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Ghost of Tsushima – Recensione dell’ultima esclusiva PlayStation 4

L'ultimo viaggio su PlayStation 4, su un aereo che ci porta indietro al Giappone feudale

ghost of tsushima recensione

Ghost of Tsushima è un titolo speciale. Non solo per la sua natura esclusiva, ma per ciò che significa per il mondo PlayStation 4. Infatti, il nuovo titolo di Sucker Punch è l’ultima esclusiva per la console Sony, e per questo motivo, porta su di sé un peso non indifferente.

Essere l’ultimo gioco a essere rilasciato per PlayStation 4 ha quasi lo stesso peso della prima esclusiva, poiché va a chiudere un cerchio lungo ben 5 anni. In più, bisogna pensare che questo meraviglioso titolo è stato rilasciato dopo The Last of Us Parte 2, che ha dato il setting, il benchmark per quello che sarà PlayStation 5.

Quindi Ghost of Tsushima è “meno” del titolo Naughty Dog? Assolutamente no. Sono due videogiochi di natura diversa e vanno presi in considerazione in modo differente. Dopo tutto questo preambolo, affiliamo la nostra katana e avventuriamoci nelle meravigliose lande di Tsushima.

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Onore e lealtà: codice samurai

ALLERTA! Presenza di Spoiler!

Ghost of Tsushima apre i battenti mostrandoci una situazione complicata, una scena da finale, più che da incipit. Il videogioco, rilasciato il 17 giugno 2020, ci mostra un campo di battaglia. Noi, Jin Sakai, insieme a nostro zio, Lord Shimura, e pochi altri samurai, ci ritroveremo davanti delle navi mongole, pronte a farci a pezzi. Siamo in svantaggio numerico, e lo scontro sarà un massacro.

Noi saremo in punto di morte e nostro zio verrà rapito. Una donna ci salverà, ma la nostra piccola spedizione per salvare nostro zio fallirà miseramente, perché il capo dei mongoli è troppo forte per noi.

Da qui inizia la nostra avventura in un mondo vasto, meraviglioso e aperto. Ma qual è la nostra missione? Ovviamente salvare tutto ciò che rimane della nostra famiglia, Lord Shimura. Per farlo avremo bisogno di alleati. Non solo, la donna che ci ha salvati ci chiederà una mano per salvare suo fratello, Taka. Quest’uomo è un fabbro molto capace, e nella situazione in cui saremo, è una risorsa davvero utile. Non ci resta che seguire il vento e andare avanti nella nostra storia.

Il dramma interiore di Jin è il codice samurai. Infatti, il Bushido ordina che il samurai combatta sempre faccia a faccia con il nemico, mentre per cause di forze maggiori, si ritroverà a violare (o per citare il titolo “piegare”) il suo stesso codice, insegnatoli dallo zio. Quale strada prenderà?

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Meccaniche semplici ma divertenti

Ghost of Tsushima è un open world, quindi aspettatevi tutto ciò che riguarda questo tipo di videogioco: mappa enorme tutta da scoprire e con tante cose da fare. Ci sono quest secondarie e quest primarie, come ci si può aspettare da un titolo del genere, ma alcune di queste sono “nascoste”, e trovabili solamente se si segue un uccellino dorato oppure più semplicemente, vagando nella mappa.

Questa piccola perla di fine generazione va presa con calma, è difficile che si corra da una parte all’altra come si farebbe in un Grand Theft Auto, ma invoglia al prendere le cose con calma, al godersi il paesaggio, toccare i fiori. Perché oltre il samurai, Jin, il nostro protagonista, è un essere umano. E ama il mondo intorno la lui.

Un combat system da samurai

Spesso, però, sarà costretto a togliere la vita ai nemici. I modi per uccidere in Ghost of Tsushima sono svariati e vanno quasi tutti in base al tipo di giocatore che si è, o a che tipo di “Jin” si vuole interpretare. Esiste lo stealth, ma niente vieta di correre incontro a un nemico e colpirlo con la nostra lama.

Durante lo scontro si attaccherà principalmente con quadrato, mentre triangolo serve per spezzare l’equilibrio del nemico. L’equilibrio è una barra visibile sopra il malcapitato, una volta riempita si spezzerà e il nemico barcollerà, dandoci l’opportunità perfetta per eliminarlo. Ma questo non vale per tutti i nemici.

In base al tipo di combattente che avremo davanti, abbiamo varie “forme” da poter utilizzare, così come vari approcci. Un lanciere è difficile da parare, ma se si riesce a schivare il suo attacco, sarà scoperto e indifeso. Un arciere è debole, dunque bisognerà avvicinarsi. E a proposito di arco e frecce, queste saranno a nostra disposizione, così come i kunai.

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Dunque il combattimento di Ghost of Tsushima non prevede solamente il close quarter combat, ma anche a distanza. È anche vero che i kunai sono particolarmente deboli, ma il titolo spiega che servono solo per “colpire per primi” e far barcollare i nemici.

Per quanto riguarda le forme, queste vanno sbloccate man mano durante il corso della storia e danno bonus contro alcuni tipi di nemici, ma altrettanti malus per altri, per cambiare stance (o forma) bisognerà prima tenere premuto R2 e poi selezionarla con triangolo, cerchio ecc… Per chi è avvezzo: le forme di Ghost of Tsushima sono un po’ come le stance di Nioh.

In ultimo, ma non meno importante, il confronto. Questo è qualcosa di speciale se si amano il Giappone e i Samurai. Perché? Quanti di noi hanno sognato di essere un samurai, di attendere prima di estrarre l’arma così da colpire il nemico ed eliminarlo? In Ghost of Tsushima è possibile. E sarà esattamente come nei film giapponesi.

Il confronto si avvierà quando ci si avvicina a un avamposto mongolo dalla porta principale, senza che loro se ne accorgano. Poi bisognerà tenere premuto triangolo e rilasciarlo prima di essere colpiti dall’NPC.

L’unico vero difetto di questo combat system è sicuramente la telecamera, o meglio, l’assenza di un vero sistema di lock, che costringe il giocatore ad attaccare e muovere contemporaneamente la telecamera, e spesso in spazi stretti dà molto fastidio per via del suo costante avvicinarsi e allontanarsi.

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Esplorazione e modalità foto

Per quanto concerne, invece l’esplorazione, la mappa è da scoprire. Vagando per la mappa questa inizierà a “colorarsi”, rendendo visibile il percorso preso e i luoghi visitati. Un modo carino da parte di Sucker Punch per “costringere” i giocatori ad esplorare. Inoltre, lungo la strada sarà possibile trovare delle volpi e degli uccelli dorati, entrambi portano a scoprire cose diverse. Le volpi porteranno Jin ai santuari, mentre gli uccelli in luoghi particolari, che possono far scoprire delle quest secondarie. Dunque, vale sempre la pena seguirli.

Ci sono tanti piccoli momenti da scoprire, scorci da vedere e fotografare tramite una modalità foto che non solo permette di scattare e tenere per sempre conservati alcuni momenti, ma è possibile personalizzarli in un modo mai visto. Non si tratta di tecnicismi fotografici, ma è possibile scegliere la velocità e la direzione del vento, quali tipi di foglie vedere cadere, tutto per rendere il momento già perfetto, ancora migliore. In poche parole, è come se fosse una modalità di gioco di Ghost of Tsushima, attivabile semplicemente premendo la freccia destra.

Tecnicamente current gen

Dal punto di vista tecnico, Ghost of Tsushima è la perfetta rappresentazione delle capacità di PlayStation 4, con qualcosa in più. Infatti, se molti titoli della console Sony soffrivano per i tempi di caricamento, Sucker Punch è riuscita a sviluppare il loro titolo “samuraiesco” facendo in modo di non dover aspettare un minuto e mezzo dopo ogni morte. Questo è qualcosa di strabiliante, dato quanto sia facile morire, per via della natura punitiva del titolo.

Dal punto di vista grafico, ovviamente, è impossibile aspettarsi un The Last of Us Parte 2, visto che stiamo parlando di un mondo aperto e non di un closed map, come lo è il titolo Naughty Dog.

I suoni, la colonna sonora, l’ambiente circostante, è tutto stato creato in modo che il giocatore si immergesse all’interno del Giappone feudale, ed è stato realizzato in modo eccelso, nonostante il limite “autoimposto” che causa l’open-world.

Promosso o bocciato?

Assolutamente promosso. Ghost of Tsushima è l’opera occidentale che meglio rispecchia e rispetta il mondo orientale. Senza se e senza ma. Quindi nel caso abbiate mai visto un film sul mondo samurai, o conosciate il Bushido, allora non potrete che saltare di gioia. L’influenza di Kurosawa c’è, e non solo tramite il filtro bianco nero, ma è il filo rosso che, iniziando dagli sviluppatori, ha oltrepassato ogni linea di codice e ogni render che ha portato al prodotto che abbiamo recensito oggi: Ghost of Tsushima.

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Ghost of Tsushima – Recensione dell’ultima esclusiva PlayStation 4
In Conclusione
Ghost of Tsushima è la chiusura perfetta del ciclo vitale di PlayStation 4. Il team di sviluppo Sucker Punch ha dato il meglio di sé nel ricreare il Giappone feudale, seppur non storicamente preciso. Ma l'importante per il titolo non è immergere il giocatore in quel periodo storico, ma più nel ricreare il mood in cui i samurai vivevano all'epoca. E questo è stato realizzato in modo eccelso, anche se il combat system ha un problema grosso con la telecamera. Questo e la ripetitività a lungo andare sono gli unici due difetti di questo titolo che è visivamente una festa per gli occhi. Dunque, in conclusione, Ghost of Tsushima è una stilosa parole "fine" alla generazione PlayStation 4, in attesa della prossima console.
Punteggio dei lettori0 Votes
0
Pro
Tante missioni secondarie e cose da fare
Modalità foto con varie funzionalità
Caricamenti brevi
Nonostante la semplicità della trama, è interessante
Contro
La telecamera nel combattimento non è il massimo
A lungo andare rischia di essere ripetitivo
8.8
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