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Mercoledì, Recensione – Tra dark e pop

La nostra recensione di Mercoledì, la nuova serie di Tim Burton dalla spiccata vena mistery.

Mercoledì, recensione – tra dark e pop
Mercoledì, Recensione – Tra dark e pop
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Indice dei contenuti

  • Alla scoperta di Nevermore
  • Segreti in ogni dove
  • Jenna Ortega è Mercoledì
  • Un prodotto alla Tim Burton

Mercoledì, la tanto attesa serie distribuita da Netflix e diretta da Tim Burton sull’omonimo membro della famiglia Addams, avrà rispettato le aspettative? Lo show, dai creatori di Smallville, Alfred Gough e Miles Millar, è il risultato della somma degli elementi più cari a Burton: il mistery, il sovrannaturale e il grottesco. Il regista, sparito dalle scene dopo il live-action su Dumbo, torna a suonare la carica con una serie più che godibile, adatta ad ogni tipo di spettatore e che, tralasciando qualche inciampo, è ben riuscita.

Alla scoperta di Nevermore

Mercoledì, figlia di Morticia e Gomez Addams, è una studentessa tutt’altro che modello e, ovunque sia stata, ha solamente portato guai. Per questo motivo, la ragazza è stata espulsa da più scuole, con i genitori costretti a coprire le sue malefatte. Dopo l’ennesima trasgressione, i genitori la iscrivono alla scuola di Nevermore, luogo frequentato esclusivamente da “reietti”, nonché ragazzi con abilità e capacità sovrannaturali.

Mercoledì, inizialmente decisa a fuggire, viene attirata da strani avvenimenti che si susseguono nella cittadina, tra misteriosi omicidi e segreti di famiglia. Inizia così ad indagare, salvo poi comprendere che Nevermore cova molto più di quel che può immaginare.

Mercoledì
Mercoledì Addams in Mercoledì

Segreti in ogni dove

Mercoledì inizia il proprio viaggio con una prima puntata davvero convincente, che inevitabilmente va ad alzare le aspettative per il suo proseguo di stagione, che purtroppo non si rivela al suo livello, seppur godibile. In generale, i primi tre episodi regalano una buona presentazione dei personaggi e dei contesti, che pian piano iniziano ad intrigare lo spettatore e lo spingono a continuare la visione.

Da qui in poi il ritmo della trama principale rallenta notevolmente, abbassandosi a giri a vuoto riempitivi per arrivare al numero di episodi prestabiliti. Nonostante questo, le sottotrame che si sviluppano non sono male e riescono ad intrattenere lo spettatore, nella speranza di un finale di stagione che risolva ogni dubbio.

Purtroppo questo avviene solo parzialmente, con un finale frettoloso e approssimativo, il quale lascia qualche parentesi aperta per una possibile seconda stagione che, a dire il vero, appare un po’ forzata.

In ogni caso, la serie intrattiene bene e, grazie anche a dei buoni colpi di scena usati consapevolmente, riesce a non annoiare mai. Allo stesso modo è utile l’ironia della serie, con il personaggio di Mercoledì dotato di una caratterizzazione unica, accompagnato da una lingua tagliente come una lama. Rimangono sullo sfondo invece i personaggi secondari, che alla fine dei conti rimangono abbastanza indifferenti.

Jenna Ortega è Mercoledì

Raramente si può trovare un’interpretazione più azzeccata di Jenna Ortega nei panni di una Mercoledì moderna, la quale è il fulcro su cui si fonda la serie: senza di lei siamo convinti che il giudizio finale sarebbe stato un’altro. Carismatica ed incredibilmente credibile, Jenna Ortega è la marcia in più dello show.

Bene anche Catherine Zeta Jones e Luiz Guzmàn, corrispettivamente nei panni di Morticia e Gomez, i genitori di Mercoledì. Un peccato averli visti per poco, un paio di puntate su otto, anche se siamo consapevoli sia stato meglio così per dare valore alla protagonista. In generale, le prove attoriali sono tutte più che sufficienti ed il cast si dimostra all’altezza.

Mercoledì
La famiglia Addams in Mercoledì

Un prodotto alla Tim Burton

Sicuramente Mercoledì è la serie adatta a Tim Burton, un prodotto che ha tutti gli elementi che gli servono per poter brillare: atmosfere cupe, ironia alla dark comedy, reietti ed eventi sovrannaturali. Caratteristiche che vengono esaltate dal regista, di cui la mano risulta essere evidente anche nella rappresentazione di alcune creature, le quali hanno i tratti distintivi delle più vecchie conoscenze create da Burton.

Il reparto tecnico guidato dal regista risulta quindi funzionale allo show, con regia e fotografia che concorrono a rendere freddo un mondo non in bianco e nero, al contrario della protagonista. Bene anche le scenografie e la colonna sonora, che completano un pacchetto confezionato a misura per essere il giusto compromesso tra dark e pop.

Il prodotto, però, è anche perfetto per Netflix e per il suo target, che qui è decisamente vasto e aperto ad ogni fascia d’età. Non a caso Mercoledì ricorda sotto diversi punti di vista un altro successo della piattaforma, Una serie di sfortunati eventi, sia a livello estetico che a livello contenutistico. Di conseguenza, come lascia intendere il finale di stagione, ci aspettiamo venga prodotta una seconda stagione di Mercoledì, nella speranza che non venga cancellato ciò che di buono è stato fatto.

Mercoledì, Recensione – Tra dark e pop
7.5
Discreto

Mercoledì, Recensione – Tra dark e pop

Conclusione

Mercoledì è una serie che trattiene i tratti distintivi del proprio regista, brillando in atmosfere dark, ironia tagliente e magia del sovrannaturale. Jenna Ortega nei panni di Mercoledì è magnifica, ed è intorno a lei che si costruisce la serie. Qualche sbavatura nel finale e qualche giro a vuoto di troppo potevano essere evitati, ma comunque rimane un prodotto godibile di cui siamo curiosi di vedere la seconda stagione.

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