o poi la aggiungeranno come modalità.

Per quanto riguarda l’agente non si sa ancora nulla, mentre da tempo sono emerse indiscrezioni su una mappa ispirata a Venezia, su cui non vedo l’ora di giocare.

Tecnicamente invece non ho nulla da chiedere al gioco. Già in Beta hanno portato molta qualità. I problemi ci sono stati, come ci sono in qualsiasi gioco all’inizio del proprio ciclo di vita, ma in questo caso hanno saputo risolverli in tempi record. La community ha segnalato vari problemi con cheat e bug e Riot ha saputo agire tempestivamente: li vedo molto bravi nella gestione degli imprevisti.

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Jett: solista d’eccellenza su Valorant

Hai qualche consiglio per i giocatori che si approcciano per la prima volta ad un FPS tattico?

Valorant è un gioco molto complesso e non adatto a tutti. Ho detto molte volte anche ai ragazzi che mi seguono che bisogna avere la forza di non abbattersi dopo le prime sconfitte. Questo gioco punisce il minimo errore e richiede una conoscenza certosina delle meccaniche, oltre che ovviamente un buon bagaglio tecnico.

Allenatevi e giocate più che potete, non si finisce mai di migliorare e Valorant è un gioco in cui si diventa veramente bravi dopo centinaia, se non migliaia di ore di gioco.

Gli strumenti che sono messi a disposizione per allenarsi, come il poligono, possono aiutare a prendere confidenza con il sistema di shooting e contribuiscono a migliorare la mira, ma solo se usati con cognizione di causa. Quando aggiungeranno il Deathmatch ci si potrà allenare molto più efficacemente.

Ringraziamo Educoz per la piacevole chiacchierata. Se volete vederlo giocare potete se guirlo su Twitch, oppure seguitelo su instagram per rimanere aggiornati sulle competizioni a cui prende parte.

Dai un’occhiata anche alla nostra intervista a Mox600 e al team di APEX Legends (Ex) degli Elites.

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