Hollow Knight – Il Souls dei Metroidvania, Recensione

Hollow Knight - Il Souls dei Metroidvania, Recensione 1
Immagine di copertina

Hollow Knight è la prova lampante di come l’universo indie possa dar vita a dei giochi eccelsi senza aver a disposizione ingenti capitali e team di centinaia di persone. Il gioco fa parte della categoria Metroidvania, nata dall’unione di action e platform 2D, e dal mio punto di vista può appartenere anche al genere Soulslike, nato dai celebri Dark Souls. Prima d’iniziare la recensione vorrei soffermarmi sulla storia del titolo e di come questo sia il gioco della community

Trailer

Storia di un successo

La storia di questo successo parte nel lontano 2014, quando tre ragazzi australiani, team cherry, decidono di avviare una raccolta fondi necessari a realizzare un promettente Metroidvania. Decisero di avviare una campagna su Kickstarter, famosa piattaforma di crowfounding. Fu un vero successo, ben 57.138 AUD (dollari australiani circa 35 mila euro) abbattendo l’obiettivo di 35.000.

Dal 2017, anno di pubblicazione, ad oggi il titolo ha venduto oltre 2 800 000 copie. Una accoglienza clamorosa per un titolo indie, complice anche il riflettore sul panorama indipendente degli ultimi tempi, che ha favorito la nascita di una community molto affiatata e ascoltata in pieno dal team. Tanto da rilasciare la versione per XBOX ONE, Playstation 4 e Nintendo Switch nel 2018, richiesta a gran voce dal pubblico. Il team non smette mai di ringraziare il sostegno rilasciando sempre nuovi contenuti totalmente gratuiti grazie al successo nelle vendite. Sono quattro ad oggi le espansioni rilasciate dal team oltre all’annuncio del seguito: Hollow Knight: Silksong che sarà gratuito per tutti i backers, si chiamano così le persone che decidono di donare fondi ai progetti kickstarter, del progetto iniziale.

Mappa di hollow knight parzialmente oscurata

Metropoli sotterranea

Nidosacro è un mondo in cui regna solitudine e tristezza. Un senso di abbandono che echeggia nell’aria degli angusti cunicoli di cui è formata. Una metropoli composta da centinaia di corridoi che si aggrovigliano tra loro formando complicati labirinti. Un tempo ricca di esploratori alla ricerca di fortuna nelle miniere di cui ormai se ne percepisce solo l’ombra. Non ci è dato sapere quale fenomeno ha portato a così tanta desolazione, trasformando Nidosacro in un ambiente desolato e popolato solo da insetti zombi. L’unica cosa che sappiamo è che in seguito a questo misterioso evento fece la sua comparsa un edificio con un sigillo raffiguranti tre maschere. Il nostro piccolo cavaliere insettiforme si ritrova nella città di Pulveriera, alle porte del labirinto sotterraneo, da dove inizia l’avventura armato solo di una piccola lama, l’aculeo.

In Hollow Knight il racconto, cosi coma la narrazione, non segue una linea ben definita ma bensì molte volte velata nel mondo che ci circonda. Per poter dare un senso all’avventura ed arrivare ad uno dei finali è necessario esplorare, combattere, interloquire con i vari npc e interpretare tutti i piccoli segnali. Scopriremo ben presto che una misteriosa infezione sta uccidendo pian piano gli ultimi superstiti dell’alveare. Nel corso dell’avventura scopriremo la storia di Nidosacro, attraverso racconti e reliquie, formando una “Lore” molto vasta e intrigante.

Le ambientazioni gotiche e una mappa molto stratificata, fanno dell’esplorazione e backtracking, il tornare indietro a visitare posti dapprima inaccessibili, uno dei punti margini dell’esperienza. Tanti passaggi segreti, peripezie atletiche e short path fanno capire quanto le aree siano studiate in ogni minimo particolare. Eccezionale perfino le diverse musiche abbinate alle aree che riescono alla perfezione a trasmettere solitudine e smarrimento. Perfino la lingua, totalmente inventata, parlata dai vari insetti che troveremo è piacevole e risulta molto simpatica.

Immagine promo di Hollow Knight

Metroidvania-Souls

L’ispirazione del maestro Hidetaka Miyazaki è evidente, non solo nello stile dark e nella narrazione silente ma anche nella struttura del gioco. Non sono solo il caratteristico checkpoint, fatto ad una comune panchina invece che ad un falò, seguito dalla rinascita dei nemici dopo il “riposo” ed il dover recuperare il bottino ad ogni morte, con la possibilità di perderlo definitivamente, i chiari segni dell’ispirazione ma anche come il gioco si pone nei nostri confronti.

Fin dai primi minuti nei panni del coleottero dobbiamo far fronte a quel senso di abbandono e solitudine a cui il genere ci ha abituati. Non ci sono tutorial e veniamo catapultati nell’avventura senza un minimo di contesto, questo senso viene ampliato dalla mancanza di una mappa, acquistabile dal simpatico cartografo a patto di riuscire a trovarlo nelle varie aree. Le mappe inoltre non sono complete, dovranno essere disegnate da noi durante il corso dell’esplorazione. Perfino l’indicatore della nostra posizione è un oggetto che va indossato. Hollow Knight non inventa nulla di nuovo nel suo genere principale di appartenenza, Metroidvania, ma applica alla perfezione le regole dei Souls dando vita ad uno dei migliori titoli del genere non creato dalla From Software.

Immagine promo del dlc God Master di Hollow Knight
DLC Gratuto God Master

Un coleottero letale

Il sistema di combattimento si basa sul corto raggio e l’aculeo è la nostra alleata principale. Avremo due indicatori, le vite a disposizione e le “anime” raccolte colpendo i nemici. Le anime saranno necessarie per curarsi o utilizzare una delle abilità che acquisteremo nel corso del viaggio. Il sistema di progressione non prevede esperienza accumulabile ma è realizzato attraverso la raccolta di collezionabili. Infatti per avere più vite sarà necessario raccogliere i pezzi della maschera, cosi come per ampliare il “contenitore” delle anime. Per aumentare la potenza del cavaliere invece bisognerà trovare il fabbro e portargli il materiale necessario per migliorare il nostro aculeo, una piccola base di crafting.

Il sistema di personalizzazione è più profondo di quanto possa sembrare, grazie agli Amuleti. Sono in tutto 40 sparsi in tutta Nidosacro, tutti diversi tra loro e con molteplici abilità. Ogni amuleto ha uno specifico effetto ed un particolare numero di “incassi” che servono per equipaggiarlo. Bisogna quindi rispettare il numero massimo di “incassi” disponibili, sbloccabili durante l’avventura, per creare la propria “build”, l’indicatore del personaggio ne occupa uno ad esempio. Combinando i vari amuleti è perfino possibile attivare delle abilità nascoste.

Primo boss di Hollow Knight
Cavaliere alle prese con un boss

Il 112%

Le attività da svolgere nel corso dell’esperienza sono tante e varie prima di arrivare ad uno dei quattro possibili finali. Molte sono le missioni secondarie che troveremo sparse in Nidosacro, proposte sempre in modo velato ed accessibili solo dopo attenta esplorazione. Recuperare tutti gli amuleti, arrivare al massimo di vite e anime accumulabili, salvare tutte le larve e superare i platform puzzle, alcuni degni di Super Meat Boy, sono solo alcune delle attività disponibili e necessarie per il 100% di completamento, 112% se volessimo completare anche i contenuti aggiuntivi.

L’esperienza non ha un numero di ore minimo per essere completata. Offre un buon livello di sfida quindi il tempo necessario dipende dalle nostra capacità, vi dico solo che per Grimm, il boss di un dlc, mi ci sono volute quasi 8 ore di tentativi. Una volta completato sarà possibile rigiocare con una nuova modalità in cui la morte è perenne.

Immagine di promo del dlc Grimm troupe
DLC Grimm Troupe

Hollow Knight non è adatto ad un pubblico casual, richiede dedizione, cosi come i souls. Tante volte tenderà a beffeggiarsi delle tue capacità e a crearvi sconforto ma sarà estremamente appagante superare i propri limiti. Pad alla mano e una buona dose di pazienza sono necessarie per godere a pieno del titolo, ammirando l’eccezionale resa grafica del motore creato dal team, ogni componente a schermo è disegnato e animato a mano, e deliziandosi del comparto sonoro eccelso.

Hollow Knight – Il Souls dei Metroidvania, Recensione
In Conclusione
Hollow Knight é uno dei diamanti nati dalla passione e dedizione delle software house indipendenti. Niente da invidiare da un qualsiasi titolo tripla A. Un'avventura che accende la voglia di conoscenza del giocatore proponendo una formula consolidata come il Metroidvania mescolata abilmente con il genere Soulslike. La curiosità ci spingerà a trovare nel mondo di gioco tutte le risposte e a superare ogni frustrazione dovuta alla difficoltà. Disegni ed animazioni realizzati a mano creano un connubio perfetto con la colonna sonora al fine di trasmettere un senso di smarrimento e solitudine per poi arrivare ad una estrema calma sul finale. Un titolo da non perdere, di sicuro da recuperare prima del già annunciato seguito.
Punteggio dei lettori2 Votes
8.8
Pro
Longevo
Ottimo livello di sfida
Grafica e animazioni disegnati a mano
Contro
Mappe criptiche
Poche short cut
8.2
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