Noi siamo leggenda, Recensione dei primi 2 episodi della serie tv Rai

Dal regista di Mare Fuori, ecco Noi siamo leggenda, la nuova serie tv teen drama Rai tra superpoteri e problemi adolescenziali.

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Mercoledì 22 novembre in prima serata su Rai 2 sono andati in onda i primi due episodi di Noi siamo leggenda, una serie tv teen drama prodotta da Rai Fiction e Fabula Picture in collaborazione con Prime Video.

Noi siamo leggenda è diretta da Carmine Elia, regista anche della prima stagione della fortunata e famosissima fiction, anch'essa targata Rai, Mare fuori e nata da un'idea di Valerio D’Annunzio e Michelangelo La Neve.

6.5

Noi siamo leggenda

Noi siamo leggenda è la nuova serie tv targata Rai Fiction andata in onda in prima serata su Rai 2 mercoledì 22 novembre. La serie è incentrata su un gruppo di ragazzi che vivono le difficoltà dell'adolescenza, tutti con delle storie diverse e dolorose e che improvvisamente scoprono di possedere dei superpoteri, poteri che però non sono un'ancora di salvezza per questi ragazzi, ma un'ulteriore macigno da dover potare e imparare a gestire. La serie è interessante e ci mostra qualcosa del tutto inedito per la serialità italiana. Nonostante però delle buone interpretazioni e delle storie coinvolgenti, pecca di credibilità a causa dei pessimi effetti speciali e risulta un po' forzata per via di alcuni dialoghi scritti utilizzando troppi clichè, o in alcuni casi fin troppo scarni e poco d'impatto, quasi meccanici. La direzione intrapresa da Noi siamo leggenda però sembra quella giusta per questo tipo di prodotto e il target al quale fa riferimento. Vedremo se questo si confermerà anche con i prossimi episodi.

Noi siamo leggenda: un teen drama italiano coraggioso

La serie racconta le vicende di alcuni adolescenti apparentemente lontani nello stile di vita e nelle peculiarità caratteriali, ma che in realtà sono sorprendentemente connessi tra loro. Ad unirli non solo le ferite adolescenziali, la scuola e le difficoltà che hanno nell'approcciarsi a questa fase ricca di cambiamenti e instabilità, ma anche un elemento molto particolare: possiedono delle abilità soprannaturali, dei superpoteri.

In questi primi due episodi conosciamo i ragazzi e scopriamo anche i loro problemi, di alcuni ci viene mostrato qualcosa di più rispetto ad altri, ad esempio Massimo, sul quale è incentrata gran parte della narrazione. Massimo è un ragazzo introverso che sta cercando di affrontare il dolore per la perdita improvvisa della madre e di accettare la presenza e la convivenza con la zia Simona (Claudia Pandolfi), personaggio per il quale non prova né stima né rispetto.

Insieme a Massimo conosciamo anche i suoi due migliori amici, Andrea (Milo Roussel) e Marco (Giulio Pranno), uno sprazzo delle loro dinamiche famigliari e della loro quotidianità. Anche i genitori e il rapporto che i ragazzi hanno con essi è parte della serie, una parte significativa perché indagare sulle problematiche genitoriali, il dialogo e la comprensione è uno degli obiettivi di Noi siamo leggenda.

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Oltre Massimo, Marco e Andrea conosciamo anche Lin (Giulia Lin), Greta (Sofya Gershevich) e Jean (Nicolas Maupas), altri giovani protagonisti che però ci vengono, in questi primi due episodi, solo mostrati, introdotti nel contesto narrativo in modo che la curiosità nello spettatore cresca e certamente le loro storie verranno approfondite una per volta, speriamo con il giusto spazio per ognuno nel corso delle prossime puntate.

Noi siamo leggenda è una serie sicuramente prevedibile per alcune dinamiche, ma che rappresenta una notevole novità per il panorama seriale italiano, soprattutto se analizzata nell'ambito della Televisione di Stato, dove va in onda in prima serata.

Quella di inserire nel contesto di un teen drama, ambientato in una Roma dove a spiccare è l'ambientazione urbana dal sapore periferico che risalta nella fotografia, l'elemento fantastico è una scelta coraggiosa e che non è detto che sia compresa o apprezzata con facilità da tutto il pubblico. Per inserire bene questo elemento servono anche storie forti ed incisive che catalizzano l'attenzione dello spettatore. Una scelta, quindi, apprezzabile e non banale, anche se visivamente è resa molto molto male, con degli effetti speciali di scarsa qualità e poco credibili.

I superpoteri come limite e non come abilità straordinaria

Un aspetto centrale di Noi siamo leggenda è per l'appunto quello "soprannaturale", i poteri che i nostri protagonisti scoprono di possedere e che devono imparare ad utilizzare, scegliendo anche come farlo.

Ma, a differenza di come si potrebbe pensare, questi poteri per i ragazzi non rappresentano attualmente nella storia che ci viene raccontata una via di fuga o delle abilità straordinarie da usare come dei supereroi, quanto piuttosto un ulteriore peso da portare e da imparare a gestire, un fardello in più anziché un aiuto.

I superpoteri sono un'amplificatore, una cassa di risonanza che evidenzia prepotentemente il disagio vissuto dai ragazzi e la sensazione di alienazione verso la fazione dei grandi viene rimarcata ulteriormente.

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In un contesto dove la maggior parte di loro si sente debole e inadatta, possedere un'abilità che può estraniare ancor di più è uno svantaggio, ma che può rappresentare anche il vero punto d'unione tra loro, la connessione tra realtà e personalità divergenti che hanno in comune dei problemi sostanzialmente simili.

Noi siamo leggenda tratta, attraverso le storie di Massimo, Andrea, Marco, Lin, Greta e Jean, tematiche delicate che spaziano dalla perdita e dalla successiva elaborazione del lutto, al convivere con una malattia che ti impedisce di vivere una vita normale, passando sempre per le problematiche familiari e il conflitto genitoriale.

Qualcosa in comune con Mare fuori

Noi siamo leggenda, come scritto in precedenza, è diretta da Carmine Elia, registra che ha lavorato alla prima stagione di Mare fuori, una serie tv teen drama italiana che è stato un grande successo televisivo e questa nuova serie targata Rai ha anche altri elementi in comune proprio con Mare fuori, oltre il regista.

Nel cast di Noi siamo leggenda infatti ci sono Valentina Romani, Nicolas Maupas e Giacomo Giorgio, tre giovani attori che sono stati protagonisti della fortunata fiction e ne hanno preso parte fino alla terza stagione.

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Ma non sono solo il regista e parte del cast ad accomunare questi due prodotti televisivi, anche il target per il quale sono pensati e la rete nella quale vengono trasmessi.

Le tematiche trattate hanno al centro i ragazzi, il vivere i problemi e il disagio adolescenziale, il loro punto di vista e il racconto del loro cambiamento, ma Noi siamo leggenda a differenza di quello che si potrebbe pensare non sembra pensato e realizzato per cavalcare l'onda del successo di Mare fuori poiché le scelte narrative e di messa in scena sono nettamente in contrasto. In Noi siamo leggenda la tematica della criminalità organizzata e la drammaticità del contesto malavitoso sono completamente assenti, l'introspezione dei personaggi avviene analizzando i caratteri e la successiva reazione all'abilità straordinarie delle quali entrano in possesso.

Oltre il coraggio delle scelte narrative però vanno evidenziati anche i difetti di questo prodotto televisivo che emergono già nei primi due episodi. Si tratta per lo più di difetti estetici dovuti ad un utilizzo degli effetti speciali che visivamente non rendono e che risultano poco credibili. Non è una cosa consueta per le serie tv Rai, ma un elemento così centrale dovrebbe essere curato al meglio delle possibilità.

Un'altra cosa che non convince sono i dialoghi, in alcuni casi scarni e poco curati, che cadono facilmente nel clichè. Scopriremo nelle prossime puntate, entrando più nel vivo, se i dialoghi saranno curati meglio e se saranno più convincenti, senza stridere nella linearità e influire sul potenziale fascino della storia raccontata.